sabato 28 febbraio 2009

“Un lungo governo degli asini temperato dalla corruzione”

segnalato da Dario Brunetto - Bologna

Franco Cordero, fine giurista e ottimo letterato, in un articolo pubblicato dal quotidiano “La Repubblica”, esprime, con lucido disgusto e acuta ironia, la sua critica feroce alla deriva berlusconiana.

Il suo ragionamento parte dalla rievocazione del giudizio di Benedetto Croce sul regime mussoliniano: “un lungo governo degli asini temperato dalla corruzione”. Lo scrittore va oltre considerando l’attuale governo peggiore di quello del ventennio e qualificandolo come “onagrocratico” (dal latino “onager”, asino selvatico).

L’asino è un animale ignorante e considerato (da falsi luoghi comuni) poco intelligente. Qui sta l’aspetto onagrocratico: “svela piani che menti più sottili dissimulano. Sappiamo dove miri Re Lanterna”, “pretende nello Stato un dominio quale esercitava nell’impero privato”, “i limiti normativi gli ripugnano”. Con penetrante sarcasmo gli affibbia un’altra definizione crociana diagnosticandogli un “priapismo dell’Io” perché “ha plagiato parte d’Italia e vuol comandarla tutta, attraverso l’abbassamento dei livelli mentali”.

Sottolinea Cordero come “Appena rimesso piede al governo, s’è proclamato immune dai processi penali, quindi invulnerabile su ogni episodio passato o futuro, qualunque sia il nomen delicti”, “blatera d’una giustizia da riformare, l’ultima cosa della quale occuparsi mentre il paese va in malora”, “Aborre l’azione penale obbligatoria e il pubblico ministero indipendente: lo vuole diretto dal governo”, “Tale l’obiettivo ma l’idea è cruda: gliela contestano anche degli alleati; e i negromanti indicano una via indiretta, meno vistosa, lasciare intatto l’ufficio requirente, affidando le indagini alla polizia, diretta dal potere esecutivo”.

E con agghiacciante logica ricorda: “Quante volte l’ha detto: diventerà avvocato dell’accusa”, e quindi “ridotto alla performance verbale o grafica”, “cervelli polizieschi investigano e la relativa mano raccoglie le prove (sotto l’occhio governativo). A quel punto sarà innocua la bestia nera. Il tutto sine strepitu: due o tre ritocchi appena visibili; se vi osta l’art. 109 Cost. (“l’autorità giudiziaria dispone direttamente” dell’omonima polizia), basta toglierselo dai piedi; l’art. 138 ammette delle revisioni”.

da agoravox.it


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