giovedì 5 febbraio 2009

Tiene famiglia

di Marco Travaglio

Avvertenza per gli eventuali telespettatori di «Porta a Porta»: ogni volta che Bruno Vespa si occupa di riforme della giustizia del governo Berlusconi, sta parlando del lavoro della sua signora, la giudice Augusta Iannini, da 8 anni alto dirigente del ministero della Giustizia, sopravvissuta a ben tre Guardagingilli: Castelli, Mastella e Angelino Jolie. Quest’ultimo l’ha nominata capo dell’ufficio legislativo di Via Arenula: dunque tutte le leggi sulla giustizia varate o avallate dal governo e dal Pdl passano per le mani della signora Vespa. Il che potrebbe persino spiegare gli amorosi sensi con cui le presenta il principe consorte, che naturalmente si guarda bene dall’informare i telespettatori del proprio conflitto d’interessi coniugale. L’altra sera il segretario dell’Anm Giuseppe Cascini illustrava egregiamente i danni devastanti della legge sulle intercettazioni, spiegando che, durante un sequestro di persona, giudici e investigatori dovranno smettere di intercettare i sequestratori allo scadere del 60° giorno, anche se il sequestro dura di più. Dopo qualche attimo di ipossia, derivante dal fatto che i telespettatori rischiavano di cogliere l’assurdità di questa legge criminogena, il conduttore-marito riceveva un provvidenziale pizzino (non osiamo immaginarne l’autore, o l’autrice) e annunciava: «Mi dicono che i limiti alle intercettazioni non valgono per i sequestri». In realtà valgono eccome, visto che ne sono esclusi solo i reati di mafia e terrorismo. Dunque l’insetto smentiva una notizia vera con una farlocca. Ma cercate di capirlo: motivi familiari.



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