mercoledì 22 aprile 2009

Gioacchino Genchi, nel futuro via D´Amelio?


di Benny Casalanzio

L'avevamo detto, a più voci. L'avevamo detto con quella del giornalista, con quella del fratello del magistrato ucciso in via D'Amelio, e con quella della figlia di Alfano, quello ucciso a Barcellona Pozzo di Gotto, quello che ora secondo un magistrato che scrive le lettere anonime non è stato ucciso da un mafioso. Ma eravamo visionari, fissati, "mafiologi". Guardate che quello che stanno facendo a Genchi ha a che fare con Via D'Amelio, ha a che fare con quei nomi che Genchi aveva incontrato durante le indagini della strage e che ha ritrovato in quelle di Catanzaro, tra massoni ed affaristi. Guardate che secondo noi c'entrano anche le indagini di cui si è occupato Genchi che hanno tirato dentro funzionari del Ros e magistrati della Procura di Roma.

No, niente da fare. Indagavano, perquisivano e sequestravano materiale a Genchi perchè aveva spiato poveri disgraziati, politici e agenti segreti. Nulla da fare. Poi arriva anche il Riesame a riportare chiarezza: Genchi «non ha violato le guarentige dei parlamentari interessati all'acquisizione dei tabulati del traffico telefonico». Il consulente acquisì i tabulati «agendo di volta in volta in forza al decreto autorizzatorio emesso dal pm Luigi De Magistris». Legittimo anche l'accesso all'anagrafe tributaria e dunque smentita l'ipotesi di violazione della privacy: «L'ipotesi di diffusione dei dati - si legge nel provvedimento - non argomentata dal pm esige che i dati personali siano comunicati a più soggetti indeterminati». Infine, «non è dato comprendere il nocumento per la sicurezza dello Stato» nell'acquisizione di utenze riferibili ad appartenenti dei servizi segreti da parte di Gioacchino Genchi ex consulente dell'ex pm Luigi De Magistris. In pratica l'indagine della Procura di Roma era fondata sul nulla, e tutto il clamore mediatico era costruito su accuse pretestuose e prive di ogni fondamento. Poca cosa. Non ve l'hanno detto a reti unificate? E allora forse non era una corbelleria quando dicevamo che quel sequestro (illegittimo in quanto la Procura di Roma non aveva alcuna competenza a Palermo) era mirato a privare Genchi di tutti i suoi dati e anche e soprattutto di quelli che riguardavano proprio il Ros dei Carabinieri che ha eseguito il sequestro e proprio la Procura di Roma che l'ha ordinato. Possiamo dire che hanno voluto dare una occhiatina all'archivio per vedere cosa Genchi avesse acquisito su di loro? Ma si, diciamolo, chiamiamola occhiatina, al massimo ci possono perquisire e favorire fughe di notizie sui nostri cd piratati e su qualche vignetta abusiva. Dopo la sentenza del tribunale del Riesame, umiliante per la Procura di Roma, la stessa si è rifiutata di eseguire la sentenza del Tribunale del Riesame. Genchi ha commentato ieri, appellandosi al capo dello Stato: "Siamo in presenza di un atto di eversione giudiziaria di una gravità inaudita. Negli atti del sequestro vi sono infatti acquisizioni importantissime riguardanti gli stessi magistrati della procura di Roma che hanno eseguito il sequestro". Inoltre, come scrive JulieNews, "è il minimo, definirla eversiva, la decisione della Procura. Genchi si è appellato al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nella sua qualità di Presidente del CSM. Infatti c'è un obbligo: il livello inferiore della magistratura non può rifiutarsi di obbedire al livello superiore, se non in presenza di un ricorso legale". Lo so, se non fosse una tragedia nazionale verrebbe da ridere ad immaginare la Procura di Roma come un bambino arrabbiato e col muso costretto dal padre a restituire il giocattolo al bambino derubato; messo alle strette si rifiuta lo stesso di consegnare il bottino. Che pena, e pensare che fanno lo stesso mestiere che fu di Giovanni Falcone e di Paolo Borsellino. Speriamo stiano dormendo e non sentano questo paragone i due palermitani. A contornare il tutto e a ridare vento a quelle nostre teorie dell'assurdo, arriva un esperto di giustizia (nel senso di pregiudicato per diffamazione) Lino Jannuzzi. Scrive infatti il diffamatore professionista che, riguardo al pool che si occuperà intensamente delle stragi a Caltanissetta, che durante le indagini rilanciate negli ultimi mesi gli inquirenti "non potranno piu' avvalersi, come fu per i loro predecessori, della consulenza del famoso Gioacchino Genchi momentaneamente impedito e sospeso dalla polizia". Jannuzzi, è un suo parere, codesta interpretazione, o è un suggerimento al Csm, che in presenza delle indagini ai danni di Genchi potrebbe diffidare i sostituti procuratori ad avvalersi del consulente, o ancora è una anticipazione di qualche provvedimento? Ci faccia sapere, e magari faccia in fretta, vista l'età.

dal blog dell'autore

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