martedì 6 gennaio 2009

Il ministro Scajola


di Dario Campolo

Chivasso - Buongiorno a tutti, da oggi il blog riprenderà a pieno ritmo e si comincia alla grande perchè oggi vi voglio parlare del nostro Ministro per lo sviluppo economico Claudio Scajola. Innanzitutto vi voglio tranqullizzare perchè anche se la Russia ha chiuso il rubinetto del gas all'Ucraina con conseguenza quindi per tutta l'Europa occidendale il nostro ministro ha detto che l'Italia ha riserve necessarie, peccato che L'Europa dice il contrario, di seguito un articolo dell'ansa:

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GAS: RUSSIA TAGLIA; UE A CORTO, BLOCCO ANCHE IN ITALIA

ANSA - ROMA - La Russia ha mantenuto le promesse e dalle prime ore di oggi ha chiuso i rubinetti del gas all'Ucraina. E molti paesi del vecchio continente stamattina si sono svegliati a corto di metano: Ucraina, Bulgaria, Romania, Ungheria, Croazia, Macedonia, Grecia e Turchia ma anche l'Italia che da stanotte registra - secondo prime indicazioni - un blocco totale delle importazioni di metano dalla Russia.
E mentre l'Unione Europea giudica il tagli "incettabili" e invita a riprendere "immediatamente" le forniture, il Ministro per lo sviluppo economico, Claudio Scajola, convoca il comitato d'emergenza, firma il decreto per aumentare i flussi dai paesi diversi dalla Russia, ma tranquillizza: i livelli degli riserve sono altissimi, i consumi non sostenuti, e per le "alcune settimane non ci sono preoccupazioni", avverte mentre anche l'Eni riunisce il proprio vertice per seguire la situazione.

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Bene, stiamo tranquilli perchè se a chiedercelo è il Ministro Scajola..., di seguito la storia del ministro:

Inizio della carriera politica

Da ragazzo militò, fino a entrarne nella direzione nazionale, nel Movimento giovanile della Democrazia Cristiana. Dopo aver frequentato il corso di laurea in giurisprudenza all'Università di Genova senza giungere, in quegli anni, alla laurea, la conseguirà nei primi anni del 2000, lavorò come amministratore pubblico, dirigente INADEL. Nel 1975 si occupò dell'Ospedale regionale di Costarainera, in seguito passò alla presidenza dell'USL d'Imperia.

Nel 1980 venne eletto nel Consiglio comunale di Imperia, che, dopo due anni, lo elesse sindaco, ma dopo un anno fu costretto a dimettersi a causa di pesanti accuse giudiziarie.

Nella vicenda, relativa a un appalto per la gestione del Casinò di Sanremo, Scajola venne coinvolto inizialmente nelle indagini per essere stato presente a un incontro segreto in Svizzera insieme a una delle parti in gara, con l'accusa di tentata concussione aggravata e suo conseguente arresto; ma venne assolto in istruttoria perché il fatto non sussisteva.

Dal 1990 al 1995 ricoprì nuovamente la carica di sindaco della città, non riuscendo però, presentandosi con una lista civica alle nuove amministrative, a farsi rieleggere.

Ruoli politici al fianco di Silvio Berlusconi

Superando una iniziale diffidenza, aderì nel 1995 a Forza Italia. Ne ottenne inizialmente l'incarico di coordinatore provinciale e, quindi, nelle elezioni politiche del 1996 venne eletto deputato nel collegio uninominale d'Imperia della coalizione Polo per le Libertà, guidata da Silvio Berlusconi.

Berlusconi lo nominò responsabile nazionale dell'organizzazione del suo partito e gli affidò l'incarico di elaborare lo statuto. In questi due anni si dedicò a volgere le caratteristiche del movimento berlusconiano verso l'assunzione di caratteri più propri di una organizzazione politica nazionale, con una struttura più definita e radicata nel territorio. Poté così svolgersi nel 1998 il primo congresso nazionale del partito, in cui Berlusconi lo promosse coordinatore nazionale.

Alle elezioni politiche del 2001, nuovamente rieletto deputato nel Collegio uninominale di Imperia e nella quota proporzionale in Liguria, Marche e Puglia, fece parte dei governi della Casa delle Libertà guidati da Berlusconi. Scajola viene nominato ministro dell'Interno.

Il G8 di Genova e le polemiche

Sotto la sua gestione avvengono i Fatti del G8 di Genova. Nel febbraio 2002, il ministro Scajola dichiarò in relazione all'organizzazione del G8 di avere autorizzato ad aprire il fuoco in caso di ingresso dei manifestanti nella zona rossa ("...Fui costretto a dare ordine di sparare...") Tali dichiarazioni suscitarono sconcerto e vivaci polemiche. Vittorio Agnoletto, portavoce del movimento no-global, chiese le dimissioni del ministro, sostenendo che le affermazioni di questi costituivano prova dell'esistenza di "un piano di repressione organizzato da governo, carabinieri e servizi segreti.". In seguito Scajola ritrattò, definendo "non del tutto propria sotto il profilo giuridico e approssimativa se estrapolata dal contesto" la dichiarazione da egli stesso rilasciata e affermando di non aver mai dato ordine alle forze dell'ordine di aprire il fuoco sui manifestanti.

Il caso Biagi e le dimissioni


Nel 2002 venne assassinato Marco Biagi, consulente del governo. Scajola finì al centro di polemiche poiché il ministero da lui diretto aveva tolto la scorta a Marco Biagi nonostante questi avesse manifestato preoccupazione per la propria vita. Il 30 giugno 2002 il Corriere della Sera e il Sole 24 Ore pubblicarono una chiacchierata tra Scajola (in visita ufficiale a Cipro) e alcuni giornalisti.


" A Bologna hanno colpito Biagi che era senza protezione ma se lì ci fosse stata la scorta i morti sarebbero stati tre. E poi vi chiedo: nella trattativa di queste settimane sull' articolo 18 quante persone dovremmo proteggere? Praticamente tutte». E a questo punto il ministro sorprende i presenti quando gli viene detto che Biagi era comunque una figura centrale nel dialogo sociale: protagonista del patto di Milano, coautore del Libro Bianco, consulente del ministero del Welfare, della Cisl, della Confindustria. C'è un attimo di silenzio, Scajola volta le spalle, si blocca, azzarda: «Non fatemi parlare. Figura centrale Biagi? Fatevi dire da Maroni se era una figura centrale: era un rompicoglioni che voleva il rinnovo del contratto di consulenza. "
Tali affermazioni (in particolare l'ultima frase) inasprirono le polemiche e portarono alle dimissioni di Scajola il 4 luglio 2002.

Il caso Alitalia

Scajola era ministro dell’Interno da qualche mese quando l'Alitalia affidò ai propri manager il compito di studiare l’istituzione di un volo quotidiano dall’aeroporto di Albenga (33 chilometri da Imperia, città natale del ministro e suo collegio elettorale) a quello di Roma Fiumicino, la nuova rotta, anche grazie all'interessamento del ministro, entrò in funzione Il 17 maggio 2002 e il nuovo collegamento venne presentato ufficialmente dall’amministratore delegato dell’Alitalia Francesco Mengozzi e dal ministro dell’Interno Claudio Scajola. Ma con la stessa velocità con cui era stato istituito, il collegamento diretto Albenga-Fiumicino venne soppresso dall’Alitalia poco dopo le dimissioni di Scajola dal Viminale. L’ex deputato di Rifondazione comunista Gigi Malabarba presentò una interrogazione parlamentare affermando che il massimo storico di passeggeri registrati su quel volo era stato di 18 unità. “Era un volo ad personam per il ministro Scajola”, sottolineò. Poco dopo il rientro di Scajola al governo, questa volta come ministro per l’attuazione del Programma (28 agosto 2003), ricomparve anche il volo ma non più tra le rotte di Alitalia ma bensì con Air One in regime di continuità territoriale con i contributi dello Stato: un milione di euro che il governo Berlusconi aveva messo a disposizione dei collegamenti aerei fra le aree più “decentrate”, ma anche il volo Air One in seguito venne cancellato nel 2007, quando Scajola non era più al Governo. Nel Governo Berlusconi IV Scajola è ministro delle attività produttive ed il volo Albenga-Fiumicino viene ripristinato.

Ruoli e incarichi successivi

Successivamente venne nominato coordinatore della campagna elettorale di Forza Italia per le elezioni amministrative del 2002 e, nel luglio del 2003, venne reinserito nel governo come ministro per l'attuazione del programma di governo. Nel 2004 il governo lo nominò presidente del comitato per la celebrazione di Cristoforo Colombo. Il partito lo indicò come presidente del Comitato di presidenza di Forza Italia.

Nel terzo Governo Berlusconi, passò al Ministero delle Attività produttive, mantenendone l'incarico fino al termine del governo.

Alle elezioni politiche del 2006 è stato rieletto deputato per Forza Italia nelle circoscrizioni Liguria e Puglia. Opta per la Liguria.

Nell'estate del 2006 viene nominato Presidente del Comitato parlamentare di controllo sui servizi di sicurezza (COPACO), che diviene COPASIR a seguito della legge di riforma approvata dal Parlamento nel 2007.

Confermato deputato nella XVI Legislatura alle elezioni politiche dell'aprile 2008 nella circoscrizione Liguria. Dall'8 maggio 2008 ricopre la carica di Ministro dello Sviluppo Economico nel Governo Berlusconi IV dove propugna tra l'altro la necessità dell'avvio di un nuovo programma energetico nucleare.

da Wikipedia.org

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