domenica 28 giugno 2009

No Giampi no party

di Peter Gomez e Antonio Massari

Le ville. Le ragazze. Gli affari. Le mire sulla sanità e sulla Protezione civile. Amici e ascesa di Tarantini. Molto caro a Silvio.

Con lui, per telefono, Silvio Berlusconi era particolarmente esplicito. In decine di colloqui, ad ogni ora del giorno e della notte, parlava di cene, politica, feste e di donne. Sì, soprattutto di donne, perché con il trentaquattrenne Giampaolo "Giampi" Tarantini, l'attempato premier non aveva né imbarazzi né segreti. Tanto da arrivare a descrivere nei particolari, dal colore dei capelli fino alle misure delle curve, il tipo di ragazze che voleva fossero invitate a palazzo Grazioli o a villa La Certosa. Le conversazioni diventavano così goliardiche e spesso, dopo le sue serate, il premier si dilungava in commenti su quanto era accaduto la notte precedente.

Telefonate su telefonate. Con Tarantini che annuiva, organizzava viaggi, portava accompagnatrici, hostess e modelle. Incautamente. Perché in qualche occasione, dinanzi al leader del Pdl, stando a quanto "L'espresso" ha verificato, sono persino arrivate donne legate ai clan. Frequentazioni pericolose che espongono il Cavaliere al rischio ricatto da parte della criminalità organizzata.

Sembra un film, ma è il racconto straordinario del Berlusconi segreto, regalato dalle intercettazioni della Guardia di finanza, nell'inchiesta barese sugli appalti sanitari conquistati, secondo l'ipotesi di accusa, a colpi di mazzette dalle aziende di Tarantini. Un'indagine che già l'estate scorsa, dopo le prime settimane di ascolti, è improvvisamente virata su una serie di starlette e di ragazze a pagamento che frequentavano il premier. Niente di sorprendente. Perché l'incensurato Giampi, più volte incappato a Bari, a partire dal 1999, nelle attenzioni della magistratura, è sempre stato un tipo effervescente. E, in fondo, il suo incontro con l'escort Patrizia D'Addario e con "l'utilizzatore finale" Berlusconi pare davvero l'inevitabile epilogo di una vita sopra le righe, a cavallo tra la politica, gli affari e i party da jet set. Eppure, fino a qualche anno fa, su di lui nessuno avrebbe scommesso un centesimo. Nemmeno i carabinieri che ascoltavano le sue telefonate già nel lontano 2002. Per loro all'epoca Giampi era solo un ragazzino della buona borghesia che, rimasto da poco orfano di padre, sembrava destinato a mandare a carte quarantotto il piccolo impero familiare, basato sulla vendita di protesi sanitarie. Troppe feste, troppe ragazze e troppa cocaina tra Bari e Milano per poter pensare che Tarantini potesse avere successo anche nel mondo del lavoro.


Ma Giampi è sveglio, simpatico, e soprattutto cresce accanto agli amici giusti. Due in particolare. Il primo è l'ex onorevole Tato Greco, figlio del senatore di Forza Italia Mario Greco e nipote dei potentissimi Matarrese. Il secondo è Giuseppe Tedesco, all'epoca titolare, come Tarantini, di imprese di forniture sanitarie e figlio di Alberto: già assessore della giunta regionale di Nichi Vendola, oggi indagato per una maxi truffa sanitaria e in procinto di diventare parlamentare del Pd, dopo l'elezione a Strasburgo del deputato Paolo De Castro. Nel 2005, come "L'espresso" è in grado di rivelare, Greco junior (attraverso la fidanzata) diventa socio occulto dell'amico nella Global System Hospital. Giampi e Tato si sentono per telefono di continuo. Gli investigatori li ascoltano mentre pianificano strategie, intervengono tramite i loro canali politici (Greco all'epoca era già consigliere regionale) su Asl e policlinici. E quando si tratta di risolvere i problemi più grandi, come quelli con la Casa sollievo della sofferenza, l'ospedale di San Giovanni Rotondo fondato da Padre Pio, non esitano a far intervenire lo zio di Tato, il vescovo di Frascati, Giuseppe Matarrese.

Insomma non deve sorprendere se quattro anni dopo, alle amministrative del 2009, sarà proprio il giovane Greco a candidare in Comune la escort Patrizia, che pagata da Tarantini aveva trascorso una notte col premier. E a presentare alla circoscrizione la sua amica Barbara Montereale, ospite di Berlusconi (come semplice ragazza immagine, dice lei) prima a palazzo Grazioli e poi a villa Certosa. Entrambe entrano in "Puglia prima di tutto", la lista fondata dal ministro Raffaele Fitto, pure lui vecchio conoscente di Tato e di Giampi.

I rampolli sono cresciuti. E Tarantini ha imparato che ingraziandosi i politici gli affari vanno a gonfie vele. Il suo pallino, raccontano oggi a Bari, è quello di infilarsi nel piatto ricco della Protezione civile, un settore in cui le gare di appalto sono poche e i fornitori vengono spesso scelti con procedure d'urgenza direttamente da Palazzo Chigi. In più Giampi vuole fare intermediazione anche con gli enti pubblici. Per questo fonda a Roma, il 20 gennaio scorso, la CG consulting, una srl dall'oggetto sociale amplissimo. Insomma il ragazzo pensa in grande e si trasforma in lobbista.

È nell'estate del 2008 che Tarantini spicca il volo. In Sardegna affitta una villa hollywoodiana, noleggia aerei privati, partecipa a feste e cene importanti: da quelle con Abramovich e Berlusconi a villa Certosa fino agli incontri conviviali sulla barca di uno dei figli di Gheddafi, dove porta con sé un'ottantina di ospiti. Al suo fianco ha sempre soubrette e belle donne: da Manuela Arcuri a Francesca Lana, da Sara Tommasi a Carolina Marconi sino alla popolarissima Belen. Il Cavaliere lo adora, se ne accorgono tutti. E così in molti prendono a contattarlo per ottenere raccomandazioni e incontrare gli uomini che contano. Nei mesi scorsi gli investigatori della Finanza restano a bocca aperta quando ascoltano due alti ufficiali del corpo, in servizio a Roma, che gli chiedono informazioni e favori. Poi ci sono gli imprenditori. Uno di loro, il pugliese Enrico Intini, amministratore di un gruppo da 140 milioni l'anno, considerato molto vicino a Massimo d'Alema, racconterà d'essere andato con Tarantini da Guido Bertolaso, il sottosegretario alla Protezione civile, per proporre la propria azienda.

A ben vedere, comunque, la tecnica che Giampi applica negli affari è sempre la stessa. Oggi usa le donne. Mentre nel 2005, quando si trattava di piazzare protesi e macchinari, si ingraziava medici e primari regalando buoni benzina, viaggi, abbonamenti allo stadio, prestando auto e in qualche caso, secondo gli investigatori, allungando mazzette. Certo allora era un po' pasticcione: le telefonate di un primario che si lamenta perché uno dei due assegni circolari a lui destinati è andato perso, resteranno a lungo negli annali della storia delle inchieste sulle tangenti. Ma il guaio più grosso Giampi lo combina portando le ragazze sbagliate al Cavaliere. Si può capirlo. L'estate sta finendo. Ormai la Sardegna è lontana. E soddisfare le richieste di nuove amiche da parte di Berlusconi non è più come organizzare i party in Costa Smeralda.

Anche per questo a palazzo Grazioli arrivano in autunno Patrizia D'Addario e le sue amiche. Giampi le recluta a Bari senza pensare che, alla lunga, la bionda e bellissima escort potrebbe rivelarsi pericolosa. Ormai dal 2006, l'anno in cui denunciò e fece arrestare il suo sfruttatore, Patrizia ha infatti preso l'abitudine di registrare tutti i suoi incontri. E poi, come racconta lei stessa a "L'espresso", tra le amiche che frequenta e presenta a Tarantini ce ne sono "alcune legate alla malavita". Ragazze che finiranno per vedere anche il premier.

Il rischio dello scandalo diventa insomma altissimo. E appena in città si sparge la voce dell'esistenza di nastri imbarazzanti per il premier, qualcuno svaligia la casa della escort. Patrizia racconta: "Mi hanno svuotato completamente l'appartamento. Hanno portato via tutto: i vestiti, la biancheria intima, il computer, la foto con dedica che Berlusconi mi aveva regalato, e i miei cd. Tutti, compresi quelli che la prima sera mi aveva donato Apicella". Un lavoro da professionisti utile per spaventarla, ma non per far sparire le tracce.

dal settimanale l'Espresso

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