martedì 9 dicembre 2008

Uova e pomodori su Gianni Letta Contestato all'Università di Siena

segnalato da Antonio



SIENA - Un lancio di pomodori e uova ha accolto Gianni Letta (senza colpirlo) all’uscita dal complesso di Santa Maria della Scala: il sottosegretario alla presidenza del Consiglio era già stato contestato, al suo ingresso per la cerimonia del premio Fraiese, da un gruppo di studenti e ricercatori precari dell’ateneo senese. Una volta entrato, Letta è stato apostrofato come «ciambellano» da un altro contestatore, il quale è stato allontanato dalle forze dell’ordine: «Stavo solo citando Indro Montanelli», ha ribattuto. Dopo la cerimonia, non appena Letta è uscito per salire sull’automobile, è partito un lancio di pomodori e uova contro di lui: un uovo ha colpito anche il vice questore, altri agenti della polizia sono stati colpiti, ed un oggetto, forse un pomodoro, ha rotto il vetro di un lampione. Insieme al lancio di oggetti, i manifestanti hanno scandito di il coro «buffone, buffone», indirizzato a Letta, e «vergogna, vergogna». Analoga contestazione nei confronti del rettore dell'Università, Silvano Focardi.

L'ACCUSA - «Evidentemente - ha replicato Letta parlando con i giornalisti - non conoscono la legge 133 e ne danno una interpretazione che è quella che corre su tutti o certi giornali. Basterebbe approfondire un po' meglio per capire che le cose non stanno così perché noi per primi abbiamo a cuore l'università di Siena e quella italiana in genere». Poco prima della premiazione, una ricercatrice dell'università di Siena ha fatto il suo ingresso in sala e davanti a Letta e alle autorità ha letto un documento contro i tagli delle leggi 133 e 180 specificando di non voler contestare il premio Frajese ma Gianni Letta «in quanto rappresentante di spicco di un Governo che sta portando avanti una politica dissennata di privatizzazioni e tagli. Tagli alle spese sociali e attacco ai diritti del lavoro. Si salvano le squadre di calcio, si salvano le banche, ma non le università, evidentemente perché non si vuole salvare l'università pubblica».

LA REPLICA - Il sottosegretario Letta ha preso subito dopo il microfono e ha affermato di comprendere le protesta ma ha suggerito ai precari di farlo «in un modo un po' più avvertito senza ripetere - ha aggiunto - quello che qualcuno vi ha suggerito». La precaria che ha fatto da portavoce all'assemblea ha quindi lasciato l'aula dopo aver ripiegato lo striscione sul quale era scritto «Voi la distruggete, noi la costruiamo» con riferimento all' università.

TENSIONE - Invece mentre la cerimonia era in corso ci sono stati momenti di tensione tra polizia e gli studenti e i precari che stavano manifestando all'esterno. Secondo quanto denunciano i giovani, la polizia li ha caricati con i manganelli. In tre si sono recati anche al pronto soccorso del policlinico universitario delle Scotte per essere visitati.

dal Corriere.it

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