giovedì 14 maggio 2009

Operazione antimafia, 19 fermi avvisi di garanzia a politici

I mandamenti mafiosi di Resuttana e San Lorenzo hanno subito un duro colpo, stamane, con il fermo di 21 affiliati, nell'ambito dell'operazione 'Eos'. Al centro dell'indagine, che secondo le prime indiscrezioni, coinvolgerebbe alcuni politici, c'è la gestione degli affari illegali di alcuni clan, dal traffico di droga alle estorsioni
Dalle estorsioni alla cocaina e poi il mercato dei voti da offrire ai politici. Parlano i pentiti del clan di Resuttana e ricostruiscono l'era del dopo Lo Piccolo.

Nell'indagine che disegna l'organigramma del clan dopo il blitz che nel novembre del 2007 portò alla cattura del padrino Salvatore Lo Piccolo, i magistrati della Dda di Palermo e i carabinieri, si imbattono anche nella compravendita di preferenze. Indagato un assessore regionale del governo Lombardo che ha già ricevuto stamattina l'avviso di garanzia e dovrebbe essere sentito nelle prossime ore.

In tutto sono 21 i fermi disposti dai magistrati. Durante le perquisizioni sono state anche scoperte armi. Nell'indagine è coinvolto anche Stefano Fidanzati, il fratello di Tanino, il trafficante di droga, assurto al rango di reggente dell'intero mandamento, poi costretto alla latitanza perché sospettato di avere ordinato il pestaggio mortale del genero. Il clan si sarebbe dedicato alle estorsioni per fare cassa e reinvestire il denaro in acquisti di ingenti partite di cocaina, riattivando canali con il Nord Italia

da repubblica-palermo

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