giovedì 5 marzo 2009

Tremonti "Il 2009 un anno orribile"

segnalato da Antonella Biondi - Milano

ROMA - Lontani i tempi in cui Silvio Berlusconi minimizzava i rischi della crisi. Quello odierno è un presente durissimo e un futuro che non accenna a migliorare. Parola di Giulio Tremonti. "Il 2009 sarà un anno ancora più difficile del 2008. Il che è tutto dire" dice il ministro dell'Economia incontrando al ministero i rappresentanti delle imprese e delle banche in occasione del "Credit day". "E' necessario uno sforzo collettivo - continua il ministro - Governo, imprese, parti sociali, istituzioni bancarie e finanziarie devono agire per ridurre, per quanto possibile, l'impatto della crisi. Gli obiettivi fondamentali sono due: coesione, nella società e conservazione della base industriale".

No alla stretta creditizia. Per Tremonti nella fase attuale il "rischio dei rischi" è la stretta creditizia, che minaccia le imprese e l'intero sistema produttivo. "E' assolutamente strategico - spiega il titolare dell'Economia - contrastare il 'rischio dei rischi', la stretta creditizia in cui si avvitano prima le imprese, poi i lavoratori e infine le stesse banche". "In questa fase - aggiunge il ministro - è, all'opposto, strategico aumentare il credito alle imprese sane, non ridurlo alle imprese in momentanea difficoltà. Assicurare adeguata liquidità può evitare la chiusura di imprese che sono in grado di superare la crisi".

Servono strumenti nuovo. Occorre mettere in campo "strumenti nuovi" per affrontare "subito" alcune questioni, come ad esempio l'eccesso di burocrazia che arriva a bloccare circa 100 miliardi di euro. Per Tremonti bisogna "verificare gli strumenti già in essere ma non ancora sufficientemente valorizzati. Ci sono circa 100 miliardi di euro bloccati sul territorio da un eccesso di 'burocrazia'. Parte non marginale della strategia è sbloccarli".

Bond. "Dire che il tasso dell'8,5% per i bond è troppo è inaccettabile perchè non è un debito, un finanziamento, ma uno strumento di patrimonializzazione delle imprese: è come se fosse un aumento di capitale che allarga il patrimonio delle banche". Il ministro dell'Economia interviene così riguardo ai bond che portano il suo nome. Secondo il ministro "non bisogna ragionare in termini di indebitamento: se la rendita è dell'8,5% e la leva è 1 a 15, in termini di costi dovreste prendere l'8,5% e dividerlo per 15. E' in malafede chi dice che i bond sono inutili perchè il costo è troppo alto".

Eurostat, Pil in calo. Nel corso del quarto trimestre del 2008 il Pil dei Paesi della zona dell'euro, così come quello dell'Unione europea, ha registrato un calo dell'1,5% rispetto al trimestre precedente. La stima dell'Istat confermano quelle già rese note il 13 febbraio scorso. Nel corso del terzo trimestre il tasso di crescita era diminuito dello 0,2% nella zona dell'euro e dello 0,3% nell'Ue. In rapporto al quarto trimestre 2007, il calo è stato dell'1,3% sia nella zona dell'euro sia nell'Unione europea, contro una crescita rispettivamente dello 0,6% e dello 0,7% del trimestre precedente.

da repubblica.it

Nessun commento: