venerdì 16 gennaio 2009

Regione Siciliana: Niente bilancio, caos burocratico alla paralisi la spesa regionale


di Massimo Lorello

Gli imprenditori lamentano mancati pagamenti per 400 milioni

La paralisi ha molte facce. I Peppone e i don Camillo della tabella H, dall´associazione Gramsci alla facoltà teologica, cancellati dall´elenco dei contributi regionali in attesa che svanisca l´esercizio provvisorio. Le grandi firme delle fonti rinnovabili, 900 imprese pronte a investire nell´eolico e nel fotovoltaico ma inchiodate alla sospensione delle autorizzazioni decretata in mancanza di un piano energetico. Decine di imprenditori che si occupano di smaltimento e raccolta dei rifiuti: reclamano una legge di riforma degli Ato che consenta alla Regione di saldare un maxi-debito da 400 milioni.

Le facce delle vittime dell´immobilismo, quello del governo di Palazzo d´Orleans, diventato tema centrale di dibattito da quando Confindustria Sicilia ha deciso di sferrare un doppio colpo a Lombardo. Prima, martedì, denunciando «lo stallo politico e amministrativo» legato a una riforma, quella dei dipartimenti, cui non è seguita la nomina dei nuovi dirigenti generali. Risultato: molti burocrati non firmano più gli atti amministrativi, c´è da riscrivere i capitoli di spesa, e anche il pagamento degli stipendi di 20 mila dipendenti potrebbe slittare di qualche giorno. Il secondo attacco degli industriali è arrivato ieri, con una nuova nota che solleva il problema dei pagamenti inevasi da parte delle amministrazioni pubbliche (la Regione, dunque, ma non solo): «Le imprese siciliane - afferma il vicepresidente di Confindustria Sicilia Giuseppe Catanzaro - devono riscuotere un credito complessivo da 1,6 miliardi di euro, con attese che vanno dai 400 agli 800 giorni. Abbiamo l´impressione che non ci sia la piena percezione della gravità del problema».

L´assessore al Bilancio Michele Cimino ha convocato subito gli industriali («Cercheremo di rimuovere le preoccupazioni di Ivan Lo Bello») ma l´allarme rosso ora accompagna il cammino di un governo che, se ha ottenuto da Sala d´Ercole un via libera trasversale ad alcune riforme come quella dei dipartimenti, degli enti locali e dei consorzi fidi, sul piano amministrativo ha registrato proroghe, incertezze e ritardi. Giovanni Catalano, direttore di Confindustria, punta il dito sui bandi per l´imprenditoria giovanile, femminile e di qualità che, a causa dello stentato decollo della programmazione europea 2007-2013 e del blocco amministrativo di questi giorni «sono stati inviati all´esame del partenariato sociale ma non vedono ancora la pubblicazione. E con essi anche il bando che utilizza fondi comunitari per le infrastrutture all´interno delle aree dei consorzi Asi».


Pippo Gianni, assessore all´Industria, garantisce che i bandi saranno pubblicati la prossima settimana e intanto ha disposto, con una nota, «la non interruzione dell´attività della sua struttura» malgrado le difficoltà create dalla riforma che ha istituito un nuovo dipartimento, quello dell´Energia, senza individuare un responsabile né chi dovrà farne parte, né quali fondi avrà a disposizione. L´assessorato, per ora, non rilascia autorizzazioni per le centrali termoelettriche e per l´adduzione delle acque minerali, non rilascia concessioni minerarie. Le richieste per impianti eolici e fotovoltaici, settore in grande espansione, erano ferme già da fine novembre, come disposto dalla giunta, in attesa di un piano energetico più volte rinviato che - forse - lunedì andrà all´esame di Palazzo d´Orleans. Una situazione che riguarda anche altri rami dell´amministrazione, come i Lavori Pubblici, dove i due ispettorati sono stati accorpati in un´unica struttura e, in mancanza di nomine e direttive, sono fermi i pagamenti per le stazioni uniche appaltanti.

L´incertezza è figlia anche dell´esercizio provvisorio, decretato a distanza di quattro anni dall´ultima volta, che potrà sbloccarsi solo quando, da Roma, arriveranno i fondi Fas per coprire le spese per trentamila precari, dai forestali agli operatori della protezione civile. Condizione necessaria: la Regione deve inviare al Cipe progetti di sviluppo che supportino e giustifichino l´impiego di questo personale. E questi progetti, spiegano negli uffici dell´assessorato al Bilancio, saranno pronti non prima della prossima settimana. Ma i ritardi possono provocare «gravi danni per l´intero sistema economico dell´Isola». E hanno un costo sociale. Basti pensare al caso della tabella H, che finanzia con 64 milioni di euro iniziative dal sapore clientelare ed altre assolutamente meritevoli, come il centro universitario per la cura della sindrome di Down a Palermo.

L´esecutivo Lombardo ha cancellato la tabella, sostituendola - sulla carta - con un fondo alle dipendenze di Palazzo d´Orleans. Ma è tutto bloccato in attesa dell´approvazione del bilancio. E nell´incertezza il Policlinico non ha potuto erogare i fondi per gli stipendi di gennaio degli operatori del centro, mettendo a rischio il servizio di assistenza a 400 bambini ammalati.

da repubblica.it

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