giovedì 8 gennaio 2009

Il pentito Spatuzza rivela: "Iniettai farmaci ad una studentessa"

segnalato da Paolo Delneo

Va tirando fuori dal suo libro degli orrori una storia dietro l´altra in attesa che i magistrati delle diverse Procure che lo interrogano da sei mesi decidano sulla sua attendibilità. Gaspare Spatuzza, l´ex killer della cosca di Brancaccio al solo dei fratelli Graviano, è un "dichiarante" che non convince a pieno soprattutto se, come nel caso della strage di via D´Amelio, la sua verità potrebbe portare alla revisione di un processo che ha già scritto la parola definitiva con svariati ergastoli per boss e gregari di Cosa nostra.

Ma l´ultima storia inedita raccontata da Spatuzza, anche questa molto datata nel tempo, è quella del presunto aborto alla quale sarebbe stata costretta una ragazza, studentessa universitaria fuori sede, che durante la sua permanenza a Palermo intrecciò una relazione con un boss e rimase incinta. Un incidente assolutamente sgradito che il mafioso avrebbe risolto a modo suo, cioè mandando un vero e proprio commando a casa della ragazza e riservandole un "trattamento" che le avrebbe fatto perdere il bambino. Di questo commando avrebbe fatto parte lo stesso Spatuzza che si autoaccusa di aver iniettato dei farmaci alla studentessa della quale però non sa il nome.

Il dichiarante ha raccontato ai magistrati della Dda di Palermo Nino Di Matteo, Antonio Ingroia e Lia Sava che stanno raccogliendo le sue dichiarazioni, che la studentessa viveva a Palermo insieme ad un´altra ragazza che sarebbe stata presente all´irruzione, venne legata ad una sedia e imbavagliata, mentre la donna incinta veniva fatta abortire. Le fiale per le iniezioni furono fornite da un medico che Gaspare Spatuzza ha indicato essere un professionista "vicino" a Cosa nostra.

Sulle dichiarazioni di Spatuzza la procura di Palermo sta svolgendo ancora riscontri per valutarne l´attendibilità e provare a risalire all´identità dei protagonisti della vicenda, a cominciare dalla ragazza fino al medico amico che avrebbe suggerito il "rimedio" alla gravidanza indesiderata. La posizione di Gaspare Spatuzza resta in bilico. Per l´ex killer che da luglio collabora con la giustizia, in particolare con le Procure di Palermo, Caltanissetta, Reggio Calabria, Napoli e Firenze, nessuno ha ancora chiesto l´adozione del programma di protezione dei collaboratori di giustizia, ma nessuno ha neanche chiesto il rinnovo del regime carcerario del 41 bis al quale il killer di don Pino Puglisi era soggetto dal giorno del suo arresto, undici anni fa.


Spatuzza dunque da qualche settimana è detenuto al regime carcerario ordinario, ma ha comunque chiesto di rimanere in cella da solo. Prima di procedere con il programma di protezione, le Procure di Palermo e di Caltanissetta intendono valutare approfonditamente le dichiarazioni del collaborante e in particolare quelle relative alla strage di via D´Amelio. Spatuzza si è infatti accusato di aver rubato la Fiat 126 che venne usata per l´attentato contro il giudice Paolo Borsellino, ma dello stesso reato aveva già sostenuto di essere autore un altro pentito, Gaetano Scarantino, la cui ricostruzione è stata creduta - nonostante le tante lacune - dalle diverse corti che si sono occupate del processo. Ora le nuove rivelazioni potrebbero indurre i difensori di alcuni degli imputati condannati a chiedere la revisione del processo.

Per questo i pm vanno cauti. Spiega il procuratore di Caltanissetta Sergio Lari: " E´ ancora presto per affermare che le rivelazioni di Spatuzza possano dare una svolta alle inchieste o capovolgere le sentenze, tutto quello che ci ha detto deve essere riscontrato e valutato con attenzione perchè molti aspetti devono ancora essere chiariti". Lari sottolinea che per questa indagine preliminare ha ancora tempo due anni, e vista la mole di lavoro e le attività da compiere "è difficile - dice - concludere prima".

da Repubblica.it

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