giovedì 24 settembre 2009

Annozero, Travaglio ci sarà Ma senza contratto

Marco Travaglio sarà ad "Annozero" che riparte in prima serata giovedì su Raidue. Lo ha confermato il direttore generale della rai Masi. Travaglio, la costola di Santoro, non avrà il contratto ma farà il suo editoriale giovedì nella trasmissione che si occuperà di libertà d'informazione. Titolo indicativo: "Farabutti", con riferimento all'anatema di Berlusconi contro i giornalisti scomodi o semplicemente quelli che fanno domande.
«Se non c'è Travaglio - aveva tuonato Santoro - non c'è Annozero perchè lui simboleggia una precisa direzione che la Rai deve prendere».
«Posso garantire che non c'è alcuna legge che affidi all'Agcom una qualche possibilità di fare censure preventive. Sarebbe come fermare Totti prima di una partita perchè potrebbe fare un fallo da espulsione», aveva detto sempre Santoro.

Masi ha parlato alla Commissione di vigilanza sulla Rai e ha tentato di frenare sulle polemiche. Ha precisato che «su Annozero stiamo solo facendo un approfondimento sulla scelta di un collaboratore esterno per una trasmissione che ha avuto tutto quello che ha chiesto». Il nodo sarebbe quello del contratto. Però ha attaccato la sostanza della trasmissione di Santoro. «Approfitto di questa occasione - ha detto Masi - per fare una riflessione: il servizio pubblico deve essere un servizio plurale, deve rispettare la pluralità dei cittadini. Nel corso della mia vita professionale, osservando la situazione sia negli Stati Uniti che in Gran Bretagna, non ho mai visto che reti del servizio pubblico facciano programmi contro. Le inchieste si devono fare trasparenti e secondo le regole. Non si fanno trasmissioni politiche contro. L'apriori va contro il servizio pubblico. Se c'è un'evasione del canone Rai al 30% vuol dire che, oltre alle cause tecniche, c'è una parte del Paese che non si riconosce nel prodotto Rai. E questo è un fatto».Il problema è capire chi si riconosce.

Quanto alle polemiche seguite alla diretta di Bruno Vespa in prima serata nel giorno della consegna delle prime case ai terremotati dell'Abruzzo, che aveva comportato lo spostamento di Ballarò. «La decisione di mandare in onda lo speciale Porta a porta - ha spiegato - Abruzzo è legata ad un discorso di continuità editoriale avendo il programma seguito l'evento sia la sera del terremoto sia un mese dopo per il bilancio. Quando va in onda sulla rete ammiraglia un programma di informazione c'è la riprogrammazione, non è un evento eccezionale. Non c'è nessuna volontà di censurare o colpire la libertà di stampa o i palinsesti decisi da altri direttori di rete».

Masi non ha però incontrato il presidente dell'Autorità per le garanzie nella comunicazioni, Corrado Calabrò. Un faccia a faccia tra i due era atteso per oggi ed era stato richiesto dallo stesso Masi per approfondimenti sul caso Annozero-Travaglio. «Con Agcom c'è un fitto scambio in corso - ha però precisato Masi ai cronisti - , ho mandato tutta la documentazione rilevante e l'autoritá dovrá rispondere».

«Le idee sul giornalismo del servizio pubblico espresse in Commissione di Vigilanza dal Direttore Generale della Rai sono il fondamento teorico dell'informazione asservita al potere di turno»: lo dice in una nota il presidente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Roberto Natale.

da l'unità.it

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