venerdì 31 ottobre 2008

ULTIMA ORA

Gelli, la P2 e il Piano di rinascita nazionale
"Solo Berlusconi può proseguire il mio progetto. Usi la sua maggioranza"
Il Pd insorge e attacca: "Il presidente del Consiglio non ha nulla da dire?

L'irreale e il reale

Giorni e giorni di falsa informazione, non se ne può più, l'informazione sta diventanto irreale, fate attenzione ragazzi, leggete, leggete e informatevi quanto più potete, usate internet e diffondete tutto quello che non viene diffuso, si è l'ultima arma che ci rimane la libertà d'informazione. In questi giorni sto notando una disinformazione selvaggia, Berlusconi tenta e sembra riuscirci di addossare tutta la colpa di ogni evento negativo che accade nel nostro paese alla sinistra, ma la realtà è un pò diversa. Cerchiamo di analizzare "point to point" quello che sta accadendo:

1) Alitalia: La CAI è uscita allo scoperto, ha abbandonato il tavolo con i sindacati minacciando che o si firma alle condizioni iniziali (ricordate la lotta della CGIL di 1 mese fa?) o non se ne fa nulla. Ma non sarà che questi imprenditori fortunati non hanno una lira? Comunque Letta il fido di Silvio è già a Lavoro e sembra che i margini non ci siano più, ma d'altronde loro le trattative le fanno o così o così.......

2) Crisi economica mondiale: Si presume che la colpa non sia di nessuno (a parte la sfiga che Berlusconi porta, ricordate l'11 settembre le torri gemelle, sempre lui) ma si evidenzia l'incapacità di gestione di questo governo, totalmente incapace. Un esempio per capire la politica del governo in carica, aiuti alle banche per il momento difficile con fondi illimitati, aiuti alle industrie per il momento difficile, aiuti alle Piccole Medie Imprese per il momento difficile, aiuti nuovamente alle banche per riotccare le regole, tagli all'Istruzione per il momento difficile, rinnovo contratto pubblico e il caro Brunetta divide i sindacati ma BONANNI insegna, ......per poi arrivare al consiglio che il Partito Democratico tramite Veltroni dà al governo sul detassamento della Tredicesima che per poco che sia un aiuto lo da , ma ieri sera il colmo, il nostro Premier in conferenza stampa dichiara che purtroppo soldi non ce ne sono per il detassamento delle tredicesime ma ha avuto un idea per supportare le famiglie numerose che avranno un figlio (eh si perchè di questi tempi la media di ogni famiglia è di 5/6 figli secondo il nostro Premier) grazie all'aiuto di Giovanardi che le ha consigliato l'ottima idea ha detto che sarà possibile fargli fare un prestito di 5000 euro tramite le banche ad un tasso del 4%, adesso voglio dire che a parte il tasso buono la soluzione per aiutare le famiglie indebitate è indebitarle ancora?? ma poi solo le numerose!!!NO COMMENT!!!

3) Numeri: Come segnalato ieri sera da Travaglio ad Annozero tutti i mass media o quasi segnalano dicono che ieri alla manifestazione con il DL Gelmini invece di 1 milione di persone ce ne sono state solo 100 mila, anche Maroni conferma il dato.......ma io dico, e scusate il termine, come cazzo si fa a dire certe stronzate?? Ma sono proprio bene organizzati al Governo, tutti coerenti nel dare i numeri, ma si stanno dimenticando una sola cosa, la più importante, hanno a che fare con essere umani e come essere umani hanno una testa e un cervello, saranno cazzi loro e si dovranno prendere tutte le responsabilità del caso quando arriverà la reazione. Ogni giorno è buono per dire: sono tutti di sinistra, sono politicizzati, sono 4 gatti, se occupano verrano denunciati, non hanno capito la legge.......COSI' NON VA!!!! Stanno dividendo il paese!! E ne dovranno rispondere.

4) Salva Manager: Viene emanato il decreto Alitalia con all'interno il Salva Manager, Report e Repubblica se ne accorgono e il Premier "Non ne sapevo nulla", Tremonti "Mi di dimetto", ma per favore lo sa anche mio figlio di 2 anni che Berlusconi è nella finanza "per bene" è dentro Mediobanca e come tale il patto con Geronzi va rispettato!!! D'altronde poco tempo fa è stato lo stesso Premier a dire che in Italia non si fa politica senza Geronzi, aggiungendo anche: "ma neanche senza Berlusconi......." Messaggio alla "FINANZA OCCULTA".

5) Salva Manager 2: Ieri sera scopro con sopresa che il salva manager viene inserito nuovamente su un nuovo ddl, oggi Scaiola nega, ma il Partito Democratico conferma e si aspetta che adesso Tremonti si dimetta....."SAREBBE IL MINIMO"!!!

6) Lodi: Vogliamo dimenticare i vari Lodi Alfano, Blocca Processi, Falsi in bilancio, Prescrizioni.....basta, basta e basta.......


Il paese è saturo, politici, ma non vi rendete conto che state rovinando e DIVIDENDO l'Italia? Ma pensate che a furia di tirare la corda, la stessa non si rompa? Secondo me l'Italia sta cominciando a perdere la ragione, ripeto secondo me l'esempio "America" grazie all'amico carissimo di Berlusconi nonchè Bush è emblematico, vedrete che prima o poi si comincerà a non pagare nè mutui nè tasse e allora sarà troppo tardi, ma questa sarà un'altra storia.

Ah, dimenticavo non sapete cosa fare lunedì sera alle 22,20? allora guardate cosa ho trovato sul corriere:

Su Odeon tv da lunedì alle 22.20
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Gelli conduttore in tv: «Venerabile Italia»
Il «Maestro» della loggia massonica segreta P2 condurrà un suo programma. Ospiti? Andreotti e Dell'Utri


MILANO - È ricordato principalmente per essere stato «Maestro Venerabile» della loggia massonica segreta P2. Per cui il titolo della sua trasmissione non può che essere «Venerabile Italia». Sottotitolo: «La vera storia di Licio Gelli». Quindi Licio Gelli sbarca in tv. Avrà un programma tutto suo da lunedì, alle 22.20, su Odeon tv .

IL PROGRAMMA - Sarà proprio il maestro della P2 la «voce narrante», assieme a Lucia Leonessi, di una «ricostruzione inedita della storia dell’ultimo secolo, «dalla Guerra di Spagna agli anni ’80, dai salotti di Roma alle rive del lago di Como, dall’epoca fascista al crac del Banco Ambrosiano». Il programma, presentato venerdì ufficialmente a Firenze, vedrà anche la partecipazione di personaggi politici e storici come Giulio Andreotti, Marcello Veneziani e Marcello Dell’Utri. Nella prima puntuta perlerà di fascismo.
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Sapete cosa penso, che la loggia massonica si specchia nel governo attuale e non lo dico tanto per dire, basta andarsi a leggere la storia della P2.

Dario Campolo

giovedì 30 ottobre 2008

Ultim'ora: Maroni: "Chi occupa le scuole sarà denunciato"

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Chi occupa abusivamente le scuole impedendo ad altri di studiare sarà denunciato. Lo ha detto il ministro dell'Interno Roberto Maroni.
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Ritorna la norma salva-manager

da repubblica.it

Mozione di Idv e Pd: "Presentato dal governo ha effetti ancora più devastanti. Ora il ministro Tremonti, come promesso, si dimetta"
L'allarme dell'opposizione "Ritorna la norma salva-manager"

ROMA - L'opposizione lancia l'allarme: la norma salva manager sparita dal decreto Alitalia, dopo le prese di distanza del ministro Tremonti, torna in modo ancora più deflagrante in un altro provvedimento, questa volta presentato alla Camera - sottolineano - dallo stesso governo.

Per questo motivo alcuni senatori - Idv, Udc e Pd - chiedono, con una mozione, presentata oggi a Palazzo Madama, al ministro dell'economia Tremonti di riferire urgentemente in Parlamento. Il disegno di legge in questione è il ddl di "Delega al governo per il riordino della legislazione in materia di gestione delle crisi aziendali". Secondo i senatori dell'opposizione si prevede due ipotesi di equiparazione della dichiarazione di insolvenza a quella di fallimento: la prima riguarda la punibilità delle condotte indebite o ingiustificate tenute nel corso della procedura e le limita all'ipotesi di conversione dell'amministrazione straordinaria in fallimento, (nel corso o al termine della procedura stessa). La seconda scatta nel caso in cui si riscontri "la falsità dei presupposti per l'ammissione alla procedura", che sono la presenza di non meno di 200 dipendenti e l'ammontare dei debiti non inferiore ai due terzi dei ricavi.

Il disegno di legge governativo è stato presentato alla Camera dei deputati il 2 ottobre scorso, "proprio lo stesso identico giorno dell'approvazione, nell'altro ramo del Parlamento, del cosiddetto 'emendamento salva-manager' presentato dai Senatori Cicolani e Paravia" si legge nella mozione, che aggiunge: esso propone "sostanzialmente lo stesso contenuto normativo e precettivo" di quell'emendamento, "con un effetto addirittura più ampio e ancor più devastante", rispetto a ciò "che aveva fatto gridare allo sdegno l'intero governo".

"Adesso - ha detto il senatore dell'Idv Luigi Li Gotti - ci aspettiamo solo che il ministro Tremonti, come promesso, si dimetta".

Studenti, prof, genitori in piazza a Roma "Siamo un milione". Cortei in tutta Italia

mercoledì 29 ottobre 2008

Mediobanca

Interssante il post di Antonio Di Pietro sul suo blog presente da ieri, mi sembra utile postarlo per coerenza e correttezza verso tutti quei ragazzi che non sanno neanche cosa sia Mediobanca, se poi non vi basta allora fatevi un giro su google.
Buona lettura.

Dario Campolo

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Ancora salva furbetti
di Antonio Di Pietro
Torno a riflettere con voi ancora una volta sul nuovo potere economico e finanziario italiano e sul conflitto d'interesse che affligge sempre di più Berlusconi, la sua famiglia e il suo governo. Questa volta l'occasione ce la da il nuovo assetto di Mediobanca.

Mediobanca è il cuore finanziario italiano. C'era Cuccia una volta, quello che non parlava mai e faceva tutto. Oggi non solo fanno tutto, ma parlano pure.
Oggi si sa che anche la figlia del Premier, Marina Berlusconi, entra in Mediobanca, ma soprattutto ciò è possibile perché in Mediobanca c'è Mediaset. Ma non solo, ci sono tanti personaggi: c'è Ligresti, Tarak Ben Ammar, c'è Tronchetti Provera, c'è soprattutto Geronzi, che ne è presidente, sotto processo per vicende come Parmalat.

Insomma, la mattina non si sa più se il nostro presidente del Consiglio quando decide qualcosa lo decide per questo gruppetto di imprenditori, finanzieri, e anche qualche speculatore, che sta dentro Mediobanca, o lo fa per gli italiani? Certo è che quando si è messo a dire quali azioni comprare ha detto proprio quelle che stanno presenti in Mediobanca. E' certo, quindi, che se ha fatto dei favori indicando cosa comprare, in termini di mercato azionario, ha fatto un favore ai suoi amici.

Un po di queste azione sono le stesse che ci troviamo anche in Alitalia. O meglio, visto che è fallita, in quella compagnia aerea “strana strana” nata all'ultimo momento e che si è presa la polpa di Alitalia.

In tutto questo conflitto d'interesse, che fino a quando non si risolve il nostro Paese rimarrà sempre a scartamento ridotto sul piano economico finanziario internazionale, voi mi direte “ma perché ce lo dici ancora oggi?”. C'è una novità, fresca di giornata: è stato depositato, sempre dal governo Berlusconi, un disegno di legge che è già stato messo in calendario – manco fanno in tempo a depositarlo che già lo mettono in discussione, mentre quello sulla non candidabilità dei condannati se lo scordano sempre – che prevede la riforma dei reati fallimentari.

Non è una riforma, ma una delega in bianco che si da al governo: il Parlamento deve approvare una legge che dice “caro governo, io non riesco a farla. Fai tu la legge sui reati fallimentari”. La norma si chiama “norma in bianco”, però in questa inserisce una clausola: “mi raccomando governo, quando fai il reato di bancarotta prevedi una pena che va nel massimo dagli 8 ai 10 anni”. Uno si chiede perché è stata messa. Molto semplice, perché attualmente è fino a 10 anni, se lo mette da 8 a 10 si da la possibilità al governo, cioè a Berlusconi, di decidere pure di metterla a 9 anni.

Sapete qual'è la differenza fra avere una pena a 9 anni e una a 10 anni? Se hai una pena a 10 anni, come massimo edittale, la prescrizione scade dopo 15 anni. Se hai una pena anche di un giorno meno a 10 anni, come per esempio 9 anni, allora la prescrizione scade dopo 10 anni, e non 15.

In definitiva cosa hanno fatto? Hanno previsto un nuovo reato di bancarotta con una pena ridotta in modo che la prescrizione sia minore. E allora?

E' vero o non è vero che Geronzi di Mediobanca è sotto processo per la vicenda Parmalat? Si.
E' vero o non è vero che scade nel 2011? Si.
E' vero o non è vero che siamo ancora alle fasi preliminari del dibattimento di primo grado? Si.
E' vero o non è vero che con questa giustizia che non può funzionare in tempo al 2011, che è dietro le porte, arriva in prescrizione? Si.

Berlusconi non avrà preso questa decisione sulla bancarotta per salvare il suo amico Geronzi? Ai posteri la sentenza, ma voi non aspettate i posteri: agite adesso.

Gasparri - Giudicate Voi

Che dire, Gasparri l'avevamo già conosciuto ai tempi di quando era ministro delle telcomunicazioni, ricordate? Firmava le leggi con il suo nome e neanche ne conosceva i contenuti e già questo è indice di come misurare tale persona. Ma il meglio di se lo sta dando in questi giorni con dichiarazioni che lasciano il tempo che trovano, ma cosa volete lui è un capogruppo di che...bò secondo me non lo sa nemmeno lui, ma giudicate voi, una delle tante sparate di questa mattina:

Gasparri: "Gli attivisti di Veltroni mandati a contestare il decreto Gelmini dovevano fare una tendopoli e vegliare davanti al Senato.Alle prime piogge si sono dissolti come le bugie che stanno seminando istigati dai mestatori del Partito democratico e dintorni. Per essere dei giovani rivoluzionari temono già i reumatismi". Lo dice il capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri".

Dario Campolo

CAI - La composizione del Cda - I nomi

Il 28 Ottobre è stato eletto il consiglio di Amministrazione Cai, naturalmente il nostro Blog cerca di stare dietro a tutti gli eventi anche se in questo momento i temi sono molti, sicuramente non ci facciamo scappare nulla, perchè? come spiegato più volte tutte le notizie storiche e non, presenti sul blog sono collegati da una linea sottile rossa......
Con Cai ci diamo appunatamento alla settimana prossima per verificare l'offerta che verrà presentata a Fantozzi per l'acquisto di Alitalia.

La Redazione
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Roberto Colaninno sarà il presidente
Rocco Sabelli
Gianluigi Ponte
Massimiliano Boschini
Francesco Caltagirone Bellavista
Carlo D'Urso
Corrado Fratini
Andrea Guerra
Salvatore Mancuso
Fausto Marchionni
Francesco Paolo Mattioli
Gaetano Miccichè
Angelo Riva
Carlo Toto
Marco Tronchetti Provera

martedì 28 ottobre 2008

Analisi del Decreto Gelmini

Siamo sempre più "incazzati", così un giovane universitario ha urlato a suo padre poliziotto ieri a Torino, scena ambigua ma vera, un padre in divisa antisommossa che di fronte si trova il figlio e che difende i suoi diritti come per i molti anzi tantissimi poliziotti che in questi giorni si vedono costretti a scortare e tenere alla larga dai vari ministeri e palazzi comunali i molti ragazzi che manifestano contro il decreto Gelmini in maniera democratica (Cossiga ne prenda atto), anzi per dirla tutta ho provato una certa tenerezza in una manifestazione fatta venerdì scorso da bambini e genitori scortati da agenti della polizia, da segnalare l'ingiuria dei bambini che gridavano "Gelmini Gelmini Gelmini.. sei una sola".
Ma veniamo al dunque, oggi proverò a spiegare in punti sintetici cosa prevede il decreto della Gelmini, ovviamente potrà succedere che sulla carta si dice una cosa e poi in trasmissioni televisive si dice che se ne intendeva un'altra ma questa è un'altra storia.
Cominciamo con l'analisi onde evitare che qualcuno ci dica che non sappiamo neanche di cosa parliamo, :


Scuola elementare fino ad oggi.

1) Numero insegnanti: Nel sistema a modulo 3 per 2 classi. Nel tempo pieno 2 per 1 classe ( per formare una classe prima il numero minimo è di 10 alunni. 25 è il numero tipico estendibile a 28; con una disabilità resta 25, con due disabilità è ridotto a 20).

2) Orario settimanale: Nel sistema a modulo 27 ore che si estendono a 32/33 in base al progetto formativo della scuola (+ lingua straniera, religione, informatica, edc. musicale, all’ immagine ecc….). Nel tempo pieno 40 ore con ampia estensione dei progetti di formazione ed educazione, le attività di studio sono svolte nella sede scolastica, l’impegno domestico è prevalentemente per il ripasso e l’ approfondimento.

3) Orario Giornaliero: Nel sistema a modulo, cinque giorni sono di circa cinque ore, un giorno si prolunga fino alle ore 16. Nel tempo pieno ci sono 8 ore al giorno, il sabato non c’è lezione, il tempo mensa è tempo scuola. E’ garantito il prescuola a tutti coloro che ne fanno richiesta.

4) Bisogni educativi e formativi da individuare: Costituiscono un quadro complesso dove è necessario individuare le caratteristiche dell’ apprendere di ciascun bambino, le differenti capacità, il disagio, le difficoltà di apprendimento nei soggetto normodotati e le difficoltà causate da disabilità, individuare la presenza di disturbi dell’ attenzione, i sintomi di iperattività, i comportamenti a rischio bullismo e le eventuali vittime, le possibili difficoltà di integrazione nel gruppo classe quando sono presenti bambini di provenienza straniera e/o di origine territoriale, lingua e religioni differenti.

5) Strumenti didattici: Il lavoro di gruppo degli insegnanti, i progetti per facilitare l’ apprendimento e la cura della formazione della personalità dei bambini, la programmazione, la valutazione dei risultati rispetto alla conoscenza e la valutazione dei progressi in termini di impegno, volontà, autonomia. Il recupero delle conoscenze per difficoltà di apprendimento e per disabilità non certificate ma presenti ( es, dislessia, disgrafia).

6) Modalità e percorsi educativi: Progetti particolari destinati ai bambini in considerazione delle loro particolarità nell’ apprendere, delle loro attitudini ed interssi. Sono tutti percorsi che riguardano argomenti di studio ed aree educative, compresa l’ area espressiva ed es. la drammatizzazione meglio nota come attività teatrale. Attività di laboratorio per lo sviluppo della manualità in contrasto con l’ immobilismo dovuto all’ eccessivo uso dei media e videogiochi. Educazione motoria per una gestione autonoma de sé corporeo. Da non domenticare le attività legate allo sportello di ascolto ovvero alla presenza di specialisti, psicologi dell’ infanzia, pronti al dialogo diretto con i bambini, le famiglie, gli insegnanti. il costo sul territorio nazionale prevede un impiego di risorse economiche pari al 7 %.

7) Rapporti con le famiglie ed i responsabili dei minori: Il legame scuola- famiglia ha una sua ragion d’ essere nell’ orario del tempo scuola che i genitori possono scegliere e che risponde alle esigenze dell’ organizzazione familiare quotidiana. La finalità fotmativa della scuola elementare è quella di collaborare alla formazione della personalità del bambino non solo sul piano dell’ apprendimento, cioè quello che deve e dovrà sapere, ma anche di come potrà sentirsi bene con se stesso, avere un proprio progetto di vita in quanto persona che si avvia a crescere e diventare grande. Da questo punto di vista la collaborazione con la famiglia è scontata.


Scuola elementare dal 2009 con il Decreto Legge 137

1) Numero insegnanti: 1 per classe ( con 25 alunni estendibile a 28; 25 se c’è una disbilità, 20 se ci sono 2 disabilità. Numero minimo per formare una classe di prima è di 12 alunni. E’ allo studio un progressivo aumento sino a 35 alunni per classe). E’ previsto per due ore settimanali l’ insegnamento di religione, per due ore settimanali l’ insegnante di lingua straniera solo se il titolare non ha tra le sue competenze questo insegnamento, inoltre è previsto l’ insegnante di sostegno se ci sono disbilità in classe e comunque solo per un numero minimo di ore che possono essere finaziate dalla spesa prevista dallo Stato.

2) Ore settimanali: 24 ore estendibili a 27.

3) Orario giornaliero: 4 ore al mattino per sei giorni settimanali.

4) Bisogni educativi e formativi da individuare: E’ stato espresso un parere del Ministro Gelmini secondo la quale i bambini hanno bisogno di un’ unica figura di riferimento per imparare e crescere.

5) Strumenti diadittici: Il lavoro di un solo docente. A lui compete la valutazione che ritorna al voto e che prevede la possibilità della non promozione anche in presenza di una sola insufficienza, quando tutti gli altri voti sono sul sei. ( dichiarazioni del Ministro del 19/09/08- Piano integrato).

6) Modalità e percorsi educativi: E’ previsto un doposcuola nel caso sia fatta richiesta dalle famiglie. La sua realizzazione, compresa la mensa, è consentita solo se rientra nel finanziamento previsto che è pari al 3%.

7) Rapporti con le famiglie ed i responsabili minori: Colloquio con l’ insegnante.


Scuola Materna fino ad oggi.

1) Orario giornaliero: 8 ore su cinque giorni ( mattino- mensa- pomeriggio), il sabato non c’è attività didattica.

2) Bisogni educativi e formativi da individuare: Disagio relazionale, difficoltà della gestione del sé corporeo, problemi di interazione della realtà, tendenza all’ iperattività, sintomi di disturbi psicologici, difficoltà espressive, integrazione dei bambini di differente provenienza territoriale, appartenenza religiosa linguistica e culturale.

3) Strumenti didattici: Progetti affidati al lavoro degli insegnanti ed organizzati in funzione della conoscenza di sé, degli altri e dell’ ambiente.

4) Modalità e percorsi educativi: Percorsi di apprendimento sotto forma di gioco che comprendono attitudini, interessi, capacità di interpretare la realtà, manipolazione dei materiali, psicomotricità, cura delle capacità espressive linguistiche e di calcolo, mimiche e corporee.

5) Rapporti con le famiglie ed i responsabili dei minori: La cuola materna stabilisce con chi si occupa dei bambini un dialogo sempre aperto, pronto alle esigenze organizzative dei nuclei familiari ed attento alle richieste e ai segnali di intervrnto particolare sui bambini nel caso possano presentarsi sintomi anche di lieve disagio.


Scuola Materna dal 2009

1) Riduzione del tempo scuola, 5 ore al giorno ( solo orario del mattino)

2) Maestro unico

3) Estenzione della frequenza ai bambini di due anni ( forse utilizzati per il persinale in esubero)

E’ necessario ricordare che un buon triennio di scuola matreno prepara i bambini alla scuola elementare sia perchè li scolarizza, sia perchè li socializza e soprattutto promuove in loro un chiaro senso di sé. La scuola materna è la base che ha garantito il successo della scuola elementare italiana, ritenuta tra le prime dieci del mondo e che, per certi aspetti ( ad esempio cure dei bisogni dell’ infanzia, attenzione speciale per la capacità di lettura) è tra le prima cinque (Rapporto Ocse 2007-indagine Iea Pirls 2006).
Analisi redatta da Officina 21

Dario Campolo

lunedì 27 ottobre 2008

Libertà e Rispetto

Sabato 25 ottobre ho avuto modo di assistere alla manifestazione organizzata da Walter Veltroni segretario del Partito Democratico a Roma presso Circo Massimo contro il Governo Berlusconi, si comincia, il discorso di Veltroni è applaudito, scontato e per certi aspetti fin troppo rispettoso ma applaudito, si dice che ci sono 2 milioni e mezzo di persone ma la questura ne dichiara 200 mila e si comincia con la guerra dei numeri e tutto ciò sposta il vero obbiettivo della manifestazione. A parte che quando Silvio Berlusconi nel 2006 manifestò contro Prodi disse che c'erano 1 milione e 500 mila e nessuno fiatò, compresi quasi tutti i giornali ad esclusione di qualcuno e allora io mi chiedo perchè? Una cosa è certa, la manifestazione è riuscita e allora io mi chiedo perchè non può partire il dialogo? Perchè Berlusconi continua a dire che è la sinistra che non dialoga? Perchè la "Ministra" dell'Istruzione tira dritto e non accetta compromessi sul decreto 133 e 137? Perchè continuano a spronare i giovani manifestanti dicendo sono la minoranza e sono facinorosi? Ecco, in parte Cossiga ha risposto, anzi consigliato e in parte si capisce che c'è in atto una campagna mediatica d'intimidazione verso le persone che stanno manifestando, e allora nel mio piccolo cerco di darmi una risposta:

1) Berlusconi insulta chiunque si mette contro di lui e a ruota tutta la coalizione lo segue difendendolo pure quando è indifendibile.

2) Berlusconi dice che la sinistra non dialoga e io mi chiedo e perchè il governo in carica ha minimizzato ridotto al ridicolo i lavori in parlamento con tutti colpi di fiducia chiesti per i vari decreti? La discussione è democrazia, o sbaglio.

3) Berlusconi dice che la polizia deve intervenire, che i manifestanti sono tutti facinorosi, ma perchè dice tutto ciò? Non è che in parte sta seguendo i consigli di Cossiga? Facciamo attenzione, molta attenzione....queste frasi sono pericolosissime.

4) La "Ministra" dell'istruzione dice che non si arrende e che i manifestanti sono in minoranza, e allora presumo che questa settimana arrivi la risposta.

5) Un altro punto che mi opprime è sul perchè danno fastidio questi manifestanti? Sono calmi, rispettosi, e inoltre non ho visto neanche grossi ingiuri contro gli interessati di Governo.

6) Altra importante notizia è stata data la settimana scorsa quando dopo le dichiarazioni di Berlusconi sulla Polizia hanno manifestato i ragazzi di destra (Azione Giovani) insieme ai ragazzi di sinistra, e questo la dice lunga.

7) Le banche sono in crisi e quindi via con aiuti di stato,
le Pmi sono in crisie quindi via con aiuti di stato,
la Fiat è in crisi e quindi via con aiuti di stato,
Confindustria lamenta la crisi e chiede aiuti e quindi via con aiuti di stato,
gli Italiani non ce la fanno più a supportare le tasse e la crisi finanziaria ma non ci sono soldi,
l'univesrità è vecchia è da rifare insieme alla scuole materne (prime in europa - dati OCSE), asili e scuole medie superiori e quindi tagliamo le spese perchè la migliore cura per un malato è iniziare a toglierle le medicine e ridurle il cibo, ovvio.

8) Alitalia è in crisi? nessun problema perchè salviamo l'Italianità regalando la parte sana della compagnia di Colannino & C. e gli Italiani si incassano i Debiti con tutti i deirvati tossici che ne seguiranno (mobilità e cassa integrazione).

9) Berlusconi: Il ponte dello stretto è una priorità e va fatto. Che dire, NULLA!!!!

10) Dichiarazioni di Bossi fatte a settembre 2008 del maestro unico:

"E' facile, se è un cattivo insegnante, che rovini il bambino", poi parla del ruolo del ministro dell'istruzione: "Per capire che cosa serve alla scuola devi averci vissuto dentro, essere stato insegnante, aver sentito l'odore della polvere", cosa che la Gelmini non ha fatto. Infine boccia la novità introdotta dalla Gelmini: "Quando non ci sono i soldi bisogna aguzzare l'ingegno. Costa un sacco di soldi in meno, onestamente, e in un momento in cui non ci sono soldi è normale che salti fuori anche (la proposta, ndr) l'insegnante unico. Ma se c'è un solo insegnante è facile che si rovini il bambino". Poi conclude tra gli applausi: "La scuola la prossima volta, magari, la chiederà la Lega".Durante il suo intervento Bossi è stato interrotto da una donna, che ha urlato: "Mandala a casa la Gelmini". Secca la risposta: "Se comincio a mandare un ministro a casa è facile che si ingrippi il governo. Facci fare il federalismo fiscale figliola, poi ci pensiamo".

Concludo ricordando a voi tutti quello che Bossi ha detto ieri nei vari TG:
«Non so se può, visto il caos in cui si vive in questo momento, non so se è il momento per fare una riforma così importante - ha aggiunto Bossi - Ma se la si facesse almeno non avremmo più insegnanti che vanno e vengono come in un tour operator. Senza contare poi che c'è il problema che al Sud è più facile avere voti alti che favoriscono nei concorsi. Io mi auguro che la Gelmini stia in forza e continui sulla sua strada». Sempre nel comizio Bossi ad un certo punto ha poi criticato la sinistra, accusandola di aver agganciato un filone politico da sfruttare: «Sembra davvero un nuovo '68 - ha detto - Io lo sapevo che se si cerca di modificare la scuola la sinistra si scatena, non ha più gli operai e adesso usa come motore gli studenti».


Che dire, NO COMMENT!!!!!

Dario Campolo

venerdì 24 ottobre 2008

Francesco Cossiga - Il Presidente "Emerito"

"Bisogna mandarli tutti all'ospedale"


....bè, che dire un Presidente emerito che pensa e dice queste cose vuoi per sarcasmo, vuoi per provocazione, vuoi perchè la testa le dice così deve sicuramente assumersi le proprie responsabilità, andando incontro a pensieri naturali e tendenziosi nel considerare che a dirlo non è un santo sceso dal cielo ma anzi......,con il rischio che qualche scheletro dall'' armado prima o poi esca fuori, visto tutti i libri e i documenti che girano su internet sulla sua figura opaca/oscura . Di seguito una breve storia di Cossiga per illustrare ai più giovani uno spaccato sul Presidente e per i più vecchi un ripasso, ma se con la lettura di questo virgolettato vi stuzzico l'appetito di sapere basta cercare sul mondoo immenso che il web ci offre....www.google.it

Ma, cominciamo con il ricordare cosa Cossiga Il Presidente ha detto il 23 ottobre 2008 in un'intervista pubblicata da QN de il Giorno:
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“Maroni […] dovrebbe ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. […] Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri […] nel senso che le forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano […], soprattutto i docenti […] non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. […] Ci sono insegnanti che indottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!”
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Diciamo che queste affermazioni sono gravi e irresponsabili qualsiasi sia l'intento visto il clima che il nostro paese sta respirando, inoltre voglio sottolineare che la sera stessa ho avuto modo di sentire su Radio24 nel programma laZanzara l'intervista a Cossiga riugardo le dichiarazioni fatte al quotidiano constatando che con molta spavalderia il Presidente emerito raccontava la sua visione attuale dell'Italia confermando le parole dell'articolo pubblicato su QN, bene io al Presidente emerito voglio solo ricordare alcuni lati oscuri che oggi il nostro paese non riesce a illuminare:


1) Sequestro Moro

Il Presidente emrito era Ministro degli interni, nel marzo 1978, quando fu rapito Aldo Moro dalle brigate rosse, creò a tempo di record ben due "comitati di crisi", uno ufficiale e uno ristretto, per la soluzione della crisi.

Molti fra i componenti di entrambi i comitati sarebbero in seguito risultati iscritti alla P2; ne faceva parte lo stesso Licio Gelli sotto il falso nome di ingegner Luciani. Tra i membri anche lo psichiatra e criminologo Franco Ferracuti. Cossiga richiese ed ottenne l'intervento di uno specialista americano, il professor Steve Pieczenik, il quale partecipò ad una parte dei lavori.

Circa la presunta fuga di notizie per la quale le BR parevano a conoscenza di quanto si discutesse nelle stanze riservate, Pieczenik ebbe ad affermare nel 1994 che aveva via via richiesto di ridurre progressivamente il numero dei partecipanti alle riunioni. Rimasti solo Pieczenik e Cossiga, affermò lo statunitense «la falla non accennò a richiudersi». Cossiga in seguitò non smentì, ma parlò di «cattivo gusto».

Non fu mai aperta alcuna trattativa con i sequestratori per il rilascio di Moro, il quale dalla sua prigionia scrisse a Cossiga dicendogli che «esiste un problema, postosi in molti e civili paesi, di pagare un prezzo per la vita e la libertà di alcune persone estranee, prelevate come mezzo di scambio.

Nella grande maggioranza dei casi la risposta è stata positiva ed è stata approvata dall'opinione pubblica.

Cossiga diede le dimissioni da ministro dell'Interno in seguito al ritrovamento del cadavere del presidente della DC in via Michelangelo Caetani. Al giornalista Paolo Guzzanti disse: «Se ho i capelli bianchi e le macchie sulla pelle è per questo. Perché mentre lasciavamo uccidere Moro, me ne rendevo conto. Perché la nostra sofferenza era in sintonia con quella di Moro».

2) La presidenza del Consiglio dei Ministri

Appena un anno dopo, il 4 agosto 1979, fu nominato presidente del Consiglio dei Ministri rimanendo in carica fino all'ottobre del 1980.

Cossiga come presidente del consiglio fu proposto dal PCI per la messa in stato di accusa da parte del Parlamento, in votazione in seduta comune, con una procedura conclusasi con l'archiviazione nel 1980, l'accusa era di favoreggiamento personale e rivelazione di segreto d'ufficio.

Cossiga fu sospettato di aver rivelato a un compagno di partito, il senatore Carlo Donat Cattin, che suo figlio Marco era indagato e prossimo all'arresto, essendo coinvolto in episodi di terrorismo, suggerendone l'espatrio.

Il Parlamento in seduta comune ritenne però manifestamente infondata l'accusa, che era stata fatta procedere da parte della magistratura di Torino in seguito alle dichiarazioni del terrorista pentito Roberto Sandalo, benché tale prova apparisse abbastanza labile (Sandalo, che soprannominato il "piellino canterino" perché fu uno dei primi pentiti dell'organizzazione terroristica Prima linea, aveva riferito una conversazione di Marco Donat Cattin che gli avrebbe parlato dell'imminenza del suo arresto, appresa da fonti vicine al padre).

Nel denunciare il favoreggiamento personale il partito di Enrico Berlinguer fu assai deciso nel ritenere che Cossiga fosse la fonte della fuga di notizie sulle indagini sui terroristi. Una possibile spiegazione di tanta certezza è offerta dalla sorprendente nuova ricostruzione della vicenda offerta in un libro [4] e confermata in un'intervista del 7 settembre 2007 dallo stesso Cossiga ad Aldo Cazzullo del Corriere della sera: egli ha (con vent'anni di ritardo e prescrizione del reato) ammesso parte dell'addebito, ma soprattutto ha rivelato che lui stesso informò il cugino Berlinguer del crimine commesso, attendendosi comprensione e ricevendone invece l'utilizzo della notizia per una battaglia politica contro di lui.

Dopo un periodo di allontanamento dalla vita pubblica all'esito del quale riapparve totalmente incanutito,[5] nel 1983 fu eletto presidente del Senato.

3) Cossiga presidente

Nel 1985 divenne l'ottavo presidente della Repubblica Italiana, succedendo a Sandro Pertini. Per la prima volta nella storia repubblicana, l'elezione avvenne al primo scrutinio, con una larga maggioranza (752 su 977 votanti): Cossiga ricevette il consenso oltre che della DC anche di PSI, PCI, PRI, PLI, PSDI e Sinistra indipendente.

La presidenza Cossiga fu sostanzialmente distinta in due fasi quasi eterogenee. Assai rigoroso nell'osservanza delle forme dettate dalla Costituzione (essendo peraltro docente di diritto costituzionale) fu il classico presidente notaio nei primi cinque anni di mandato.

La caduta del muro di Berlino segnò l'inizio della seconda fase. Secondo Cossiga la fine della guerra fredda e della contrapposizione di due blocchi avrebbe determinato un profondo mutamento del sistema politico italiano che nasceva da quella contrapposizione ed era a quella funzionale. La DC e il PCI avrebbero dunque subito gravi conseguenze da questo mutamento, ma Cossiga sosteneva che i partiti politici e le stesse istituzioni si rifiutavano di riconoscerlo. Iniziò quindi una fase di conflitto e polemica politica, spesso provocatoria e volutamente eccessiva, e con una fortissima esposizione mediatica (fu detto l'"esternatore"), che valse a Cossiga negli ultimi due anni di mandato l'appellativo di presidente picconatore.

Rimonta a quest'epoca l'abbandono, da parte sua, di uno dei più antichi tabù della politica democristiana, cioè quello che esorcizzava l'esistenza di illeciti: conformemente alla formazione "tavianea" della sua iniziale carriera politica, egli tenne moltissimo a dimostrare (quasi "pedagogicamente") agli italiani i costi che in termini di legalità avrebbe sostenuto il mantenimento della pace pubblica durante il cinquantennio in cui in Italia vi era il più forte partito comunista d'Occidente. Rivendicò di aver nascosto da giovane - come tutti gli altri dirigenti democristiani degli anni Cinquanta - "mitragliatrici e bombe a mano" per il caso in cui il PCI avesse tentato la presa del potere; ascrisse alla sua grafia gli omissis con cui fu censurato al Ministero della difesa (all'epoca del suo sottosegretariato, negli anni Sessanta) il rapporto Manes con cui si descrivevano le attività paragolpiste del piano Solo; si autodenunciò come referente politico di Gladio e come frequentatore della sua base di capo Marrargiu, quando il presidente del Consiglio Giulio Andreotti fu indotto a rivelarne l'esistenza.

Tra le più infelici esternazioni del presidente Cossiga vi fu quella contro il magistrato Rosario Livatino, definito sprezzantemente giudice ragazzino. Livatino venne assassinato dalla mafia nel 1990.

Cossiga si dimise dalla presidenza della Repubblica il 28 aprile 1992, a due mesi dalla scadenza naturale del mandato, annunciando le sue dimissioni con un discorso televisivo che tenne simbolicamente il 25 aprile. Fino al 25 maggio, quando al Quirinale fu eletto Oscar Luigi Scalfaro, le funzioni presidenziali furono assolte, come previsto dalla Costituzione, dall'allora presidente del Senato, Giovanni Spadolini.

La Democrazia Cristiana venne più tardi sciolta dal segretario Mino Martinazzoli, dando origine ad una serie di formazioni politiche di vario orientamento. Il Partito comunista italiano nel 1990 divenne Partito democratico della sinistra per poi assumere l'attuale denominazione di Democratici di sinistra poi confluiti nel Partito Democratico. Parallelamente ai cambiamenti storici, gli scandali legati al finanziamento illecito dei partiti (Tangentopoli) ebbero un ruolo non secondario nel processo di cambiamento.

4) Cossiga e Gladio

Le asserite responsabilità di Cossiga nei confronti di Gladio furono confermate dal medesimo interessato che, ancora presidente, ebbe a chiedere di essere processato e a definirsene «l'unico referente politico», precisando di «essere stato perfettamente informato delle predette qualità della struttura». Vi sono state differenti valutazioni politiche sul suo coinvolgimento nella vicenda di Gladio.

Mentre Cossiga ha recentemente dichiarato che sarebbe giusto riconoscere il valore storico dei gladiatori così come avvenne per i partigiani, il presidente della Commissione Stragi Giovanni Pellegrino ebbe a scrivere: «[...] se in sede giudiziaria un'illiceità penale della rete clandestina in sé considerata è stata motivatamente e fondatamente negata, non sono state affatto escluse possibili distorsioni dalle finalità istituzionali dichiarate della struttura, che ben possono essere andate al di là della sua già evidenziata utilizzazione a fini informativi...».

L'attività della organizzazione "Gladio" non è tuttora sufficientemente chiara sin nei dettagli, e si sono reiterate ipotesi di "organizzazione illegale" nonché di "cospirazione", essendo stata una struttura gerarchizzata operante in violazione all'articolo 18 della Costituzione, che vieta il perseguimento di scopi politici da parte di associazioni organizzate secondo strutture militari.

Secondo Cossiga ci sarebbero stati due ministri della Margherita di Gladio nel governo Prodi II.

5) La procedura di messa in stato di accusa

Cossiga fu messo formalmente in stato di accusa dal Parlamento con una procedura conclusasi con l'archiviazione, da parte del comitato parlamentare, come si legge negli atti parlamentari del 12 maggio 1993. Tra i firmatari delle mozioni accusatorie vi erano Ugo Pecchioli, Luciano Violante, Marco Pannella, Nando Dalla Chiesa, Giovanni Russo Spena, Sergio Garavini, Lucio Libertini, Lucio Magri, Leoluca Orlando, Diego Novelli.

Le accuse che il comitato ritenne tutte manifestamente infondate erano 29. Tra queste:

a) l'espressione di pesanti giudizi sull'operato della commissione di inchiesta sul terrorismo e le stragi;
b) la lettera del 7 novembre 1990 con la minaccia di «sospendersi» e di sospendere il governo onde bloccare la decisione governativa riguardante il comitato sulla Organizzazione Gladio;
c) le continue dichiarazioni circa la legittimità della struttura denominata Organizzazione Gladio benché fossero in corso indagini giudiziarie e parlamentari;
d) la minaccia del ricorso alle forze dell'ordine per far cessare un'eventuale riunione del consiglio superiore della magistratura, nonché del suo scioglimento in caso di inosservanza del divieto di discutere di certi argomenti;
e) i giudizi sulla Loggia massonica P2, nonostante la legge di scioglimento del 1982 e le conclusioni della commissione parlamentare d'inchiesta;
f) la pressione sul governo affinché non rispondesse alle interpellanze, presentate alla Camera nel maggio 1991 da esponenti del PDS;
g) l'invito ad allontanare il ministro Rino Formica dopo le sue dichiarazioni sulla Organizzazione Gladio;
h) la rivendicazione di un potere esclusivo di scioglimento delle Camere e la sua continua minaccia;
i) la minaccia di far uso dei dossier e la convocazione al Quirinale dei vertici dei servizi segreti;
l) il ricorso continuo alla denigrazione, onde condizionare il comportamento delle persone offese e prevenire possibili critiche politiche.

Tratto da google.it
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E concludo con una lettera aperta di Giorgio Bongiovanni che racchiude tutto ciò che penso e sottoscrivo su Cossiga, scritta nel 2007.

Dario Campolo
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LETTERA APERTA AL CORRIERE DELLA SERA

Caro Direttore,
le scrivo in merito alla polemica sorta in seguito all’intervista di Alzo Cazzullo al Presidente Emerito della nostra Repubblica italiana Francesco Cossiga, pubblicata dal suo giornale il 7 settembre scorso.

Dal mio piccolissimo osservatorio sulla scena politica nazionale mi sento infatti di rispondere, insieme alla redazione della rivista ANTIMAFIADuemila, che mi onoro di dirigere, alle accuse rivolte dal senatore a vita all’on. Nando Dalla Chiesa, al giudice Giancarlo Caselli, al compianto on. Enrico Berlinguer e ad altri che hanno replicato con giustificate proteste e richieste di chiarimento.

Francesco Cossiga, è questo ciò che penso, è una mente diabolica e raffinatissima.
E per smascherare le menzogne di una mente diabolica e raffinatissima suggerisco un metodo: opporre delle antitesi alle sue tesi, ossia leggere le sue dichiarazioni esattamente al contrario.
Il sistema è semplice. Se Cossiga dice che “la P2 è una bufala”, la realtà ha un significato totalmente opposto: la P2 era un’associazione criminale che ha tentato e tenta di dominare il Paese con un potere basato sulla violenza. La storia è testimone.

Stesso discorso per le accuse rivolte a Giancarlo Caselli, che secondo Cossiga avrebbe votato, insieme ai “suoi amichetti” contro Giovanni Falcone. A dimostrare il contrario ci sono le carte: i verbali del Csm – di cui Caselli ha fatto parte dal 1986 al 1990 – testimoniano come il giudice abbia in realtà votato a favore di Giovanni Falcone per l’elezione a capo dell’Ufficio Istruzione di Palermo. Proseguendo in questi anni la sua battaglia sul fronte antimafia con coraggiose inchieste che hanno portato, nel caso per esempio del senatore Andreotti ad una sentenza sì di assoluzione, ma solo per prescrizione del reato. La sentenza ha infatti confermato le collusioni con la mafia di Giulio Andreotti che fino al 1980 ha intrattenuto rapporti con esponenti di spicco di Cosa Nostra siciliana.

In ultimo Nando dalla Chiesa, che secondo il Presidente Emerito avrebbe detto già “abbastanza *******” sul padre Carlo Alberto. Al senatore vorrei ricordare che nel libro Delitto Imperfetto sono indicati in modo assolutamente preciso fatti e circostanze che lasciano intendere la presenza di menti raffinatissime dietro la morte del generale Dalla Chiesa. E che indicano gravi responsabilità e gettano inquietanti ombre sul ruolo allora ricoperto dallo stesso senatore a vita Giulio Andreotti.

Sul caso Donat-Cattin non intendo invece soffermarmi, poiché anche un bambino capirebbe quanto sciocche siano le dichiarazioni rilasciate.

Intendo al contrario intervenire su un’ultima cosa ancora.
Il senatore sostiene che dopo la sua morte sarà ricordato nei libri di storia solo nelle tavole cronologiche. Io mi auguro che non sia così. Mi auguro che la storia di Francesco Cossiga non passi inosservata, che i ragazzi possano leggere e studiare sui banchi di scuola del suo passato oscuro, del suo appoggio ai servizi segreti deviati, del suo ruolo nel sequestro Moro, dei depistaggi sulle indagini relative all’assassinio di un suo compagno di partito, in modo che uomini come lui possano non infangare più la storia del nostro Paese.
Ancora, mi auguro che possa campare tanto a lungo quanto sarà necessario per essere testimone della sua vergogna, poiché ho fiducia nella giustizia, nella convinzione che prima o poi la verità sul suo conto verrà alla luce. Per lui e per altri come lui.

Questo è ciò che penso caro Direttore, e sono sicuro che è ciò che pensano e vorrebbero dire centinaia di migliaia di cittadini italiani.

La ringrazio per l’attenzione

Giorgio Bongiovanni
Direttore ANTIMAFIADuemila

Sant’Elpidio a Mare, 13 settembre 2007

giovedì 23 ottobre 2008

L'ipotesi di Calamandrei

inviato da Nunzia

"Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in un alloggiamento per manipoli; ma vuole istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di stato hanno il difetto di essere imparziali. C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata. Allora, il partito dominante segue un'altra strada (è tutta un'ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia perfino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di stato. E magari si danno dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A "quelle" scuole private. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo apertamente trasformare le scuole di stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tenere d'occhio i cuochi di questa bassa cucina. L'operazione si fa in tre modi, ve l'ho già detto: rovinare le scuole di stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico.

Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico"

(in Scuola Democratica, 20 marzo 1950.)

......e ancora:

"Cari colleghi, noi siamo qui insegnanti di tutti gli ordini di scuole, dalle elementari alle università [...]. Siamo qui riuniti in questo convegno che si intitola alla Difesa della scuola. Perchè difendiamo la scuola? [...] Difendiamo la scuola democratica: la scuola che è in funzione di questa Costituzione, che può essere strumento, perchè questa Costituzione scritta sui fogli diventi realtà [...]. La scuola, come la vedo io, è un organo "costituzionale". Ha la sua posizione, la sua importanza al centro di quel complesso di organi che formano la Costituzione. Come voi sapete (tutti voi avrete letto la nostra Costituzione), nella seconda parte della Costituzione, quella che si intitola "l'ordinamento dello Stato", sono descritti quegli organi attraverso i quali si esprime la volontà del popolo. Quegli organi attraverso i quali la politica si trasforma in diritto, le vitali e sane lotte della politica si trasformano in leggi. Ora, quando vi viene in mente di domandarvi quali sono gli organi costituzionali, a tutti voi verrà naturale la risposta: sono le Camere, il presidente della Repubblica, la Magistratura: ma non vi verrà in mente di considerare fra questi organi anche la scuola, la quale invece è un organo vitale della democrazia come noi la concepiamo. Se si dovesse fare un paragone tra l'organismo costituzionale e l'organismo umano, si dovrebbe dire che la scuola corrisponde a quegli organi che nell'organismo umano hanno la funzione di creare il sangue.[...] A questo serve la democrazia, permette ad ogni uomo degno di avere la sua parte di sole e di dignità (applausi). Ma questo può farlo soltanto la scuola, la quale è il complemento necessario del suffragio universale. La scuola, che ha proprio questo carattere in alto senso politico, perchè solo essa può aiutare a scegliere, essa sola può aiutare a creare le persone degne di essere scelte, che affiorino da tutti i ceti sociali. [...]"

(Tratto da discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III Congresso dell'Associazione a difesa della scuola nazionale (ADSN), Roma 11 febbraio 1950.)

mercoledì 22 ottobre 2008

L'anticamera del Fascismo

L'anticamera del fascismo, questo è il titolo di oggi per via delle manifestazioni che si stanno svolgendo in tutta Italia nelle scuole e nelle università da parte degli studenti e professori seguiti da genitori per via della riforma "Gelmini" che va a colpire tutto il sistema istruzione. Non voglio entrare nel merito del giusto o sbagliato perchè l'Italia è sempre stata il paese dei no ma quello che stiamo vedendo in questi giorni è quello che nessuno vorrebbe vedere, ricordo da piccolo quando guardavo la televisione e vedevo nei vari Tg la gente che si picchiava, i poliziotti che caricavano, i fumogeni, le bombe karta e i vari striscioni di insulto, ma cosa sta succedendo? Oggi vedo in tv le immagini del decennio scorso si i ricordi visivi citati pocanzi con una differenza, non in Russia, non in Cina, non in Bulgaria, non in Turchia, ma in ITALIA. Cosa sta succedendo?
Ma come se tutto ciò non bastasse il nostro Premier preso da atti di protagonismo come ormai ci ha abituato in questi giorni con le varie riunioni Europee per via della crisi mondiale naturalmente con un livello di ascolto da parte degli altri premier apprteneti ai paesi UE euqivalente a zero per via del prestigio che dice di avere LUI, cito per esempio il caso Sarkozy riguardante il voto per la riduzione del'emissione Co2 sull'Ambiente UE dove dice "si va avanti a maggiornaza anche senza l'Italia", ma torniamo al nostro Premier che per colmare e cercare con la diplomazia di risolvere il problema "GELMINI" trova la soluzione dicendo "La Polizia nelle scuole", "parlerò con Maroni per far si che la Polizia con l'uso della forza liberi le scuole......", e qui io mi chiedo, ma da chi? Ovvio dai soliti comunisti, dai soliti sindacati politicizzati, così come per l'Alitalia anche per la scuola, i soliti comunisti. Tutto ciò è spaventoso, tutto ciò ci porta a sentire il puzzo del fascismo, certo, fascismo accompagnato dal termine light come per gli alimenti e le bevande inducendoci a comprarle perchè "dicono" di fare meno male, di non fare ingrassare e non fare salire il colesterolo, sarà per questo che il 63% degli Italiani ha fiducia in Silvio Berlusconi? Riflettiamoci tutti.

Dario Campolo

martedì 21 ottobre 2008

Fiducia, fiducia e solo fiducia....

Basta non se ne può più, ogni giorno il Governo Italiano emana decreti a colpi di fiducia, e di fiducia gli Italiani ne hanno tanta, non è possibile che il 63% degli Italiani sta con Berlusconi. Ormai non c'è nessuno più che si scandalizza e questo mi fa temere per il futuro, perchè?, semplice:
se si paga una mazzetta per avere un favore.....
......ma si lo fanno tutti.
Un politico aiuta un mafioso........
.....ma si cosa vuoi che sia.
Un falso in bilancio......
.....ma si con tutte le tasse che si pagano.
Favoreggiamento alla mafia.....
.....ma si dai i soliti giudici comunisti.....e così via.....

Potremmo andare avanti per delle ore a fare esempi su esempi, ma si badi bene, dalla realtà che ci circonda; la questione rischia di degenerare e sapete perchè? Perchè la gente si sta abituando all'illegalità e tutto ciò comporta ad una visione del normale l'anormale, certo, l'insegnamento che ci arriva dall'alto è questo: "Vuoi fare i soldi? devi fottere il prossimo", eh si è proprio così.

A volte mi chiedo, con preoccupazione, quando un giorno mio figlio mi chiederà "Papà ma come mai il nostro Premier è accusato di corruzione, di falsa testimonianza, di agiotaggio, .......", cosa dovrò risponderle, che i giudici sono tutti cretini e comunisti?, che poverino sono tutti contro di lui?, che era colpevole ma il reato è andato in prescrizione? ...., non lo so ma una cosa è certa sarà complicato spiegarlo.

Mi sembra ieri quando nei telegiornali vedevo sbalordito tutte le monetine che venivano lanciate a Craxi, ricordate? Ero rimasto sbigottito da tale gesto che dissi "era ora, la gente si è rotta i c...", si, sbigottito come oggi vedo l'indifferenza più totale in qualisasi cosa, politici al governo che non si dimettono neanche se indagati, premier che si cambiano la legge per evitare la stessa, mafiosi che discutono con governatori regionali e addirittura tutto documentato con video e registrazioni telefoniche, cosa succede? IL NULLA.

Ecco tutto ciò mi preoccupa, ormai siamo di fronte ad una svolta epocale, si, epocale perchè tutto è concesso, tutto si può, ma facciamo attenzione perchè rompendo l'equilibrio della democrazia prima o poi rischia di saltare tutto, e ricordo a tutti che abbiamo faticato molto per conquistarcela "la Democrazia".

Di seguito cito alcune sentenze in cui il nostro premier è/o è stato sottoposto, alcuni risolti e alcuni no, mi sembra comunque corretto citarli per una corretta informazione visto che in questi giorni abbiamo ricordato alcuni curriculum tipo quello dell'ammazzasentenze "Corrado Carnevale" o del super polizziotto "Bruno Contrada" in vacanza ormai a Palermo, si in vacanza a Palermo perchè gli hanno concesso i domiciliari a Palermo per motivi di salute, chissa il nostro caro e amato Paolo Borsellino cosa starà dicendo da lassù.....!!!

Ecco le sentenze a carico e non di Berlusconi ad esclusione del processo Mills e che affrontermeno domani in quanto molto complicato, .....ah... speriamo che nessuno dica o pensi: "basta, sempre contro di lui....."

Dario Campolo

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TUTTI I PROCESSI DI BERLUSCONI

Bugie sulla loggia P2 (falsa testimonianza)

La Corte d'appello di Venezia, nel 1990, dichiara Berlusconi colpevole di aver giurato il falso davanti al Tribunale di Verona a proposito della sua iscrizione alla P2, ma il reato è coperto dall'amnistia del 1989. Interrogato sotto giuramento Berlusconi aveva detto: "Non ricordo la data esatta della mia iscrizione alla P2, ricordo comunque che è di poco anteriore allo scandalo [.]. Non ho mai pagato una quota di iscrizione, né mai mi è stata richiesta". Berlusconi però si era iscritto alla P2 nel 1978 (lo scandalo è del 1981) e aveva pagato la sua quota. Così i giudici della Corte d'appello di Venezia scrivono: "Ritiene il Collegio che le dichiarazioni dell'imputato non rispondano a verità [.], smentite dalle risultanze della commissione Anselmi e dalle stesse dichiarazioni rese del prevenuto avanti al giudice istruttore di Milano, e mai contestate [.]. Ne consegue quindi che il Berlusconi ha dichiarato il falso", rilasciato "dichiarazioni menzognere" e "compiutamente realizzato gli estremi obiettivi e subiettivi del delitto di falsa testimonianza". Ma "il reato va dichiarato estinto per intervenuta amnistia".

Tangenti alla Guardia di Finanza (corruzione)

I grado: condanna a 2 anni e 9 mesi per tutte e quattro le tangenti contestate (niente attenuanti generiche). Appello: prescrizione per tre tangenti (grazie alle attenuanti generiche), assoluzione con formula dubitativa (comma II art.530 c.p.p) per la quarta. Nelle motivazioni si legge: "Il giudizio di colpevolezza dell'imputato poggia su molteplici elementi indiziari, certi, univoci, precisi e concordanti, per ciò dotati di rilevante forza persuasiva, tali da assumere valenza probatoria". Cassazione: assoluzione. La motivazione contiene due riferimenti alla classica insufficienza di prove. La Cassazione non può entrare dichiaratamente nel merito, né dunque annullare la sentenza precedente con formula dubitativa: deve emettere un verdetto secco (conferma oppure annulla). Ma nella motivazione i giudici della VI sezione penale rimandano esplicitamente all'"articolo 530 cpv": dove "cpv" significa "capoverso", cioè comma 2 ("prova contraddittoria o insufficiente"). A 12 righe dalla fine, a scanso di equivoci, i supremi giudici hanno voluto essere ancora più chiari. Si legge infatti: "Tenuto conto di quanto già osservato sulla insufficienza probatoria, nei confronti di Berlusconi, del materiale indiziario utilizzato dalla Corte d'appello...".

All Iberian 1 (finanziamento illecito ai partiti)

I grado: condanna a 2 anni e 4 mesi per i 21 miliardi versati estero su estero, tramite il conto All Iberian, a Bettino Craxi. Appello: il reato cade in prescrizione, ma c'è: "per nessuno degli imputati emerge dagli atti l'evidenza dell'innocenza". Cassazione: prescrizione confermata, con condanna al pagamento delle 11 spese processuali. Nella sentenza definitiva tra l'altro si legge: "Le operazioni societarie e finanziarie prodromiche ai finanziamenti estero su estero dal conto intestato alla All Iberian al conto di transito Northern Holding [Craxi] furono realizzate in Italia dai vertici del gruppo Fininvest spa, con il rilevante concorso di Berlusconi quale proprietario e presidente. [.] Non emerge negli atti processuali l'estraneità dell'imputato".

All Iberian 2 (falso in bilancio)

Processo sospeso in attesa che sulla legittimità delle nuove norme in materia di reati societari approvate dal governo Berlusconi si pronuncino l'Alta Corte di giustizia europea e la Corte costituzionale italiana. Se le eccezioni sollevate da vari tribunali verranno respinte, il reato sarà dichiarato prescritto.

Medusa Cinema (falso in bilancio)

I grado: condanna a 1 anno e 4 mesi (10 miliardi di fondi neri che, grazie alla compravendita, vengono accantonati su una serie di libretti al portatore di Silvio Berlusconi). Appello: assoluzione con formula dubitativa (comma 2 art. 530). Berlusconi, secondo il collegio è così ricco che potrebbe anche non essersi reso conto di come, nel corso della compravendita, il suo collaboratore Carlo Bernasconi (condannato) gli abbia versato 10 miliardi di lire in nero. Scrivono i giudici: "La molteplicità dei libretti riconducibili alla famiglia Berlusconi e le notorie rilevanti dimensioni del patrimonio di Berlusconi postulano l'impossibilità di conoscenza sia dell'incremento sia soprattutto dell'origine dello stesso". Cassazione: sentenza d'appello confermata.

Terreni di Macherio (appropriazione indebita, frode fiscale, falso in bilancio)

I grado: assoluzione dall'appropriazione indebita e dalla frode fiscale (per 4.4 miliardi di lire pagati in nero all'ex proprietario dei terreni che circondano la villa di Macherio, dove vivono la moglie Veronica e i tre figli di secondo letto), prescrizione per i falsi in bilancio di due società ai quali "indubbiamente ha concorso Berlusconi". Appello: confermata l'assoluzione dalle prime due accuse. Assoluzione anche dal primo dei due falsi in bilancio, mentre il secondo rimane ma è coperto da amnistia. Cassazione: in corso.

Caso Lentini (falso in bilancio)

I grado: il reato (10 miliardi versati in nero al Torino Calcio in occasione dell'acquisto del giocatore Luigi Lentini) è stato dichiarato prescritto grazie alla nuova legge sul falso in bilancio. Appello: in corso.

Consolidato gruppo Fininvest (falso in bilancio)

Il gip Fabio Paparella ha dichiarato prescritti, sulla base della nuova legge sul falso in bilancio, i 1500 miliardi di lire di presunti fondi neri accantonati 12 dal gruppo Berlusconi su 64 off-shore della galassia All Iberian (comparto B della Fininvest). Il pm Francesco Greco ha presentato ricorso in Cassazione perché la mancata fissazione dell'udienza preliminare gli ha impedito di sollevare un'eccezione d'incostituzionalità e di incompatibilità con le direttive comunitarie delle nuove norme sui reati societari e con il trattato dell'Ocse.

Lodo Mondadori (corruzione giudiziaria)

Grazie alla concessione delle attenuanti generiche il reato - che in primo grado ha portato alla condanna di Cesare Previti - è stato dichiarato prescritto dalla Corte d'Appello di Milano e dalla Corte di Cassazione. Nelle motivazioni della Cassazione, tra l'altro, si legge: "il rilievo dato [per concedere le attenuanti generiche] alle attuali condizioni di vita sociale ed individuale del soggetto [Berlusconi è diventato presidente del Consiglio], valutato dalla Corte come decisivo, non appare per nulla incongruo.".

Sme-Ariosto (corruzione giudiziaria)

A causa dei continui "impedimenti istituzionali" sollevati da Berlusconi e dei conseguenti rinvii delle udienze, la posizione del premier è stata stralciata dal processo principale. Ed è stato creato un processo parallelo, che però Berlusconi ha sospeso fino al termine del suo incarico (o sine die, in caso di rielezione o di nomina ad altra carica istituzionale) facendo approvare a tempo di record il Lodo Maccanico, proprio alla vigilia della requisitoria, delle arringhe e della sentenza, e a 40 mesi dall'inizio del dibattimento.

Sme-Ariosto (falso in bilancio)

In seguito all'entrata in vigore delle nuove norme sul diritto societario, questo capo d'imputazione contestato a Berlusconi per il denaro versato - secondo l'accusa- ad alcuni giudici, è stato stralciato. Il processo è fermo in attesa che l'Alta Corte di giustizia europea si pronunci sulla conformità tra le nuove regole e le normative comunitarie. Ma, anche in caso di risposta positiva per i giudici, resterà bloccato per il Lodo Maccanico. Come tutti gli altri procedimenti ancora in corso a carico di Silvio Berlusconi.

Diritti televisivi (falso in bilancio -?- e frode fiscale)

Indagini preliminari in corso alla Procura di Milano (pm Alfredo Robledo e Fabio De Pasquale), a carico di numerosi manager del gruppo, più il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri e il titolare Silvio Berlusconi, il quale - secondo l'ipotesi accusatoria - avrebbe continuato anche dopo l'ingresso in politica nel '94 ad esercitare di fatto il ruolo di dominus dell'azienda. Oggetto dell'indagine: una serie di operazioni finanziarie di acquisto di diritti cinematografici e televisivi da majors americane, con vorticosi passaggi fra una società estera e l'altra del gruppo Berlusconi, con il risultato di far lievitare artificiosamente il prezzo dei beni compravenduti e beneficiare di sconti fiscali previsti dalla legge Tremonti, approvata dal primo governo dello stesso Berlusconi per detassare gli utili reinvestiti dalle imprese. Un presunto falso in bilancio che i magistrati valutano in circa 180 milioni di euro nel 1994.

Telecinco (violazione delle leggi antitrust e frode fiscale in Spagna)

Il giudice anticorruzione di Madrid Baltasàr Garzòn Real, dopo aver chiesto nel 2001 al governo italiano di processare Berlusconi o, in alternativa, di privarlo dell'immunità in modo di poterlo giudicare in Spagna, non ha ancora ricevuto risposta. Per questo il procuratore anticorruzione Carlo Castresana, nel maggio 2002, ha pregato Garzòn di rivolgersi di nuovo alle autorità italiane. Berlusconi in Spagna è accusato - insieme a Marcello Dell'Utri e ad altri dirigenti del gruppo Fininvest - di aver posseduto, grazie a una serie di prestanomi e di operazioni finanziarie illecite, il controllo pressoché totalitario dell'emittente Telecinco eccedenti rispetto ai limiti dell'antitrust spagnola, negli anni in cui il tetto massimo era del 25 per cento delle quote azionarie.

Mafia (concorso esterno in associazione mafiosa e riciclaggio di denaro sporco)

Indagini archiviate a Palermo su richiesta della Procura per scadenza dei termini massimi concessi per indagare.

Bombe del 1992 e del 1993 (concorso in strage)

Le inchieste delle Procure di Firenze e Caltanissetta sui presunti "mandanti a volto coperto" delle stragi del 1992 (Falcone e Borsellino) e del 1993 (Milano, Firenze e Roma) sono state archiviate per scadenza dei termini d'indagine. A Firenze, il 14 novembre 1998, il gip Giuseppe Soresina ha però rilevato come Berlusconi e Dell'Utri abbiano "intrattenuto rapporti non meramente episodici con i soggetti criminali cui è riferibile il programma stragista realizzato". Cioè con il clan corleonese che da vent'anni guida Cosa Nostra, con centinaia di omicidi e una mezza dozzina di stragi. Aggiunge il giudice fiorentino che esiste "una obiettiva convergenza degli interessi politici di Cosa Nostra rispetto ad alcune qualificate linee programmatiche della nuova formazione [Forza Italia]: articolo 41 bis, legislazione sui collaboratori di giustizia, recupero del garantismo processuale asseritamente trascurato dalla legislazione dei primi anni 90". Poi aggiunge che, nel corso delle indagini, addirittura "l'ipotesi iniziale [di un coinvolgi- mento di Berlusconi e dell'Utri nelle stragi] ha mantenuto e semmai incrementato la sua plausibilità". Ma purtroppo è scaduto "il termine massimo delle indagini preliminari" prima di poter raccogliere ulteriori elementi. Il gip di Caltanissetta Giovanni Battista Tona ha scritto: "Gli atti del fascicolo hanno ampiamente dimostrato la sussistenza di varie possibilità di contatto tra uomini appartenenti a Cosa Nostra ed esponenti e gruppi societari controllati in vario modo dagli odierni indagati [Berlusconi e Dell'Utri]. Ciò di per sé legittima l'ipotesi che, in considera- zione del prestigio di Berlusconi e Dell'Utri, essi possano essere stati individuati dagli uomini dell'organizzazione quali eventuali nuovi interlocutori". Ma "la friabilità del quadro indiziario impone l'archiviazione". C'è, infine, la sentenza della Corte di Assise di Appello di Caltanissetta, che il 23 giugno 2001 ha condannato 37 boss mafiosi per la strage di Capaci: nel 14 capitolo intitolato esplicitamente "I contatti tra Salvatore Riina e gli on. Dell'Utri e Berlusconi", si legge che è provato che la mafia intrecciò con i due "un rapporto fruttuoso quanto meno sotto il profilo economico". Talmente fruttuoso che poi, nel 1992, "il progetto politico di Cosa Nostra sul versante istituzionale mirava a realizzare nuovi equilibri e nuove alleanze con nuovi referenti della politica e dell'economia". Cioè a "indurre nella trattativa lo Stato ovvero a consentire un ricambio politico che, attraverso nuovi rapporti, assicurasse come nel passato le complicità di cui Cosa Nostra aveva beneficiato".

Informazioni tratte da google.it

venerdì 17 ottobre 2008

Travaglio: Diritto di replica

Ieri è stata battuta la notizia da tutti i media che Travaglio è stato condannato per aver diffamato nel 2002 cesare previti (ah ah ah ma per favore esiste ancora???? si deve solo vergognare), ecco diciamo che ne hanno parlato tutti come se fosse stato arrestato un boss mafioso o un criminale di alto rango, ma per favore diciamo invece che ormai le notizie che fanno comodo escono tranquillamente a bomba.... un esempio? contrada è a Palermo ma non se ne parla più, corrado carnevale forse verrà eletto presidente della prima sezione di cassazione e forse neache lo sapremo.
Che tristezza, di seguito un bell'articolo di Travaglio tratto dall'Unità. Forza Marco, siamo con te.

Dario Campolo
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Pregiudicato a chi? Intanto io mi appello
Scritto da Marco Travaglio

Mi scuso per l’intrusione, ma siccome sono diventato il condannato più famoso d’Italia, vorrei dire qualcosa anch’io sulla sentenza della giudice Di Gioia che, in primo grado, ha ritenuto diffamatorio per Cesare Previti un mio pezzo pubblicato nel 2002 sull’Espresso, in cui Previti era citato in mezza riga. Anzi, non sulla sentenza, che non c’è ancora (verrà depositata tra 60 giorni) e che, più che commentata, andrà appellata nella speranza che sei occhi in Corte d’appello vedano meglio dei due del giudice monocratico. Vorrei dire qualcosa su tutto ciò che l’ha accompagnata.

Perché, come sono certo di non aver diffamato nessuno, men che meno Previti (reato impossibile), non sono altrettanto sicuro che le cronache dedicate alla sentenza, a reti ed edicole unificate, non siano diffamatorie. Cito dal Tg1, che di solito non dà notizia delle condanne non solo dei giornalisti, ma nemmeno dei ministri, parlamentari, banchieri, imprenditori, e gabella le prescrizioni di Berlusconi e Andreotti per assoluzioni, ma ha riscoperto i piaceri della cronaca giudiziaria giusto in tempo per me: «Marco Travaglio è stato condannato a 8 mesi di reclusione, pena sospesa, per aver diffamato l’ex deputato Previti. Il processo, celebrato a Roma, riguardava un servizio sull’Espresso… Travaglio dovrà risarcire Previti con 20 mila euro». Manca solo un piccolo dettaglio: la sentenza è di primo grado. Avesse riguardato chiunque altro, i Raiotti avrebbero precisato che verrà appellata e dato la parola all’imputato per dire che nessuno è colpevole fino a condanna definitiva. Non ho avuto questa fortuna. Così il Tg1, informando sulla mia presunta diffamazione, è riuscito a diffamare me. Complimenti e grazie. Ora attendo che il Tg1 fornisca tutta i nomi dei suoi giornalisti condannati negli ultimi anni, in primo, secondo, o terzo grado. Così come mi auguro che tutti i giornali che ieri han voluto dedicarmi tanto spazio, spalanchino gli archivi (compresi quelli dei direttori) e facciano altrettanto. Ci sarà da divertirsi.
Casomai la cosa potesse interessare, il sottoscritto è giunto all’età di 44 anni con la fedina penale immacolata: sul mio Casellario giudiziale c’è scritto «Nulla». Il che naturalmente non significa che tutti i condannati definitivi per diffamazione siano dei diffamatori: questo genere di processi, per chi fa cronaca giudiziaria, sono incidenti di percorso quasi inevitabili anche per chi non sbaglia (e prima o poi sbagliamo tutti). Perché esistono tre tipi di diffamazione: quella di chi esprime opinioni critiche, ritenute dal giudice eccessive; quello di chi scrive fatti falsi; quello di chi scrive fatti veri, ma inseriti in un contesto negativo che il giudice, nella sua discrezionalità, ritiene diffamatori. Ora, quel che ho scritto sull’Espresso è vero: ho citato il verbale del colonnello del Ros Michele Riccio, che parlava (lui, non io, diversamente da quanto scritto dall’Unità) della presenza di Previti nello studio Taormina mentre si teneva una riunione per discutere certe faccende riguardanti Dell’Utri, senz’attribuire a Previti alcun ruolo nella riunione. Dunque penso che la mia sentenza riguardi il reato del terzo tipo. Càpita, viste la genericità del reato di diffamazione e la carenza di cultura liberale nella giurisprudenza italiana, diversamente da quella europea (vedi sentenze della Corte di Strasburgo) e americana (il I emendamento taglia la testa al toro).
Non è stato sempre così: negli anni 80, Indro Montanelli fu condannato per diffamazione nei confronti di Ciriaco De Mita: un milione di lire di multa per avergli dato del padrino. Montanelli si appuntò al petto la condanna come una medaglia. L’altro giorno in pm aveva chiesto per me una multa di 500 euro. Il giudice l’ha ridotta a 100 e ci ha aggiunto, bontà sua, 8 mesi di reclusione. La pena media dell’omicidio colposo; la metà della pena inflitta a Previti per aver comprato il giudice del caso Mondadori; 3 mesi in meno degli anni affibbiati a Cesare Romiti per 100 miliardi di lire di falsi in bilancio Fiat (prima che il reato fosse depenalizzato); 2 mesi in più della pena patteggiata da Renato Farina per favoreggiamento nel sequestro Abu Omar. A proposito dell’on. Farina, alias agente Betulla: ieri su Libero, sotto il titolo «La banda Santoro ­ Anche Travaglio finisce tra i pregiudicati», definisce «barbarie» la pena detentiva, ma poi mi rinfaccia di aver ricordato le condanne per diffamazione di Lino Jannuzzi. E scrive che usufruirò dell’indulto. Dunque «chi di spada ferisce…». Ma non sa quel che dice. Dell’indulto ha usufruito lui, visto che la sua pena patteggiata è definitiva. La mia è un primo grado (dunque pregiudicato lo dica a se stesso) e conto di farla cancellare nei gradi successivi: forse Betulla non sa che l’indulto si applica solo alle pene irrevocabili. Quanto a Jannuzzi, a parte il fatto che le sue condanne si riferiscono a notizie false (tipo i complotti delle toghe rosse contro Berlusconi e Andreotti «poi assolti»), ne ho parlato perché Jannuzzi è stato a lungo parlamentare (infatti ha avuto prontamente la grazia). Le condanne dei giornalisti sono fatti loro, quelle dei parlamentari sono fatti nostri. Sottili distinzioni ignorate dal biondo mèchato del Giornale, che ha sbattuto la mia sentenza in prima pagina, dopo aver nascosto le sue (una caterva di processi persi, con abbondanti risarcimenti dei danni ai pm di Mani Pulite per la balle diffamatorie che lui rovescia loro addosso da una vita). Il pover’ometto farnetica di «pregiudicato», «indulto», «prescrizione» e s’interessa appassionatamente alle mie ferie. Lui che era di casa ad Hammamet ai piedi di un celebre latitante pluripregiudicato e pluricorrotto, di cui è vedovo inconsolabile. Ecco, nemmeno Vallanzasca potrebbe mai accettare lezioni dalla Yoko Ono di Craxi.


in L'Unità, 17 ottobre 2008

Casalesi nel Governo? To be continued...

Ci risiamo, adesso dopo le dichiarazioni di 5 pentiti esce fuori la notizia che un membro del Governo è a disposizione dei Casalesi, il suo nome è Nicola Cosentino ed è sottosegretario all'economia nonchè stretto collaboratore di Giulio Tremonti (leggi qui). Che dire, sono amareggiato per la fiducia crescente verso questo Governo che in questi giorni sta emergendo, ormai ogni giorno ne sentiamo di tutti i colori e non mi si venga a dire che i giornali sono tutti di sinistra perchè è una grossa cazzata!!! Il problema è che in mezzo a questo marasma del crollo dell'economia mondiale si cerca a colpi di decreti e fiducia di far passare sotto banco certi cavilli che interssano sempre qualcuno, per citarne qualcuno vedasi lo slittamento di età da 79 a 83 anni per mettere in corsa il corrado carnevale alias "l'AMMAZZASENTENZE", si sta tentando di far passare "un indagato" dalla procura di Brescia con il rischio di vedere gaetano pecorella come giudice della Consulta oppure si tenta di salvare manger come geronzi per il crack Parmalat e così via......... Sono sempre più amareggiato e sconsolato ma per ricaricarmi mi basta pensare a Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Ninni Cassara, Beppe Montana e tanti altri ancora per andare avanti e nel mio piccolo quindi fare qualcosa di utile quindi: "parlarne" come Borsellino ci insegna......

Dario Campolo

giovedì 16 ottobre 2008

La mia ultima lettera - di Adolfo Parmaliana

Pubblico di seguito l'ultima lettera del Professor Parmaliana di esclusiva dell'Espresso, leggetela e riflettete sul male che la Mafia genera e su come si vive quando si rimane "soli".

Dario Campolo
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La trascrizione dell'ultima lettera del professor Parmaliana prima del suicidio


"La Mia Ultima Lettera"

La Magistratura barcellonese/messinese vorrebbe mettermi alla gogna vorrebbe umiliarmi, delegittimarmi, mi sta dando la caccia perché ho osato fare il mio dovere di cittadino denunciando il malaffare, la mafia, le connivenze, le coperture e le complicità di rappresentanti dello Stato corrotti e deviati. Non posso consentire a questi soggetti di offendere la mia dignità di uomo, di padre, di marito di servitore dello Stato e docente universitario.

Non posso consentire a questi soggetti di farsi gioco di me e di sporcare la mia immagine, non posso consentire che il mio nome appaia sul giornale alla stessa stregua di quello di un delinquente. Hanno deciso di schiacciarmi, di annientarmi.

Non glielo consentirò, rivendico con forza la mia storia, il mio coraggio e la mia indipendenza. Sono un uomo libero che in maniera determinata si sottare al massacro ed agli agguati che il sistema sopraindicato vorrebbe tendergli.

Chiedete all'Avv.to Mariella Cicero le ragioni del mio gesto, il dramma che ho vissuto nelle ultime settimane, chiedetelo al senatore Beppe Lumia chiedetelo al Maggiore Cristaldi, chiedetelo all'Avv.to Fabio Repici, chiedetelo a mio fratello Biagio. Loro hanno tutti gli elementi e tutti i documenti necessari per farvi conoscere questa storia: la genesi, le cause, gli accadimenti e le ritorsioni che sto subendo.

Mi hanno tolto la serenità, la pace, la tranquillità, la forza fisica e mentale. Mi hanno tolto la gioia di vivere. Non riesco a pensare ad altro. Chiedo perdono a tutti per un gesto che non avrei pensato mai di dover compiere.

Ai miei amati figli Gilda e Basilio, Gilduzza e Basy, luce ed orgoglio della mia vita, raccomando di essere uniti, forti, di non lasciarsi travolgere dai fatti negativi di non sconfortarsi, di studiare, di qualificarsi, di non arrendersi mai, di non essere troppo idealisti, di perdonarmi e di capire il mio stato d'animo: Vi guiderò con il pensiero, con tanto amore, pregherò per voi, gioirò e soffrirò con voi.


Alla mia amatissima compagna di vita, alla mia Cettina, donna forte, coraggiosa, dolce, bella e comprensiva: ti chiedo di fare uno sforzo in più, di non piangere, di essere ancora più forte e di guidare i ns figli ancora con più amore, di essere più buona e più tenace di quanto non lo sia stato io.

Ai miei fratelli, Biagio ed Emilio, chiedo di volersi sempre bene, di non dimenticarsi di me: vi ho voluto sempre bene, vi chiedo di assistere con cura e amore i ns genitori che ne hanno tanto bisogno. Alla mia bella mamma ed al mio straordinario papà: vi voglio tanto bene, vi mando un abbraccio forte, vi porto sempre nel mio cuore, siete una forza della natura, mi avete dato tanto di più di quanto meritavo. A tutti i miei parenti, ai miei cognati, ai miei zii, ai miei cugini, ai miei nipoti, a mia suocera: vi chiedo di stare vicini a Gilda, a Basilio ed a Cettina. Vi chiedo di sorreggerli.

Ai miei amici sarò sempre grato per la loro vicinanza, per il loro affetto, per aver trascorso tante ore felici e spensierate. Alla mia università, ai miei studenti, ai miei collaboratori ed alle mie collaboratrici sarò sempre grato per la cura e la pazienza manifestatemi ogni giorno. Grazie. Quella era 1° mia vita. Ho trascorso 30 anni bellissimi dentro l'università innamorato ed entusiasta della mia attività di docente universitario e di ricercatore.
I progetti di ricerca, la ricerca del nuovo, erano la mia vita. Quanti giovani studenti ho condotto alla laurea. Quanti bei ricordi.

Ora un clan mi ha voluto togliere le cose più belle: la felicità, la gioia di vivere, la mia famiglia, la voglia di fare, la forza per guardare avanti.

Mi sento un uomo finito, distrutto. Vi prego di ricordarmi con un sorriso, con una preghiera, con un gesto di affetto, con un fiore. Se a qualcuno ho fatto del male chiedo umilmente di volermi perdonare.

Ho avuto tanto dalla vita. Poi, a 50 anni, ho perso la serenità per scelta di una magistratura che ha deciso di gambizzarmi moralmente. Questo sistema l'ho combattuto in tutte le sedi istituzionali. Ora sono esausto, non ho più energie per farlo e me ne vado in silenzio. Alcuni dovranno avere qualche rimorso, evidentemente il rimorso di aver ingannato un uomo che ha creduto ciecamente, sbagliando, nelle istituzioni.

Un abbraccio forte, forte da un uomo che fino ad alcuni mesi addietro sorrideva alla vita.

Riflessioni su Gaetano Pecorella

Se Gaetano Pecorella dovesse essere votato come Giudice della Corte Costituzionale dovremmo comincare a preoccuparci, si preoccuparci, ecco il perchè:

Carnevale alla prima sezione di Cassazione

Pecorella al Consulta

Alfano alla Giustizia

Berlusconi alla presidenza del consiglio

Mancino alla vice presidenza del Csm

Dell'Utri senatore

....e chissà quanto altro ancora ci aspetta, Ragazzi il progetto politico cominciato con la morte di Paolo Borsellino e Falcone sta andando avanti.......

Così non può andare, spero vivamente che la Lega non voti Pecorella alla consulta visto la dichiarata guerra contro la criminalità...... e poi come si fa a votare un indagato alla consulta, non esiste.....

Dario Campolo