giovedì 3 settembre 2009

Videocracy - Basta apparire di Erik Gandini






Il trailer di Videocracy, il film del regista Erik Gandini che sarà proiettato fuori concorso il 3 settembre alla Mostra del Cinema di Venezia, non ha superato il vaglio della Rai e non sarà trasmesso.

Ed è proprio la casa distributrice Fandango, per bocca di Domenica Procacci, a spiegare la situazione: "come sempre abbiamo mandato i trailer all'AnicaAgis che gestisce gli spazi che la Rai dedica alla promozione del cinema. La risposta è stata che la Rai non avrebbe mai trasmesso i nostri spot perché secondo loro, parrà surreale, si tratta di un messaggio politico, non di un film".

Il trailer è stato rifiutato anche da Mediaset: "ci hanno detto che secondo loro film e trailer sono un attacco al sistema tv commerciale, quindi non ritenevano opportuno mandarlo in onda proprio sulle reti Mediaset".

Videocracy ricostruisce la crescita dei canali Mediaset e del sistema televisivo italiano e, sostiene Procacci, la motivazione data dalla Rai per non mandare in onda il trailer del film è abbastanza inquietante visto che "si dice che lo spot veicola un inequivocabile messaggio politico di critica al governo perché proietta alcune scritte con i dati che riguardano il paese alternate ad immagini di Berlusconi".

Nella lettera inviata dalla Rai si sostiene che Videocracy è un atto di accusa contro Silvo Berlusconi in quanto "attraverso il collegamento tra la titolarità del capo del governo rispetto alla principale società radiotelevisiva privata" si potrebbe pensare che "attraverso la tv il governo potrebbe orientare subliminalmente le convinzioni dei cittadini influenzandole a proprio favore ed assicurandosene il consenso".

E' come, sostiene Procacci, se la Rai andasse a cercare una ideologia di fondo che non c'è visto che il film descrive solo la realtà italiana, parla anche di Berlusconi ma dell'intero sistema televisivo; e così la Rai trova un collegamento tra gli scandali che coinvolgono Berlusconi e le immagini del film determinano "un inequivocabile richiamo alle problematiche attualmente all'ordine del giorno riguardo alle attitudini morali dello stesso e al suo rapporto con il sesso femminile formulando illazioni sul fatto che tali caratteristiche personali sarebbero emerse già in passato nel corso dell'attività di imprenditore televisivo".

Insomma, si lamenta Fandango, il problema non esiste e la Rai è maliziosa nel voler censurare Videocracy.

Intanto anche il quotidiano Libero ha iniziato a dare addosso al regista di Videocracy in un articolo dal titolo "Ma da dove viene questo bergamasco che spara su Silvio?".

Nessun commento: