venerdì 5 dicembre 2008

Caso Santapaola: botta e risposta Lumia - Alfano

da Ansa

Palermo - Il senatore Giuseppe Lumia ha presentato un'interrogazione al presidente del consiglio e al ministro della Giustizia sulla vicenda di Vincenzo Santapaola figlio del boss catanese Nitto che è stato assegnato agli arresti domiciliari dopo un intervento ospedaliero e che si trovava al 41 bis. "Si tratta - dice Lumia - di un provvedimento del Gip che non sarebbe condiviso dalla Procura Antimafia di Catania visto che in Italia il sistema carcerario è in grado di assicurare una convalescenza degna e sicura nei confronti, soprattutto, di un detenuto pericoloso sottoposto a 41 bis". "E' necessario - conclude - che il ministro chiarisca innanzitutto se la decisione del Gip è regolare e se è vero che in un primo momento, si era addirittura pensato di autorizzare l'intervento chirurgico presso l'ospedale di Catania, Vittorio Emanuele, situato presso il quartiere San Cristoforo da sempre controllato dal clan Santapaola. Per quanto ci riguarda restiamo convinti che bisogna procedere con speditezza a garantire un sistema di 41 bis moderno ed efficiente collocando i boss sottoposti a tale regime in istituti carcerari attrezzati e sicuri, nonché prevedendo l'apertura di sezioni presso zone insulari e piccole isole dove é più possibile garantire sicurezza e blocco delle comunicazioni dalle carceri verso l'esterno. Il governo chiarisca se la pensa ancora così".

"Tutta la vicenda, come risulta dall'evidenza dei fatti, si è svolta in un clima di collaborazione tra il ministero e gli uffici giudiziari che hanno recepito i nostri suggerimenti, senza per questo rinunciare alle proprie prerogative". Lo afferma il ministro della Giustizia Angelino Alfano replicando al senatore Giuseppe Lumia sul ricovero del boss della mafia Vincenzo Santapaola. "Sono convinto che la Sicilia stia vivendo un tempo virtuoso di unità antimafia, che non è il caso di turbare. Per questo, un po' mi spiace il comunicato del senatore Lumia - osserva Alfano -. Il mio ruolo mi suggerisce una linea di riservatezza che, a seguito delle dichiarazioni improvvide del senatore Lumia, ritengo necessario infrangere". Il ministro specifica che il Dap, "da subito, aveva espresso contrarietà rispetto alla sede individuata per l'operazione a cui deve sottoporsi il boss Vincenzo Santapaola, ovvero l'ospedale di Catania, Vittorio Emanuele, sito in una zona della città ad alto rischio mafioso, e che - solo dopo una esplicita indicazione dei nostri uffici - la scelta è ricaduta sull'ospedale milanese San Paolo, dove ci siamo occupati di trovare immediatamente il posto, onde evitare ogni possibile contatto con la realtà criminale di appartenenza". Per quanto riguarda il provvedimento del Gip, aggiunge Alfano, "anche questo è venuto meno e - a seguito del nostro intervento - è stato sostituito proprio ieri con un piantonamento presso la struttura ospedaliera all'interno della quale il boss trascorrerà il periodo di convalescenza necessario. Questo, quindi, grazie alla collaborazione resa allo stesso Gip dalla Direzione Generale Detenuti del Dap che, rappresentando l'inopportunità degli arresti domiciliari, ha procurato tempestivamente il posto letto, garantendo i presidi di sicurezza previsti dall'art. 11 dell'Ordinamento penitenziario". Alfano ricorda infine a Lumia "che non spetta al ministro verificare se la decisione del Gip è regolare. Da ciò, sorge spontanea una domanda: ma non è forse lo stesso Lumia che ha evocato, in più circostanze, l'indipendenza e l'autonomia della magistratura? Occorre coerenza".

41 BIS; LUMIA, ISPEZIONI NON SCATTANO PER CLAN

Palermo - "Il ministro nella replica alla mia interrogazione ha dato molte spiegazioni, ma non la più importante: perché le ispezioni agli uffici giudiziari scattano con precisione ogni volta che c'é un provvedimento che riguarda la politica, sia che sia preso da Pm che da Gip, e non scattano mai quando riguardano famiglie mafiose stragiste?". "L'autonomia e l'indipendenza della magistratura - conclude Lumia - si difendono anche con ispezioni che approfondiscano i problemi in maniera completa, soprattutto se la famiglia coinvolta è spesso afflitta da problemi sanitari".

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