giovedì 26 febbraio 2009

Paolo Berluscolis

di Marco Travaglio

Dice Paolo Bonolis, a proposito della mediasettizzazione di Sanremo a colpi di Marie De Filippi e Marchi Carta, che una volta tanto «le barriere tra aziende possono essere superate». Le aziende in questione sono Rai e Mediaset, e questo è chiaro. Ciò che non è chiaro sono le barriere: Bonolis vede barriere fra Rai e Mediaset? E dove, di grazia? Sanremo, fra un gay guarito in salsa Povia (su testi del cardinal Bagnasco) e un’invasione di conigliette di Playboy (tipiche esponenti del servizio pubblico) è stato un mega-spot di «Amici», il programma traino di Canale5. Ora apprendiamo che «Maria (De Filippi in Costanzo, ndr) è venuta in prestito, ed è stata una scelta sua». Ecco, ha deciso lei. Poi, con calma, ha informato Del Noce, ex deputato FI, dunque direttore di Rai1 e Raifiction. Le barriere fra Rai e Mediaset sono talmente ferree che una star di Mediaset può svegliarsi la mattina e autoprestarsi alla Rai, con la contromarca in tasca per tornare subito a Mediaset. Un po’ come fa Bonolis, che negli anni pari sta a Mediaset e nei dispari, quando non funziona più, va alla Rai che poi lo restituisce a Mediaset come nuovo. Basterebbe dare un’occhiata alle intercettazioni del caso Hdc, quelle che non si potranno più pubblicare grazie alla legge porcata prossima ventura, per ricordare come Rai e Mediaset concordano le notizie da dare e quelle da tacere sul Padrone Unico. Sanremo non è stato un’eccezione, ma la consacrazione di una regola vigente da almeno 15 anni.
La Rai è come la De Filippi alla rovescia: è in prestito a Mediaset, è stata una scelta sua. Cioè di Berlusconi.

Nessun commento: