mercoledì 11 febbraio 2009

La strategia del puttaniere

di Dario Campolo

Non condivido tutto di Grillo ma certe cose si, le sa dire solo lui. In questo è unico perché riesce a fare un "merge" fra il comico e il reale, è mesi che cerco di dire le stesse cose ma mai mi è capitato di leggere un pezzo così geniale. Bravo Beppe, l'Italia è questa, come ho già detto altre volte sai perché vince Berlusconi in Italia? Semplice perché siamo tanti piccoli Berlusconi, ci piace fottere il prossimo. E quindi questo ci meritiamo.


di Beppe Grillo

La strategia politica dello psiconano è quella del puttaniere. Una volta capito questo, tutte le sue azioni diventano più chiare. In cosa consiste questa strategia? E’ semplice, il puttaniere ci prova sempre. Non si pone problemi a sfiorare una coscia o a toccare un seno. Se la donna tace, la sua mano avanza. In caso di rifiuto, dirà di essersi sbagliato, non aveva capito, non nutriva cattive intenzioni. Fino alla volta successiva in cui le toccherà il culo.
Prendiamo ad esempio il Lodo Alfano. Lo psiconano ci provò nel 2003. Si chiamava Lodo Schifani, promosso per questa legge presidente del Senato. Allora, la Corte Costituzionale lo bocciò. Un qualunque politico senza l’istinto del puttaniere si sarebbe messo il cuore in pace. Lui, invece, lo ha riproposto agli italiani senza neppure mettersi il preservativo. Napolitano lo ha firmato e, mentre la Corte Costituzionale per ora non si pronuncia, può vivere libero e impunito. La strategia del puttaniere è di avanzare senza porsi troppi problemi e in caso di difficoltà, come per l’Onda degli studenti, retrocedere, per poi, quando gli altri si distraggono, avanzare ancora.
Il perfetto puttaniere è un incompreso, non vuole mandare la polizia nelle scuole, non intende offendere la Costituzione. Chiagne e fotte, come potrebbe essere altrimenti? Un vero puttaniere non vuole farsi processare, è innocente a priori. Non è colpa sua se D’Alema ci stava, se Violante non sa dirgli mai di no o se a Fini piace il kamasutra. E neppure se Mills si è corrotto da solo o se Previti ha corrotto i giudici per l’assegnazione della Mondadori. Il puttaniere non c’entra per definizione e tiene famiglia, di solito più di una. La strategia del puttaniere però, per riuscire, richiede un numero elevato di puttane in circolazione, ma quelle, lui lo sa, non mancano mai. Di rado riceve un rifiuto, in quel caso si comporta da puttaniere di alta scuola italiana. Chi non te la dà diventa una puttana. E lo dice in giro a tutti. Lo confida sconsolato a Fede e a Giordano, a Gasparri e a Cicchitto. Fa girare la voce e le rotative per distruggere una reputazione.
Il puttaniere è un arci italiano, un figlio di mamma, uno che piangeva da piccolo se non aveva il biscotto, che copiava i compiti in classe dai compagni. Per questo ha successo. Siamo una nazione di puttanieri e ci vergogniamo a dirlo. Facciamo outing e andiamo, finalmente, tutti a puttane insieme al Paese.

da beppegrillo.it

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