giovedì 5 febbraio 2009

Blitz Mediaset per le elezioni sarde Par condicio cancellata

segnalato da Antonella Bonanni

Martedì Studio Aperto. Oggi "Mattino Cinque". Il premier accende i microfoni delle sue televsioni e rilascia interviste a reti unificate. Il tema? Non la crisi, non la sicurezza, non la recessione. L'ossessione ultima del Presidente del Consiglio è la Sardegna. Ergo: Renato Soru. Martedì gli insulti, ("è un fallito, un incantatore di serpenti"), oggi gli insulti ("è un fallito, un incantatore di serpenti"). In mezzo il solito attacco a L'Unità. Alla faccia della par condicio, del minimo bon ton istituzionale, il presidente si scatena. «Io, al posto di Soru, non avrei osato presentarmi: è fallito come imprenditore, come politico, come governatore. Se i sardi decidessero per Soru, commetterebbero un errore imperdonabile. Ha distrutto la coalizione che lo sosteneva. In Sardegna le famiglie dei poveri e dei disoccupati sono aumentate. L'Unità, che è sua, lo tratta con accenti poetici, ma Soru è un incantatore di serpenti. Come può fare bene alla Sardegna, uno che non ha neppure saputo mantenere vitale Tiscali, la propria azienda?».

D'altraparte basta leggere i dati del Centro d'ascolto dell'informazione radiotelevisiva pubblicati da Radio Radicale. In totale, tra tutte le edizioni sottoposte a monitoraggio a Silvio Berlusconi, in occasione della campagna elettorale per le elezioni regionali della Sardegna, i Tg nazionali hanno dedicato 1h 29’’. A Renato Soru i Tg hanno dedicato in totale 1’56’’, mai in voce.

E quindi arriva dura la replica dell'ex Governatore della Sardegna: "Chissà di cosa ha paura? qual è l'ansia che lo muove per preoccuparsi di una campagna elettorale in una terra che rappresenta circa il 3% della popolazione itliana?» ha detto Soru. «Mi ricorda Caligola - ha continuato Soru - anche per le modalità con cui sceglie i suoi collaboratori. Oggi Caligola viene ricordato per essere stato quello che è stato, mentre dopo di lui sono venuti Traiano e Adriano. Ecco in futuro Berlusconi sarà ricordato come Caligola e non come Adriano».

«Mi fa una pena infinita - ha ribadito l'ex presidente della Regione - perchè nemmeno all'età di 73 anni, riesce a raggiungere quella maturità, quella serietà e quel minimo di distacco dalle cose. Ma ancora di più mi fa pena perchè nemmeno con quella che si chiama la grazia di stato, cioè il suo ruolo istituzionale, riesce a migliorare. Tanti uomini con mille debolezze sono diventati migliori quando hanno avuto responsabilità così importanti. Di lui questo, purtroppo, non si può dire».

Soru continua: «Una campagna elettorale fuori da ogni regola, direi truccata. La straripante presenza del presidente del Consiglio e dei suoi ministri, tutti precettati ad occuparsi della propaganda elettorale in Sardegna è un'invadenza che stravolge le
regole democratiche e impedisce che la competizione elettorale sarda si svolga in maniera serena». «Il Presidente del Consiglio - ha proseguito Soru riferendosi più in generale alla propaganda elettorale del premier - mostra un'ansia del tutto personale di conquistare la Sardegna e a questo fine è disposto a qualunque cosa, compreso mentire, accusare falsamente, diffamare. Ho già depositato una denuncia per le sue affermazioni false alla Procura della Repubblica di Cagliari ed ho toccato con mano in che tipo di Repubblica viviamo: una Repubblica che permette a un signore che dovrebbe essere migliore di noi e più attento e responsabile di chiunque per il ruolo che ricopre, di rimanere impunito. Nei suoi confronti non c'è diritto che possiamo far rispettare, siamo nudi, impotenti. Lui lo sa e senza scrupoli continua ad utilizzare questa possibilità che non è data a nessun altro. Domani a Milano intimiamo con procedura d'urgenza un ricorso ex art. 700 che obblighi Il Giornale a ritrattare le notizie false, tra cui anche quella che Tiscali stia licenziando 250 lavoratori».

Non bastano, insomma le visite massicce in Sardegna, lo schieramento compatto di tutti gli uomini del Presidente - da La Russa a Zaia improvvisamente interessati alla questione sarda - non bastano i telegiornali al seguito per riprendere il premier che sponsorizza Cappellacci. Adesso Berlusconi accende il megafono a reti unificate. Le sue reti. E spiega anche perché ha scelto il figlio del suo commercialista come delfino per la corsa alla presidenza delal Regione. "Ugo è sardo, è un padre di famiglia e non vuole che i giovani della sua terra vadano a lavorare altrove». Poi dal cilindro, ecco la ricetta per il rilancio dell'Isola. "Dobbiamo sviluppare il vivaismo, la vela, il golf, i centri benessere, il turismo equestre, tutto ciò che serve per avere più turismo, anche aziendale e congressuale». Per inciso, mentre il Capo del Governo parlava di centri benessere, settecento lavoratori a Porte Vesme si incatenavano a cinquanta metri d'altezza: rischiano il posto di lavoro.

Ma vuoi mettere un green con il polo industriale dell'alluminio? Sulla par condicio inapplicata è intervenuta di nuovo l'Agcom che richiama Rai e Mediaset al rispetto delle regole per le elezioni in Sardegna. Anche la Commissione Vigilanza Rai ha sottolineato lo stesso tema. Segno che la misura è colma e ampiamente superata. Per il senatore del Pd Gian Piero Scanu: "Berlusconi interferisce in maniera gravissima sullo svolgimento delle elezioni regionali in Sardegna. Lo fa assumendosi la gravissima responsabilità di proferire parole a dir poco ingiuriose nei confronti del candidato del centrosinistra Renato Soru». Scanu sollecita l'intervento del ministro Roberto Maroni, chiamato a «considerare la necessità di sviluppare le opportune iniziative per eliminare, o quantomeno contenere, i pericoli di tipo politico ed elettorale che la protervia e l'arroganza del presidente del Consiglio stanno determinando. Ciò al fine -conclude Scanu- di favorire un normale, regolare, serio svolgimento delle consultazioni elettorali, che anche in Sardegna debbono potersi svolgere come altrove».

da l'unità.it

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