mercoledì 29 aprile 2009

Veronica Lario e la sua lezione al marito-premier: "ciarpame senza pudore"


di Grazia Gaspari

Veronica Lario, moglie del Presidente del Consiglio, a sorpresa, interviene nella polemica sulle candidature femminili del Pdl alle elezioni europee e le definisce “Ciarpame senza pudore”. La first lady non è nuova ad uscite schiette e questa ne è la riprova.

La dichiarazione è stata rilasciata all’Ansa dopo un’analoga presa di posizione della Fondazione Farefuturo Web magazine e così prosegue: “per fortuna è da tempo che c’è un futuro al femminile sia nell’imprenditoria che nella politica e questa è una realtà globale. C’è stata la Thatcher e oggi abbiamo la Merkel, giusto per citare alcune donne, per poter dire che esiste una carriera politica al femminile”. “In Italia - aggiunge la moglie del presidente del Consiglio - la storia va da Nilde Jotti e prosegue con la Prestigiacomo. Le donne oggi sono e possono essere più belle; e che ci siano belle donne anche nella politica non è un merito né un demerito. Ma quello che emerge attraverso il paravento delle curve e della bellezza femminile, e che è ancora più grave, è la sfrontatezza e la mancanza di ritegno del potere che offende la credibilità di tutte e questo va contro le donne in genere e soprattutto contro quelle che sono state sempre in prima linea e che ancora lo sono a tutela dei loro diritti».

«Qualcuno - osserva Veronica Lario - ha scritto che tutto questo è a sostegno del divertimento dell’imperatore. Condivido. Quello che emerge dai giornali è un ciarpame senza pudore, tutto in nome del potere».

Chapeau Signora Lario! Sono poche le persone che hanno il suo coraggio, la sua determinazione, la sua lucidità mentale!. Ha dato una lezione a tutti, di dignità e di buon gusto.

L’altro ieri è morta una cara collega del TG3, Ilda Bartoloni. Abbiamo fatto assieme molte battaglie in difesa dei diritti della donna, nel lavoro e nella società. Lei era sempre in prima linea. Ricordo che qualche volta si lamentava perché la sua carriera era ferma. La consolavo dicendo: “Ilda siamo scomode, non ci daranno niente”. Lei conveniva, ma non si fermava.

Non si tratta di essere moralisti. Si tratta di essere morali. Non possiamo non rispettare e onorare le istituzioni democratiche alla cui affermazione hanno contribuito donne e uomini, alcuni sacrificando anche la vita, per un ideale di progresso e perché le generazioni successive avessero di più, fossero migliori.

Non possiamo non rispettare tutte quelle lavoratrici, segretarie, impiegate, insegnanti, professioniste che hanno sgobbato con i doppi turni e il doppio lavoro per far funzionare l’azienda e la famiglia. Non possiamo dimenticare la violenza che si è da sempre abbattuta sui corpi delle donne, come non possiamo dimenticare l’emarginazione, la schiavitù domestica, gli abusi sessuali, lo sfruttamento dei corpi femminili.

Soprattutto noi donne non possiamo dimenticarlo e non possiamo giustificare “i cavalli in Parlamento”. Una società senza “merito” e con tante cooptazioni e favoritismi è destinata a rimanere agli ultimi posti.

Ieri, da Varsavia, è intervenuto Silvio Berlusconi che ha definito “deludente la polemica nata intorno alle possibili candidate del Pdl alle prossime elezioni europee" e ha smentito “che i nomi circolati sui giornali corrispondano a quelli delle persone che saranno effettivamente scelte, rifiutando comunque l’idea che donne dello spettacolo possano essere ritenute a priori non idonee a ricoprire una carica politica”. "E’ comunque escluso – ha aggiunto ancora il Premier - che ci sia qualche candidata che non sia già stata attiva in An o Forza Italia"

dal blog dell'autore

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