lunedì 23 marzo 2009

Gli annunci bluff di Lombardo promesse da 1,6 miliardi


Il governatore Raffaele Lombardo e i componenti della sua giunta hanno annunciato contro la crisi aiuti a pioggia a tutti: alle imprese, agli agricoltori, ai Comuni, agli Ato rifiuti, ai tassisti, ai proprietari di case in centri storici o di appartamenti da ristrutturare. Annunci che sulla carta costerebbero non meno di 1,6 miliardi di euro. Soldi che al momento sono in gran parte virtuali
In questi mesi di crisi il governatore Raffaele Lombardo e i componenti della sua giunta hanno annunciato aiuti a pioggia a tutti: alle imprese, agli agricoltori, ai Comuni, agli Ato rifiuti, ai tassisti, ai proprietari di case in centri storici o di appartamenti da ristrutturare.

Annunci che sulla carta costerebbero non meno di 1,6 miliardi di euro. Soldi che al momento sono in gran parte virtuali e che non potrebbero essere garantiti nemmeno con i fondi Fas, comunque bloccati visto che il Cipe non ha dato l´autorizzazione definitiva ai trasferimenti. Di certo c´è che, mentre si annunciano finanziamenti a pioggia, al Bilancio è iniziata la corsa contro il tempo per recuperare almeno i 15 milioni di euro che servono per prorogare di un mese i contratti ai 30 mila precari regionali, e nel pacchetto anticrisi non saranno inseriti più di 100 milioni.
Non a caso ieri il governatore Lombardo è tornato a far pressing sul governo nazionale e sul Cipe, in particolare, che ha bloccato il trasferimento di 4 miliardi di euro di fondi Fas destinati alla Sicilia. Soldi bloccati perché «la Regione Sicilia non ha completato l´iter burocratico per ottenere i fondi», come ha detto il ministro degli Affari regionali, Raffaele Fitto. «A questo punto chiedo al ministro Fitto di dirci quali sono gli adempimenti burocratici che noi dovremmo ancora compiere, abbiamo presentato tutta la documentazione e siamo in regola - dice invece Lombardo - Questi soldi sono necessari alla Sicilia e non si faccia polemica sul loro utilizzo per i precari, perché questi lavoratori li impieghiamo già per attività produttive e non per non fare nulla».
Peccato che per mantenere le promesse fatte dal governatore in queste ultime settimane non basteranno nemmeno i fondi Fas, visto che metà dei 4 miliardi di euro sono impegnati per infrastrutture (1,4 miliardi di euro) o per i precari regionali (450 milioni), e il resto per progetti che hanno a che fare con la tutela ambientale e l´edilizia scolastica. Il governatore e la sua giunta, in primis l´assessore al Bilancio Michele Cimino, hanno però assicurato l´istituzione di un fondo per coprire i debiti degli Ato rifiuti che superano gli 800 milioni. E, ancora, l´istituzione di un fondo da circa 70 milioni di euro per le anticipazioni dei prestiti ai Comuni, che in cambio dovranno dare in garanzia degli immobili. Oppure l´avvio di un contributo de minimis da 50 mila euro alle imprese agricole, per un costo stimato in oltre 30 milioni, e la cartolarizzazione dei crediti vantati dalle imprese nei confronti degli enti locali stimati da Confindustria in 1,6 miliardi di euro. Il presidente della Regione ha poi dato la sua disponibilità a rilevare le quote dell´Irfis rimaste a Unicredit, dopo che la Banca d´Italia ha stoppato la vendita alla Popolare di Vicenza. Ma il governatore dove troverà gli 80 milioni di euro? Per non parlare del fatto che, al di là dell´acquisizione dell´Irfis, andrebbero poi rifinanziate le leggi gestite dall´istituto, come quella per il credito ai pescherecci o al comparto turistico (costo complessivo di 17 milioni di euro). Tra gli annunci fatti anche un contributo da 1.230 euro a licenza per tassisti e noleggiatori di auto con sosta in piazza, per un ammontare di 1,2 milioni. Ci sono poi promesse sulle quali non è stata quantificata la spesa, come l´ingresso della Regione negli istituti di credito, il finanziamento di norme per chi ha appartamenti da ristrutturare o case nei centri storici, per non parlare della disponibilità di Lombardo a coprire parte del costo del Ponte sullo Stretto con fondi regionali.

L´assessore al Bilancio, Cimino, assicura che al di là dei fondi Fas, i 2 miliardi di euro per mantenere le promesse ci sono: «Abbiamo ampi margini di manovra nel nostro bilancio e non dimentichiamo i fondi Europei - dice - Inoltre abbiamo rimanenze di vecchi Fas non spesi che possiamo ancora utilizzare. Manterremo tutte le promesse». Dello stesso parere il presidente della commissione Bilancio dell´Ars, Riccardo Savona: «Troveremo tutti i soldi necessari ad avviare queste iniziative, essenziali per rilanciare l´economia siciliana».

da repubblica-palermo.it

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