giovedì 22 gennaio 2009

Palermo, Strade colabrodo per l´Amia al collasso

di Massimo Lorello

I fornitori non fanno più credito: manutenzione ferma da sei mesi

Non di sola immondizia soffre la città a causa del disastro economico dell´Amia. Dallo scorso mese di giugno, la società per l´igiene ambientale non effettua più la manutenzione delle strade e dei marciapiedi. Il problema è sempre lo stesso: non ci sono più soldi in cassa, così i fornitori che da tempo fanno credito all´azienda hanno smesso di spedirle i materiali necessari per portare avanti l´attività. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Meglio: sotto le suole dei pedoni e le ruote di automobilisti, motociclisti e ciclisti.

L´Amia dovrebbe curare 550 mila metri quadrati di strade cittadine intervenendo tutte le volte che il manto si deteriora. Esiste, a tal proposito, un contratto di servizio con il Comune che per questa attività stanzia ogni anno in bilancio poco meno di 17 milioni di euro. Ma da sei mesi esatti tutto resta inesorabilmente fermo. E il settore manutenzione strade è in smobilitazione. Il servizio fino a qualche tempo fa poteva contare su 230 dipendenti che recentemente si sono ridotti a circa 170 e buona parte di quelli che sono rimasti sta provando a ricollocarsi in altri settori. Senza manutenzione, le strade di Palermo si sono inevitabilmente ridotte a tappeti pieni di buchi.

In via Crispi, soprattutto in zona Cala, dove in passato si sono verificati numerosi incidenti, alcuni anche mortali, l´asfalto è pieno di crepe profonde. Stessa scena in via Lincoln e in via Roma dove, all´incrocio con via Cavuor, c´è una buca larga almeno un metro quadrato e profonda abbastanza per fare sbandare una moto. Cosa che ieri, in mezzora, è accaduta cinque volte. Ogni anno circa cinquecento cittadini fanno causa al Comune perché hanno subito danni a causa delle strade e dei marciapiedi dissestati. "La maggior parte delle volte - afferma l´avvocato Alessandro Palmigiano, legale dell´Adiconsum - il Comune viene condannato. Una recente sentenza della Cassazione, poi, ha ulteriormente aggravato la posizione della pubblica amministrazione. In sostanza, è diventato più semplice per il cittadino dimostrare di avere subito un danno a causa della scarsa manutenzione stradale". A rischio danno sono certamente quanti attraversano via Ruggero Settimo e corso Camillo Finocchiaro Aprile ma anche via Galileo Galilei e la circonvallazione.

In realtà, con il servizio di manutenzione interrotto, è difficile trovare una strada che non abbia bisogno di essere riasfaltata. E più tempo passa prima dell´intervento di manutenzione maggiori saranno i costi per rimetterla a posto. Certo, sembrano lontanissimi i tempi in cui Comune e Amia polemizzavano sull´ordine delle strade da asfaltare per prime, così come lontanissime appaiono le polemiche sulle pressioni dei consiglieri comunali, ciascuno con la sua zona alla quale assicurare manutenzione immediata. La crisi del servizio si aggiunge a quello che riguarda lo smaltimento dei rifiuti. L´azienda lavora tamponando l´emergenza. I cassonetti sono quasi tutti senza i coperchi che si sono rotti e non ci sono i soldi per provvedere alle necessarie sostituzioni. Quanto all´immondizia, i quartieri fuori dal centro continuano a esserne prigionieri senza che l´Amia riesca a garantire un servizio costante ed efficiente.

da repubblica.it

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