mercoledì 21 gennaio 2009

Processo Berlusconi-Mills

di Antonio Di Pietro

Pubblico il servizio sul processo Mills, che volge al termine. E' imbarazzante e sconcertante la corsa dei giornali per travisare le scuse dell'avvocato Mills per aver gestito quasi inconsciamente le dichiarazioni che portarono al coinvolgimento di Silvio Berlusconi nel processo. Le dichiarazioni di Mills sono una sorta di scuse pubbliche (di cui i cittadini non avevano bisogno) che l'avvocato inglese rivolge al Presidente del Consiglio, reso immune da ogni possibile coinvolgimento giuridico dal Lodo Alfano, ma certamente non da conseguenze politiche di un eventuale condanna di Mills.

Mills non tenta di scagionare Berlusconi, sarebbe ridicolo a questo punto del processo, sono solo scuse per aver gestito male il processo semmai. La cosa più grottesca è che ora, Silvio Berlusconi, dietro la sua immunità, minaccia perfino una causa per danni morali, con l’avvocatura di Stato. Mills cornuto e mazziato.

Testo dell'intervento:

"Martedì 20 gennaio 2009, processo Mills, siamo al tribunale di Milano, quest’oggi è toccato alla difesa dell’imputato inglese, Federico Cecconi, che ha parlato 3 ore per smontare tutte le tesi accusatorie, tuttavia in questa mattinata sui giornali appare una lettera che Mills ha inviato ai giudici milanesi, nella quale si scusa col presidente del consiglio per errori fatti e per i fastidi che ha provocato. Di fatto Mills ammette degli errori ma questa lettera è strano che esca proprio oggi, giornata di udienza, e soprattutto venga trattata in maniera un po’ strana dai telegiornali, dove quasi tutti stanno dicendo che in una lettera David Mills sta scagionando Berlusconi. Non lo sta scagionando ma si sta solo scusando per i fastidi creati per i suoi errori fatti, che è ben altra cosa.

D.Martinelli: Questa lettera di David Mills che appare su tutti i giornali in cui si scusa per aver creato problemi a Berlusconi e ad Attanasio, cos’è? Chiede scusa per aver ammesso di aver preso questi soldi?

F.Cecconi: No, lei probabilmente quella lettera non l’ha letta bene. E’ la lettera, in cui, fondamentalmente con più forza, si dice che le somme di denaro non possono in alcun modo essere individuate come somme riconducibili a Silvio Berlusconi o a Carlo Bernasconi. Solo questo.

D.Martinelli: Però il bonifico c’è da Bernasconi a Mills?

F.Cecconi: No, non c’è un bonifico da Carlo Bernasconi. L’unico bonifico che c’è viene da una società che si chiama Struje, e questa società aveva somme soltanto di Briatore (che non c’entrano) o di Attanasio. Questo è quanto.

D.Martinelli: Quindi il problema è definire o corruzione o donazione!

F.Cecconi: No, secondo me il problema è definire se queste somme sono di Attanasio oppure no e io credo che ci siano tutti gli elementi di natura documentale per sostenere questo.

D.Martinelli: Secondo lei perché Mills ha aspettato fino ad ora per inviare questa lettera? Adesso che siamo sotto sentenza?

F.Cecconi: Ma guardi che quello che sta dicendo Mills ora, in quella lettera, è esattamente quello che aveva detto il 6 novembre 2004.

La dottoressa Vanadia, che rappresenta la presidenza del consiglio, ha chiesto 250 mila euro di risarcimento nei confronti della presidenza del consiglio da parte di chi? Da Berlusconi! Che è il presidente del consiglio, che è anche stato coimputato in questo procedimento, come saprete siccome sta godendo della legge Alfano per lui i processi sono tutti bloccati, però il paradosso è questo: che lui, in quanto presidente, è danneggiato da se stesso.
Non è la prima volta che la Presidenza del Consiglio dei Ministri si trova a chiedere i danni in vicende giudiziarie in cui è imputato Berlusconi.
Comunque Gabriella Vanadia, parte civile, ritiene che David Mills ricevette 600 mila dollari proprio dallo scomparso manager Fininvest Carlo Bernasconi, per conto di Berlusconi di ricompensa per aver reso due testimonianze false nei processi milanesi sulla Guardia di finanza e su All Iberian in cui l'imputato era il presidente del Consiglio.
Sei ore di arringa oggi per il difensore di David Mills, Federico Lecconi, al termine delle quali i giudici hanno rimandato l’udienza al 17 febbraio per eventuali repliche prima della sentenza, prevista a presumibilmente, fra due udienze.
Come ricorderete il 17 dicembre scorso il pm Fabio De Pasquale aveva chiesto la condanna di David Mills a 4 anni e 8 mesi di reclusione.
A questo punto non rimane che attendere il 17 di febbraio."

Nessun commento: