domenica 22 febbraio 2009

Stampa Estera - Silvio si sarà fatto grasse risate davanti allo specchio

di Eric Alends - de Volkskrant - Olanda

tradotto dal blog italiadallestero.info

Mi scuso. Nel Volkskrant di mercoledì ho scritto una cosa che non è propriamente vera. Si tratta di una notizia sull’avvocato britannico David Mills, condannato dal tribunale di Milano a 4,5 anni di carcere per aver preso una tangente di 600mila dollari dalla Fininvest, la holding di Silvio Berlusconi. In cambio di ciò, Mills ha rilasciato deposizioni che scagionano Berlusconi in due casi di corruzione e frode degli anni novanta.

La prima frase di quell’articoletto cominciava con le parole: ”Il premier italiano Berlusconi martedì è stato messo in grande imbarazzo…” In effetti ce lo si sarebbe aspettato. Chiunque passi di nascosto 600mila euro ad un avvocato con la condizione che al processo questi tenga la bocca chiusa riguardo a tutta una serie di losche procedure, non dovrebbe andarsi a coricare così spensierato la sera se ha sentito che l’avvocato è stato arrestato per tale corruzione.

Eppure, quella prima frase non va. Berlusconi non è affatto stato ”messo in grande imbarazzo”. Anzi, c’è persino la forte possibilità che si sia fatto grasse risate. Che la sera, lavandosi i denti, abbia guardato nello specchio e si sia detto: ”L’ha fatto proprio bene, presidente” – sempre in linea con la sua abitudine di parlare di sé stesso alla terza persona singolare.

Niente da temere

Berlusconi non ha niente da temere per la condanna a David Mills. Se i giudici, motivando la sentenza, fra poco dovessero mostrare ogni genere di foto in cui il premier consegna personalmente il denaro all’avvocato, e anche se ci fosse l’accordo illegale tra i due nero su bianco, Berlusconi potrebbe comunque rimanere dov’è. Il suo ministro della giustizia, Angelino Alfano, vi ha da poco provveduto con perizia.

Alfano ha costruito una legge che garantisce immunità giudiziaria alle cinque cariche più alte dello stato italiano, tra cui ovviamente il premier. ”Berlusconi ha il diritto di governare”, così giustifica la sua legge il ministro. Detto altrimenti: che giudici e procuratori se lo tolgano dalla testa. Il processo nei confronti di Berlusconi in questa faccenda è perciò bloccato.

Una normale democrazia

Perché l’ho scritto allora? Temo di essermi lasciato guidare troppo dall’andamento delle cose che caratterizza una normale democrazia. L’ho scritto perché in una democrazia è consueto che in casi di questo genere il premier finisca ”in grande imbarazzo” – persino qualora una legge lo protegga da procedimenti giudiziari. In una normale democrazia la gente ne parlerebbe scandalizzata. I giornalisti metterebbero il premier in seria difficoltà con domande scottanti, se il ministro non si fosse già dimesso di propria volontà.

In Italia questo genere di ovvie reazioni è inverosimile. L’ANSA ha rimosso dal suo sito internet la notizia della condanna di Mills già la sera stessa. Il telegiornale del primo canale italiano ha riportato la notizia solo dopo 19 minuti. L’argomento è durato esattamente un minuto. Il notiziario dell’emittente di Berlusconi “Rete 4″ ha completamente ignorato il tema.

”In questo paese anche scandali enormi non hanno più alcuna conseguenza”, ha detto lo scrittore e giornalista Marco Travaglio l’anno scorso durante una conferenza. ”Nessuno si chiede più: è proprio normale quello che sta succedendo qui? E così arrivi quasi a pensare di essere tu il pazzo.”

Le mie scuse, dunque. Ma non sono pazzo. Non ancora.

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