venerdì 2 gennaio 2009

Grasso meglio di Caselli? Per alcuni si.

di Dario Campolo

Non posso che cominciare il nuovo anno con un post dedicato a Gian Carlo Caselli, ricordate il famoso magistrato che combatté le Brigate Rosse con un nuovo sistema investigativo adottando tecniche vincenti, tanto vincenti da essere adottate anche dal Caponnetto costituendo il famoso pool Antimafia con Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Giuseppe Di Lello e Leonardo Guarnotta. Caselli aveva suggerito e consigliato insieme al collega Romano Imposimato al Giudice Caponnetto come superare l'ostacolo di fondo costituito dal fatto che il codice di Procedura Penale del tempo configurava il "giudice istruttore" come Ufficio rigorosamente monocratico ossia non collegiale e non prevedeva la formazione di "gruppi di lavoro" tra giudici istruttori. In questi giorni ho letto parecchi articoli su Caselli, così come alcuni commenti di ammiratori e non, c'è chi lo ha addita come nemico di Falcone quando ancora in vita per la sua firma su una lettera contro la sua superprocura, è vero, com è vero che a firmare ci fu pure Caponnetto, io non ci vedo nulla di strano, fra persone competenti che svolgono lo stesso lavoro quotidianamente si può essere d'accordo come no, ma qualcuno ci marcia sopra come del resto alle commemorazioni dove tutti si presentano come amici di famiglia, "Cari Amici", che tristezza! Ma torniamo a Caselli, secondo il mio punto di vista Caselli ha fatto molto a Palermo, soprattuto con la sua "Eredità Scomoda" ha mostrato la sua capacità di rimettere in piedi un pool investigativo all'altezza del compito, certo molto scomodo a destra che a sinistra perché non dobbiamo dimenticarci che gli affari con Cosa Nostra non hanno colori di bandiere, ma business esclusivamente business. Caselli avrebbe potuto fare molto rimanendo a Palermo avrebbe potuto continuare il lavoro lasciato dai precedenti Colleghi con la C maiuscola e improntare la continuità nel palazzo dei veleni con magistrati di alto livello, non tutti sanno che il Csm quando lo scelse come Procuratore Capo di Palermo lo preferi all'attuale Procuratore Nazionale Antimafia "Piero Grasso", per carità nulla da dire ma leggendo molto ci sono degli aloni che mi fanno pensare, leggete ad esempio l'ottimo libro "Il Ritorno del Principe", di seguito un articolo della La Stampa del 18 dicembre 1992 riguardo l'elezione del Csm su Caselli:

da La Stampa 18-12-1992 - pag.11

Il Csm ha scelto Caselli, presidente di corte d' assise a Torino, come procuratore di Palermo Contro la mafia, il nemico delle Br. Ha diretto le principali inchieste contro terroristi rossi. Esperto nella gestione dei pentiti, convinse Peci a parlare. Consigliò Caponnetto sul pool antipiovra. Il giudice Morvillo, cognato di Falcone: "La persona giusta"

Una nomina quasi unanime, 24 voti a favore e 5 astensioni. Cosi' Giancarlo Caselli 53 anni, piemontese, prima giudice istruttore e oggi presidente di corte d' assise a Torino e' diventato il nuovo procuratore di Palermo. Ma nel dibattito nel Consiglio superiore della magistratura non tutto e' filato liscio; in lizza con Caselli c' era Pietro Grasso 46 anni, siciliano, ex giudice a latere del primo maxi processo alla mafia e oggi distaccato al ministero della Giustizia e la discussione ha avuto anche toni accesi. Uno dei consiglieri contrari, che solo all' ultimo momento ha scelto la via dell' astensione, Aldo Giubilaro, rappresentante di Magistratura indipendente, per motivare il suo "no" a Caselli ha citato il pentito Tommaso Buscetta: "Lui ha raccontato che i boss si intendono quasi senza parlare, a volte con un cenno del capo. Se lo mandiamo a Palermo forse Caselli dovra' portarsi dietro un interprete quando andra' ad interrogare un mafioso, come se dovesse interrogare un marocchino". Qualcuno li' per li' ha bisbigliato un commento, quella di Giubilaro non era certo una posizione di corrente visto che poco prima il suo collega Maurizio Laudi aveva fatto un appassionato intervento a favore di Caselli. Poi ci ha pensato Luciano Santoro, di Unicost, a rispondere a Giubilaro: "Ma davvero siamo arrivati al punto che bisogna citare Buscetta? Dev' essere forse lui a indicare il procuratore di Palermo? ". E un altro consigliere: "Queste sono posizioni leghiste, anche se alla rovescia". Fu lo stesso Caselli a definirsi "sabaudo" davanti alla commissione del Csm, quando fu ascoltato per sapere come avrebbe diretto l' avamposto della lotta alla mafia in Italia. Sposato da 25 anni e padre di due figli, appassionato tifoso del Torino, aderente a Magistratura democratica che ha rappresentato nel Csm dal 1986 al ' 90, Caselli ha cominciato a fare il giudice nel 1967. Nel capoluogo piemontese ha diretto le principali inchieste contro il terrorismo rosso, interrogo' per primo Patrizio Peci, scopri' gli assassini dei giudici Alessandrini e Galli. E' considerato un grande esperto di gestione dei "pentiti" e di lavoro investigativo di gruppo: a lui Caponnetto chiese consigli quando costitui' il pool antimafia di Palermo. Nei quasi cinque anni trascorsi al Csm Caselli ha imparato a conoscere bene i veleni del palazzo di giustizia palermitano, schierandosi sempre al fianco di Giovanni Falcone. E il cognato del giudice assassinato, Alfredo Morvillo, sostituto procuratore a Palermo, ha commentato cosi' la sua nomina: "E' sicuramente un fatto positivo, mi auguro che prenda possesso al piu' presto della nuova sede". Giovanni Bianconi


Ma non finisce qui, ci tengo a sottolineare come il Governo allora presieduto da Berlusoni riuscì a tagliare fuori Caselli dalla super Procura Nazionale Antimafia preferendogli Grasso, di seguito il comunicato (uno dei tanti) che l'associazione Libera fece:

L'Associazione Libera lancia un comunicato in cui esprime stupore e disagio in merito alla recente disposizione di legge contra-personam rivolta al Procuratore Generale di Torino Giancarlo Caselli.

Libera. Associazioni nomi e numeri contro le mafie (coordinamento di ben oltre 1200 Associazioni in Italia) esprime il più profondo stupore e disagio per il fatto che proprio nei giorni in cui si ricorda il sacrificio di Paolo Borsellino il governo abbia posto la fiducia e parte del Parlamento abbia approvato una disposizione di legge dichiaratamente contra-personam per impedire al Procuratore Generale di Torino Giancarlo Caselli di essere nominato Procuratore Nazionale Antimafia. A quel magistrato cioè che scelse coraggiosamente di raccogliere il testimone di Paolo Borsellino andando a Palermo subito dopo la strage di via D’Amelio e impegnandosi con grandi rischi personali e straordinari risultati. Un magistrato al quale dovrebbe perciò andare l’apprezzamento e la gratitudine di coloro che hanno a cuore le sorti della democrazia e legalità in Italia.

Libera
Don Luigi Ciotti e Rita Borsellino


Come dire, Grazie e arrivederci ma adesso scegliamo Grasso? Non va bene, ma mi piacerebbe sapere quanti Italiani ne sono a conoscenza. Caselli subito dopo passò alla direzione dei penitenziari e oggi è alla procura di Torino. La storia è sempre la stessa, oggi forse non si usa il piombo ma il risultato è lo stesso, fanno quello che vogliono.

P.s.: Sgarbi si dovrebbe vergognare di ciò che sta facendo a Salemi come Sindaco, come vergognoso è quello che è stato fatto a questo ragazzo che gli ha urlato "Viva Caselli, Viva il pool Antimafia" in un comizio dello stesso Sgarbi presso un Biblioteca di Agrigento. Sgarbi si Vergogni, Lei che ha tanto contestato Caselli e il pool!!! di seguito il video ripreso con un telefonino.










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