martedì 5 maggio 2009

Tutti uguali davanti la legge?


di Lorenzo Chiavetta

La “casta” colpisce ancora.
Qualche giorno fa la magistratura, dopo accurate indagini, ha richiesto alla Camera dei Deputati l'autorizzazione a procedere agli arresti domiciliari per Antonio Angelucci, parlamentare del Pdl.Prima di sapere il verdetto di Montecitorio, è meglio specificare chi è Antonio Angelucci e di cosa è accusato.

Il cognome sarà noto a tutti. Gli Angelucci rappresentano una delle famiglie più potenti e influenti di Italia. Nello specifico, Antonio è: imprenditore; proprietario di numerose case di cura; immobiliarista (acquistò la sede storica romana dell'ex Pci: palazzo di Botteghe Oscure); editore (al momento controlla Libero e Il riformista ma in passato ha controllato buona parte de l'Unità) ed è sua la quasi totalità delle cliniche laziali. Non dimentichiamoci, poi, la sua qualifica di “capitano coraggioso”, visto che detiene il 7% della Cai (la nuova Alitalia). Menzionabile, infine, la sua grande amicizia col già condannato Cesare Geronzi, presidente di Mediobanca.

Ma perchè Angelucci risulta oggi indagato? Facciamo un salto indietro. Il 2008 e il 2009 sono stati anni terribili per l'Abruzzo. Il terremoto di qualche settimana fa è ancora vivo nei nostri occhi. Ma c'è un altro terremoto che non va dimenticato: il “terremoto politico” del 2008, denominato anche “Sanitopoli abruzzese”, una vicenda di corruzione, raccomandazioni e irregolarità amministrative che aveva portato all'arresto dell'allora Governatore della Regione Ottaviano Del Turco, e con lui parecchi assessori e dirigenti. Le cliniche di Angelucci risultavano alquanto implicate nella vicenda, tanto che Giampaolo, figlio di Antonio, finì agli arresti domiciliari insieme a parecchi funzionari delle ASL di Frascati e Roma. Il reato contestato era una truffa di 170 milioni di euro alle stesse ASL. Gli arresti sarebbero dovuti scattare anche per il capostipite della nota famiglia, ma ciò non avvenne essendo egli deputato in Parlamento.

Ed è così che qualche giorno fa, si è arrivati alla richiesta per gli arresti domiciliari già citata. Come c'era da aspettarsi, la Camera ha respinto la richiesta con 316 voti a favore, 30 contrari e 59 astenuti. Gli unici a votare per l'arresto sono stati i deputati dell'Italia dei Valori, i Radicali e qualche cane sciolto del Pd. Per il resto, Pd-Pdl-Lega Nord-Mpa-Udc hanno votato tutti contro.

Una maggioranza bulgara, insomma. Non voglio fare commenti, però il lettore di quest'articolo valuti come meglio crede questi dati.

Tra l'altro, va ricordato che Angelucci aveva già avuto problemi con la legge per un presunto finanziamento illecito all'ex governatore pugliese Raffaele Fitto (oggi deputato Pdl nonché ministro) e anche allora, alla magistratura, fu negato l'arresto dall'emiciclo montecitoriano.

Parafrasando una celebre battuta di un noto film, vien da dire solo una cosa: “è la Casta, bellezza”.

P.S. (la notizia non è stata menzionata da nessun medium tradizionale)

dal blog dell'autore

Giustifica

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