sabato 16 maggio 2009

Li stiamo perdendo

di Marco Travaglio

La notizia è di quelle che sgomentano, ma non si può tacerla: il governo rischia di perdere due fra i suoi migliori elementi in un colpo solo. Si tratta del miniministro ai Tornelli, Renato Brunetta, e del sottosegretario alla Protezione civile e ai Grandi eventi, Guido Bertolaso. Il primo, forse amareggiato per l’inutile corso intensivo tenuto alle euroveline, dà lo straziante annuncio a Libero: «Ho messo a disposizione il mio mandato, in questo momento non so se sono ancora ministro». Il secondo invece è molto turbato dall’inchiesta per la meravigliosa prova fornita a Napoli da lui e dal suo staff nel non-smaltimento dei rifiuti. Non lo dice lui, sempre così schivo e discreto nella sua uniforme da calciatore della Nazionale, maglietta azzurra e scudetto tricolore (senz’aver vinto nemmeno una Coppa Italia). Lo dice il suo spirito guida, al secolo Al Tappone: «Sono preoccupato per la tenuta di Bertolaso, ci serve lucido e concentrato per l’Abruzzo e il G8, ma l’ho visto sconfortato, avverte la pressione dei pm napoletani che l’hanno messo in mezzo». Tecnicamente si direbbe indagato. Ma lui preferisce «messo in mezzo». Insomma, queste «toghe rosse che si annidano nelle procure» e osano fare chiarezza sullo scandalo monnezza «vorrebbero distruggere la credibilità di un servitore delle istituzioni. È una vergogna, indegna di un paese civile». Giusto, ci vuole un Lodo Monnezza per preservare la «lucidità», la «concentrazione», la «tenuta» di San Bertolaso. Poi, se resta tempo, qualcuno faccia qualcosa anche per Brunetta. Che non è un nome d’arte: è proprio un ministro.

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