lunedì 5 gennaio 2009

La Sicilia e le Auto Blu

di Massimo Lorello

L´inchiesta - Al Comune la utilizza pure il difensore civico. Vettura di servizio per la portavoce del sindaco a onta del regolamento che lo vieta.
Il regolamento prevede restrizioni precise sull´utilizzo delle auto blu. Ma al Comune sono consapevoli che per ogni regola esiste un´eccezione e magari anche più di una. D´altra parte, circolare con una vettura di servizio in tempi di targhe alterne e di limitazioni del traffico è una comodità alla quale è difficile rinunciare. E allora, via libera all´utilizzo delle macchine comunali per i consulenti del sindaco e per il difensore civico. Il tutto, con buona pace del regolamento che non lo prevede. A bordo di un´auto di servizio, con tanto di chauffeur alla guida, circola Donatella Palumbo, esperta per la comunicazione del sindaco (l´ha pizzicata "Striscia la notizia"), mentre recentemente una macchina con autista è stata messa a disposizione del difensore civico Antonino Tito. Durante l´inverso scorso il Consiglio comunale, in un impeto di austerità, aveva provato a limitare l´utilizzo delle auto blu ma, da una seduta all´altra, i consiglieri della maggioranza si sono rimangiati la delibera. Così, Palazzo delle Aquile continua a servirsi di 23 berline, modello Alfa 159, che costano complessivamente ogni anno 167.808 euro. Teoricamente, dovrebbero utilizzarle gli assessori, il presidente e il vicepresidente vicario del Consiglio comunale, il segretario generale e il capo di gabinetto del sindaco. Ma le deroghe abbondano e le periodiche interrogazioni in materia, presentate dall´opposizione, non costituiscono alcun deterrente. Nella spesa complessiva non sono contenuti i costi delle macchine di servizio utilizzate dalle società comunali. Costi mimetizzati nei bilanci aziendali. L´Amap e l´Amg hanno ufficialmente due auto blu per i rispettivi presidenti e direttori generali, l´Amat ne utilizza tre avendone messa una a disposizione del vicepresidente. Diventano sette alla Sispi perché sono state assicurate pure ai dirigenti e la stessa cosa avviene all´Amia dove però gli alti burocrati hanno sottoscritto contratti personali per l´utilizzo delle vetture prese a nolo. I dirigenti cioè pagano un modestissimo canone annuale e in questo modo possono utilizzare le vetture anche per impegni privati e senza doversi sobbarcare né il bollo, né l´assicurazione, né i ricambi e molto spesso nemmeno la benzina. Le auto con autista all´Amia restano due, una delle quali a disposizione del presidente. L´Ast, l´azienda regionale per i trasporti, su iniziativa del nuovo vicepresidente e rappresentate legale, Giulio Cusumano, ha deciso di mettere in vendita due Audi acquistate pochi mesi fa. Ma è un caso isolato, perché per il resto si fatica a trovare qualcuno della pubblica amministrazione disposto a rinunciare alla vettura di servizio. La Gesip, società comunale che ha stabilizzato 1.900 precari e che dipende per intero dalle casse municipali, utilizza quattro macchine per i suoi burocrati: due Alfa 149 sono a disposizione del presidente e del direttore generale e due Fiat Panda sono per il vicepresidente Stefano Mangano (ex segretario del sindaco Cammarata). Il modello, certo è quello che è, ma almeno c´è anche un autista in dotazione. Il Comune, in fondo, si muove sulla falsariga della Regione che complessivamente ha un autoparco di 164 vetture e che per questo spende ogni anno 1,7 milioni di euro. Le più lussuose sono le Audi A6, 14 in tutto, destinate ai 12 assessori e al segretario generale. La quattordicesima è parcheggiata a Roma a disposizione di chi dovesse trovarsi nella Capitale. Auto blu anche per i commissari dei consorzi di bonifica e delle Opere pie. Stesso discorso per i presidenti e i dirigenti degli enti regionali. All´Ars, infine, per le vetture di servizio si spendono ogni anno 250 mila euro. Le berline sono 16 in tutto e sono a disposizione dei componenti del consiglio di presidenza, del segretario generale e, grazie a un provvedimento di alcuni mesi fa, anche degli ex capi di Sala d´Ercole. A bordo dell´autoblù, gli ex presidenti dell´Ars potranno rivivere l´ebbrezza degli anni belli passati a Palazzo dei Normanni.

da Repubblica.it

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