martedì 13 gennaio 2009

Lettera Aperta per Nicola Mancino

di Dario Campolo

Viste le notizie di questi giorni, ritengo utile pubblicare nuovamente la lettera aperta scritta a Nicola Mancino ad ottobre del 2007 per rinfrescargli la memoria, non si sa mai, magari questa volta Nicola Mancino potrebbe rispondere. Come si dice, non fa mai male ripetersi quando lo scopo è a fin di bene.

Lettera aperta per il Vice Presidente del Consiglio superiore della magistratura Nicola Mancino
e per copia conoscenza al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

Chivasso (To) 13 Gennaio 2009

Egreggio Signor Nicola Mancino, chi Le scrive è un semplice cittadino Italiano residente a Chivasso in provincia di Torino che lavora come molti cittadini e rientra a casa dopo 8/10 ore di servizio per la propria azienda, ecco vede potrò sembrare ripetitivo e retorico ma nel lontano 1992 esattamente il 25 maggio e il 19 luglio si è aperta una ferita dentro di me, ma come, un ragazzo che a quel tempo aveva poco più di 19 anni e che non sapeva nulla di cosa nostra, mafia, di Falcone, di Borsellino, perchè avrebbe dovuto interessarsi ad una cosa del genere è possibile? Ebbene si, perchè persone come Falcone, Borsellino, Cassarà e tanti altri EROI con la E maiuscola lasciano il segno e rimangono alla storia, si alla storia, loro si e non come certi politici con la p minuscola che la storia la pretendono... Ma non voglio fare polemiche e cadere nella trappola della destra\sinistra, no, voglio solo capire, da quando sono avvennute le tristi stragi del 1992 mi sono informato con tutto quello che il commercio mi potesse offrire negli anni 90, quindi libri, giornali e documentari continuando fino ad oggi con l'utilizzo di internet che in tempo reale mi offre la possibilità di leggere anche informazioni che i governi nazionali tengono nascoste con i classici telegiornali affidati ai vari direttori di sinistra\destra, voglio solo capire alcune ombre oscure che ancora oggi rimangono cupe se non rarissime volte grazie a qualche squarcio di luce per via di alcuni "Lampi nel buoio".

Signor Mancino, mi scuso per l'italiano crudo e non scorrevole come voi politici siete abituati a sentire e utilizzare ma cercherò di farle capire perchè oggi sono qui a scriverle, pretendendo una sua risposta che potrebbe aiutare il popolo Italiano e la Magistratura a comprendere tante cose avveneute poco tempo prima della morte di Paolo Borsellino.

Prima di porle la domanda voglio dirle che lavoro faccio:
sono un informatico che lavora nel gruppo di una casa automobilistica di Torino, guadagno poco più di 1300 euro e ho una responsabilità attinenete al mio lavoro, però, signor MAncino quando il mio capo mi chiama in riunione e mi dice: "Campolo l'esperienza avuta nell'attività di migrazione del S.O. terminata nel 2000 può essere rutilizzata per questo progetto Office che sta per partire?...........", se io, Signor Mancino rispondessi, non ricordo, oppure ma è passato tanto tempo, non sarebbe ammissibile per l'Azienda dove lavoro e il mio capo non sarebbe per niente contento, ecco vede Signor Mancino stiamo parlando del mio lavoro, un semplice informatico che deve rispondere per via della responsabilità che compete al lavoro per cui giustamente viene retribuito. Il nesso penso che LEi signor Mancino lo avrà capito e comunque lo riassumo volentieri:

1) Presumo che la responsabilità di un Ministro degli Interni non sia paragonabile alla mia.
2) Presumo che lo stipendio di un Ministro si aggiri attorno ai 15.000 euro, e non come il mio, ma può anche essere giusto visto lo spessore della responsabilità\mansione.
3) Presumo che un Ministro abbia dei collaboratori e dei segretari per avere tutto il supporto necessario.
4) Presumo che un Ministro ogni tanto prenda degli appunti necessari allo svolgimento del proprio lavoro.
5) E quindi, Pretendo che un Ministro degli Interni quando vede un Magistrato a detta di tutti in pericolo di morte e molto famoso per il lavoro che sta svolgendo si ricordi di cosa si sia detto e con chi era.
6) E quindi, Non accetto che un Ministro dica non ricordo, visto lo stipendio che percepisce e la responsabilità che ricopre.
7) E quindi, Non accetto che un Ministro che dice non ricordo ad un fatto che ha segnato la Storia di'Italia oggi ricopra un ruolo importante come la vice presidenza del CSM, e sa perchè? Perchè non mi ispirano fiducia i non so e i perchè, come potrei essere un cittadino tranquillo con un personaggio come Lei signor Mancino visto il ruolo delicato e importante che ricopre nel consiglio di autogoverno della magistratura.

Ecco, signo Mancino, oggi le chiedo come cittadino Italiano, anzi pretendo che Lei risponda alle domande poste a suo tempo nel processo Borsellino e nei precedenti mesi al Fratello del Dott. Paolo Borsellino, si pretendo che Lei risponda con fatti e non forse, ma, non ricordo, perchè Le garantisco che tutto si può comprare a questo mondo ma NO, e ripeto NO la coscienza che ogni giorno vive dentro di noi fino alla fine dei nostri giorni!!!!

Quindi, Signor Mancino, io voglio sapere:

"di che cosa si parlò nell'incontro con Borsellino nei giorni precedenti alla sua morte" - come la stessa Agenda Grigia del Dott. Paolo Borsellino riporta il 1°Luglio 1992 -.
"Perché, mentre stava interrogando Gaspare Mutolo a 48 ore dalla strage, ricevette una telefonata ("Dichiarazioni di Mutolo che hanno portato alla Sbarra Bruno Contrada hanno riferito che durante un interrogatorio il Mutolo venne fermato dal Dott. Paolo Borsellino dicendo "devo smettere perché mi ha chiamato il ministro, manco mezzora e torno...") da Lei signor Mancino per incontrarlo e invece all'incontrò trovò il capo della Polizia Parisi e il funzionario del Sisde Bruno Contrada? Il Dott. Paolo Borsellino al ritorno era turbato al punto da accendersi 2 sigarette contemporaneamente".


Pretendo una sua risposta,
Grazie

un semplice cittadino Italiano
Dario Campolo

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