mercoledì 28 gennaio 2009

Chi è Stato

di Marco Travaglio

L’altro ieri, a Sky, l’on.avv.imp. Gaetano Pecorella interloquiva con Gioacchino Genchi a proposito del presunto scandalo del suo inesistente archivio. Genchi spiegava di non possedere alcun archivio, di non aver mai intercettato nessuno e di aver sperimentato un metodo che consente di sventare stragi, risolvere omicidi impuniti e scagionare innocenti (fra cui due clienti dell’On.Avv.Imp.). Il noto garantista però insisteva. Come se fosse Genchi a dover dimostrare di non aver violato la legge, e non chi l’accusa a provare il contrario. L’On. Avv. Imp. domandava sprezzante a che titolo «un privato» conservi tabulati telefonici. Genchi notava di non essere «un privato», ma un vicequestore di polizia da 25 anni al servizio dei magistrati. Un «servitore dello Stato». E qui Pecorella lo guardava tra l’incredulo e lo sbigottito, anche perché lui - come avvocato e come deputato – ha sempre servito il cliente che lo paga meglio. Quello che definisce la giustizia «un cancro da estirpare», accusa la sinistra di essere «collusa con la giustizia» e ora ce l’ha pure con Giulia Bongiorno, avvocato di An e presidente della commissione Giustizia, perché non vuol abolire le intercettazioni e dunque viene linciata dal solito mechato sull’apposito Giornale per collaborazionismo coi magistrati. Come se questi intercettassero per sfizio. La Bongiorno ha risposto così: «Mi allarmerei se mi accusassero di stare dalla parte dei mafiosi: stare con i magistrati non mi pare un insulto». È bello sapere che, a destra, sopravvive qualcuno che sa cos’è lo Stato. Ora si attende la sinistra.

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