lunedì 15 dicembre 2008

Scomparso imprenditore anti pizzo La moglie: «Qualcuno dica se l'ha visto»

segnalato da Fulvio Di Giacomo

Non si sentiva sicuro e chiedeva l'attenzione dello Stato sulle proprie denunce

ALTAMURA (BARI) - Sono finora senza esito le ricerche per ritrovare l'imprenditore di 47 anni di Altamura (Bari), Francesco Dipalo, che ha un'azienda di sanitari nella zona industriale Jesce a Matera, scomparso venerdì pomeriggio da casa. Nonostante uno speciale rapporto con la questura di Matera, nato sulla base delle frequenti denunce che era stato costretto a fare, non si sentiva sicuro e chiedeva l'attenzione dello Stato sulle proprie denunce. Le ricerche, condotte dai poliziotti della questura di Matera e dai carabinieri di Altamura, sono state sinora vane: l'ipotesi prevalente degli investigatori è che si sia allontanato volontariamente, ma non si escludono altre piste.

LE DENUNCE - Dipalo - che ha nel territorio materano un'azienda di vasche per idromassaggio e sanitari - aveva denunciato negli anni scorsi di essere stato costretto a pagare il «pizzo» alla criminalità negli anni dal 2001 al 2003. Dopo aver parlato dei suoi estorsori, aveva denunciato anche di essere costretto a subire aggressioni e ritorsioni, sotto casa o in azienda, dal momento in cui si era rifiutato di pagare. Le sue denunce sono al vaglio degli investigatori lucani e pugliesi: se ne occupano le procure della Repubblica presso i tribunali di Matera e di Bari. Tra l'altro, Dipalo ha raccontato che in una delle aggressioni gli è stato versato addosso dell'acido. L'ultima denuncia l'aveva fatta la scorsa estate, spiegando che gli era stata data alle fiamme una vettura, una Y10, nel piazzale dell'azienda; un'altra automobile, una «Mercedes», era stata cosparsa di benzina. Per tutto questo, Dipalo non si sentiva sicuro e chiedeva l'attenzione dello Stato e una migliore protezione per sè e per la sua famiglia.

MINACCIAVA DI DARSI FUOCO - Proprio per attirare attenzione, il 3 novembre scorso, nella sua azienda si era cosparso di benzina minacciando di darsi fuoco: in interviste successive raccontò di non aver avuto una reale intenzione di farsi del male, ma di aver voluto attrarre attenzione su di sè da parte della giustizia e delle forze di polizia e chiedere tutela. In conseguenza del suo gesto, a Dipalo pare sia stata fornita una specie di vigilanza, giri di controllo più frequenti delle forze di polizia nei pressi della sua azienda, a Matera, e della sua abitazione, ad Altamura. Anche poche ore prima di allontanarsi di casa, l'altro ieri, Dipalo era stato in questura a Matera, sembra per parlare ancora una volta delle sue vicende. Nel pomeriggio ha poi detto alla moglie di voler andare in farmacia e si è così allontanato: pare che in tasca avesse soltanto poche decine di euro.

LA MOGLIE - Intanto la moglie Laura Lorusso ha dichiarato: «Nessun appello. Chiedo solo che se qualcuno ha visto o incontrato venerdì pomeriggio mio marito, lo riferisca ai carabinieri o alla polizia. Sono costantemente in contatto con carabinieri e poliziotti», ha aggiunto. «Penso anch'io che mio marito non possa essere andato lontano, era a piedi e aveva pochi soldi con sè. So soltanto che sto malissimo».

da Corriere.it

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