venerdì 26 giugno 2009

Il tesoriere di Riina su Facebook


di Salvo Palazzolo

Il superlatitante Vito Roberto Palazzolo, il manager che già il giudice Falcone voleva arrestare negli anni Ottanta, vive in Sudafrica, dove si fa chiamare Von Palace. La Procura di Palermo torna a chiederne l’estradizione. E intanto, lui continua a fare il top manager e apre delle pagine su Facebook e Plaxo.

Nei primi anni Ottanta il giudice Giovanni Falcone aveva iniziato a seguire le sue gesta finanziarie per mezza Europa: Vito Roberto Palazzolo è stato condannato definitivamente per associazione mafiosa solo nel marzo 2009. La Corte di Cassazione lo indica come il tesoriere di Cosa nostra, il detentore dei segreti finanziari dei capimafia Riina e Provenzano. Ma lui resta latitante in Sudafrica, nonostante le reiterate richieste di estradizione avanzate dalla Procura di Palermo. Tutte negate, ufficialmente perché in Sudafrica non esiste il reato di associazione mafiosa. L'ultima istanza, che prende spunto dalla condanna definitiva a nove anni, è partita nei giorni scorsi.

Vito Roberto Palazzolo è uno stimato manager nel paese di Nelson Mandela, frequenta i migliori salotti della buona borghesia e può contare sull'amicizia di importanti esponenti delle istituzioni. Si fa chiamare Robert Von Palace. Adesso ha anche aperto due pagine sui social network. Niente foto, per carità, Palazzolo resta un latitante per mafia. Sul profilo pubblico di Plaxo, c’è la sua data di nascita, 31 luglio, e un messaggio di qualche mese fa: “Robert Von Palace è molto impegnato…”. Fra i suoi amici connessi in Rete figurano il fratello Pietro e i manager di alcune società internazionali. Su Facebook, il profilo pubblico offre solo il nome, Roberto Von Palace, e il ritratto di un navigatore di altri tempi. Fra gli utenti del social network è possibile contattare anche il fratello di Palazzolo, Pietro, e uno dei figli, Christian, che da tempo ormai ha preso in mano la gestione di una delle creature imprenditoriali del padre (ufficialmente ceduta a un gruppo africano), ovvero l’azienda che produce l’acqua minerale “La vie”, servita, dicono con buon gradimento, persino ai viaggiatori della compagnia aerea nazionale.

Durante il processo per mafia, i sostituti procuratori di Palermo Domenico Gozzo e Gaetano Paci hanno raccolto le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, che indicano Palazzolo come uomo d'onore. In aula hanno deposto anche alcuni degli investigatori del servizio centrale operativo della polizia che a lungo hanno indagato sul manager siciliano. L’Italia torna così a chiedere l’e stradizione del tesoriere dei boss, ma il legale di Palazzolo, l’a vvocato Roberto Tricoli, ha già annunciato che farà ricorso alla corte europea per i diritti dell'uomo, perché, sostiene, sarebbe stato violato il diritto di difesa.

Adesso Internet non è che l’ultima trovata per curare un’immagine scalfita dalle inchieste giudiziarie e dalle condanne. Mesi fa, Robert Von Palace aveva persino provato a ingaggiare in Italia un esperto di comunicazione. Anche perché, intanto, pure in Sudafrica alcuni giornali hanno cominciato a porre il caso a livello politico. Lui non ha mai smesso di difendersi, sostenendo anche di essere stato un benefattore della causa anti-apartheid. Trovata geniale: ecco, probabilmente, cos’erano quei movimenti di denaro fra la Svizzera e il Sudafrica. Altro che riciclaggio del traffico internazionale di droga, altro che Pizza Connection, come hanno sempre sostenuto i magistrati italiani. Città, palazzi e persone del Sudafrica di Vito Roberto Palazzolo ricordano tanto la Palermo degli anni d’oro dei padrini.

da repubblica.it

Nessun commento: