martedì 21 luglio 2009

Ciancimino jr su via D'Amelio: «Papà si sentiva un po' responsabile»

Ospite di una trasmissione di Telelombardia il figlio dell'ex sindaco di Palermo condannato per mafia

MILANO - «Mio padre mi disse che si sentiva un po' responsabile di quello che era successo». Così Massimo Ciancimino, figlio di Vito, l'ex sindaco di Palermo morto dopo essere stato condannato per mafia, ha risposto al conduttore di un talk show su Telelombardia che gli chiedeva quale fu la reazione del padre alla notizia della strage di via D'Amelio in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e gli uomini della scorta. «Non sono un pentito né aspiro a entrare in alcun programma di protezione. Ho fatto quello che posso fare» ha aggiunto Massimo Ciancimino. Il figlio dell'ex sindaco di Palermo, che ha svelato la presenza del famoso "papello" oggetto di trattativa tra Cosa nostra e Stato alla base delle stragi mafiose del 1992 ha anche detto di «avere paura: ho paura per quello che riguarda la mia famiglia, il mio contesto familiare», aggiungendo che in tanti, dal suo entourage, continuano a dirgli «Ma chi te lo fa fare?». «Ho detto al pm Ingroia: quando arriviamo a dieci persone che mi dicono "ma chi te lo fa fare?", significherà un fallimento completo». Ciancimino jr ha poi rivelato che anche «esponenti della Chiesa siciliana» accreditarono il padre presso la banca del Vaticano. «Ci sono stati alcuni vescovi siciliani che accreditarono mio padre presso gli istituti bancari del Vaticano» ha detto Massimo Ciancimino durante il programma di Telelombardia intitolato «Mafia: le verità nascoste».

IL MONITO DEL COLLE - Le rivelazioni rese note nei giorni scorsi a proposito di una pista che porterebbe al coinvolgimento di apparati dello Stato nelle stragi di mafia del 1992 in cui persero la vita i magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino restano dunque in primo piano. Per il capo dello Stato Giorgio Napolitano, intervenuto in merito, alcune dichiarazioni (implicito il riferimento a quelle di Totò Riina) «sono più o meno senzazionalistiche e provengono da soggetti, diciamo così, piuttosto discutibili».

da corriere.it

Nessun commento: