giovedì 22 gennaio 2009

Il Passato Presente - Storia d'Italia


di Dario Campolo

Buongiorno,
oggi voglio cercare di evidenziare dei malesseri di una parte (credo) del paese facendo riferimento ad un discorso di Giovanni Giolitti che fece nel 1900 quando si scliolse il Governo di Saracco, è stupefacente vedere come il passato sia identico al presente se con qualche sfumatura diversa. In questo caso siamo negli anni dei palazzinari romani e del fallimento della Banca Romana (ricorda qualcosa?), il popolo comincia ad emergere e il caos è alle porte, ma mi fermo qui, non voglio influenzare nessuno con la mia prefazione e quindi buona lettura:

da Storia d'Italia

...Criticato da destra per la sua arrendevolezza tardiva e da sinistra per il suo primitivo sopruso, Saracco dette le dimissioni. A succedergli, il nuovo re Vittorio Emanuele III designò Zanardelli, l’esponente più in vista di quella sinistra costituzionale che aveva condotto anch’essa la battaglia contro Pelloux. Ministro degli Interni fu Giovanni Giolitti il quale nel dibattito conclusosi con le dimissioni di Saracco, aveva pronunciato a proposito dello sciopero di Genova le seguenti dichiarazioni:

"Per molto tempo si è cercato di impedire l’organizzazione dei lavoratori. Ormai chi conosce le condizioni del nostro paese, come di tutti gli altri paesi civili, deve essere convinto che ciò è assolutamente impossibile ... Noi siamo all’inizio di un nuovo periodo storico, ognuno che non sia cieco lo vede. Nuove correnti popolari entrano nella vita quotidiana, nuovi problemi ogni giorno si affacciano, nuove forze sorgono con le quali qualsiasi governo deve fare i conti... il moto ascensionale delle classi popolari si accelera ogni giorno di più, ed è un moto invincibile perchè comune a tutti i paesi civili, e perchè poggiato sul principio dell’uguaglianza fra gli uomini. Nessuno si può illudere di poter impedire che le classi popolari conquistino la loro parte di influenza economica e di influenza politica, gli amici delle istituzioni hanno un dovere soprattutto, quello di persuadere queste classi, e di persuaderle con i fatti, che dalle istituzioni attuali esse possono sperare assai più che dai sogni dell’avvenire."


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