martedì 16 giugno 2009

Ciancimino, qualcuno ha coperto i politici


di Alessandra Ziniti

Un´ora e mezza davanti al pm di Palermo Nino Di Matteo per fornire ulteriori "chiarimenti" che potrebbero tornare utili prima degli interrogatori dei quattro parlamentari del centrodestra raggiunti da informazione di garanzia dopo le sue dichiarazioni, ma soprattutto per affrontare un altro argomento scottante della sua collaborazione: il mistero delle intercettazioni telefoniche e ambientali, ovviamente preesistenti, ma che vengono fuori solo ora dopo la "rilettura" degli atti ordinata dai nuovi titolari dell´inchiesta ai carabinieri del gruppo di Monreale.

«Tutto quello che scopriamo adesso i magistrati lo sapevano già dal 2004. Nel vostro palazzo c´è del marcio», ha detto Ciancimino al pm Di Matteo che gli chiedeva chiarimenti sul perché le intercettazioni e i documenti che sembrano riscontrare le sue accuse ai politici non fossero state acquisite agli atti del processo: «Le avete chieste?» «Certo, io sapevo che se in quel periodo ero intercettato - ha detto Ciancimino - allora dovevano esserci anche queste conversazioni, ma ci hanno detto che non c´erano».

Affermazioni, quelle del figlio dell´ex sindaco, che potrebbero prefigurare il coinvolgimento nell´inchiesta di magistrati palermitani e dunque l´automatico passaggio degli atti alla Procura di Caltanissetta. Un gran pasticcio se si considera che l´attuale procuratore nisseno Sergio Lari era uno dei titolari della vecchia inchiesta Ciancimino quando era aggiunto a Palermo e peraltro, così come gli altri magistrati assegnatari del fascicolo, era già stato denunciato da alcuni degli imputati, atti ora finiti per competenza a Catania.

Si profila dunque un corto circuito giudiziario che si era già profilato nelle scorse settimane con la convocazione di Ciancimino da parte di magistrati di Procure di mezza Italia, tutti a caccia dell´ormai famoso "papello", il documento della presunta trattativa tra mafia e Stato svoltasi dopo le stragi del 92 e della quale Vito Ciancimino sarebbe stato protagonista e suo figlio testimone.

Un documento del quale Massimo Ciancimino dice di essere in possesso ma che non ha ancora consegnato a nessuno. E anche il "papello" è stato ieri argomento di interrogatorio.
Il colloquio tra Ciancimino e il pm Di Matteo ha poi toccato diversi aspetti dell´attività della società del Gas, a cominciare da quelle che il figlio di don Vito definisce «estorsioni» subite. L´interrogatorio di Massimo Ciancimino, svoltosi nel primo pomeriggio poco dopo il cessato allarme per una macchina sospetta rinvenuta in via Torrearsa nei pressi della sua abitazione palermitana, si è svolto nel primo pomeriggio nella palazzina M del Palazzo di giustizia. I verbali delle dichiarazioni del figlio dell´ex sindaco sono stati secretati.

da repubblica.it

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