giovedì 30 aprile 2009

Le Api & Berlusconi


di Riciard

Le api si stanno estinguendo, e non racconto una novità.
Non sono originale nemmeno asserendo che non è ancora ben delineato quale sia il killer responsabile della loro parziale estinzione, o quantomeno il fattore principale.

Come recita una frase attribuita ad Einstein, che troviamo sparsa un po’ ovunque in rete, la sopravvivenza umana è legata fortemente all’esistenza delle api, responsabili di circa l’80% della impollinazione crociata, evento che permette alle piante di produrre frutti, ortaggi e quant’altro. Il grido di allarme è partito negli Stati Uniti, dove si calcola come ormai deceduta per cause non ben delineate, se non come concomitanze di numerevoli fattori, circa il 60% della popolazione di api. In Italia ci si attesta attorno a una mortalità del 35%, dato anch’esso allarmante. Le cause potrebbero essere differenti, ma tra queste si annovera una più che potenziale partecipazione di pesticidi, riscaldamento globale, onde dei telefoni cellulari, neinicotinoidi (usati nella concia del mais).

Accanto a chi studia il problema, nella comunità si affermano molte risposte, partendo da chi, come in Toscana, crea dei laboratori di osservazione, al fine di far capire ai più piccoli e ai più grandi quanto siano importanti le piccole api, per arrivare in Cina, dove troviamo niente meno che la risposta alla crisi economica occidentale.

Gli uomini producono il male come le api producono il miele. (William Golding)

Se Berlusconi leggesse questo articolo potrebbe veramente affermare di poter creare un milione di nuovi posti di lavoro, utili, e probabilmente, futuribili.

Ragionando sulla stessa linea di pensiero che, faticando, ha portato l’uomo a questa grande idiozia che chiamiamo "progresso", in Cina hanno trovato un rimedio alla scomparsa delle api.
Non ci si è posti prima il problema, chiedendosi cosa si potesse fare in mancanza degli insetti, bensì si è trovata una risposta a un problema ormai esploso. I contadini di alcune zone del sud della Cina, notando l’assenza totale delle api, capivano benissimo che al silenzio degli insetti sarebbe corrisposto un raccolto magrissimo. Per cui si sono armati buona volontà e bastoni con piccole piume in cima, andando a svolgere il lavoro delle api al loro posto.

Avete capito bene.

In Cina, in alcune zone del sud, ci sono persone che stanno tutto il giorno a raccogliere polline di alcune piante per andare poi con un bastone ad impollinarne altre. Che sia il nostro stesso futuro? Si potrebbero realizare un milione di contratti saltuari per impollinatore professionale, creare dei corsi, magari, e dei masters altamente professionalizzanti, per poi mandare a giro un po’ di gente, ovviamente sottopagandola, ad impollinare.

Per alcuni potrebbe essere addirittura pensato un impiego a chiamata, oppure a progetto. Ti pago se mi impollini cinquecento alberi da frutto. Cari amici europei, siete avvertiti.

La crisi in Italia può essere considerata solo un ricordo, da osservare attraverso lo specchietto retrovisore.

In realtà, c’è ben poco da scherzare.

Non so descrivere la sensazione che i video pubblicati sopra lasciano addosso. Un essere vivente che muore apprentemente senza alcuna spiegazione, così, come se fosse normale, sembra un vento che segna il passo del mondo. Quella morte inspiegabile, quel silenzio dominante, quel mistero apparente, è in realtà solamente la teoria e l’empiricità del nostro suicidio di massa.

dal blog dell'autore

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