mercoledì 26 novembre 2008

La 'ndrangheta entra al ministero

segnalato da Luca Teodo


Ventiquattro fermi, indagato il braccio destro di Matteoli


Ventiquattro fermi, decine di perquisizioni. E’ Crotone l’epicentro di questa nuova offensiva giudiziaria. Un’inchiesta che lambisce il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli, che coinvolge il ministero dell’Ambiente e la Ue. Indagati (e perquisiti) per corruzione Emilio Brogi, capo della segreteria di Matteoli; il direttore generale del ministero dell’Ambiente, Aldo Cosentino; e il funzionario della Ue, Riccardo Menghi.

L’inchiesta di Crotone racconta gli affari della cosca Megna-Russelli di Papanice, le estorsioni, i traffici di droga, gli omicidi. Ma soprattutto i grandi affari. Per «Europaradiso» la politica (bipartisan: An e Ds, oggi Pd) e la ‘ndrangheta avevano stretto un patto di ferro, nel 2005. Il progetto era del finanziere israeliano David Appel: alberghi, residence, servizi, porti, teatri, centri commerciali, attrezzature e campi da golf. Un megavillaggio turistico in grado di garantire 14 mila posti letto e quattromila posti di lavoro. Investimento: tra i cinque e i sette miliardi.

Per «Europaradiso» la ‘ndrangheta ha fatto eleggere nel 2006 alcuni consiglieri comunali di Crotone (come il capogruppo Pd al Consiglio comunale, Giuseppe Mercurio) pagando 40 euro a voto. Ha organizzato una colletta di 280 mila euro tra i mafiosi per uccidere il sostituto procuratore Pierpaolo Bruni, una spina nel fianco. Per questo progetto si sono mobilitati anche gli affaristi che volevano partecipare a «Europaradiso».

Per il megavillaggio turistico che doveva sorgere lungo la costa, alla foce del Neto, sono stati corrotti funzionari del comune di Crotone come il direttore generale Francesco Sulla (15 mila euro) e della Ue come Riccardo Menghi (8 mila euro). E si è mobilitato il ministero dell’Ambiente.
Allora, nel 2005, ministro era Matteoli, a capo della segreteria c’era Emilio Brogi. Lui e il direttore generale del ministero dell’Ambiente, Aldo Cosentino, si sono mossi - secondo il pm Bruni - per impedire che la Ue dichiarasse quell’area «zona di protezione speciale», come chiedeva la Regione Calabria, bloccando la realizzazione di «Europaradiso».

Sulla, il direttore generale, è un altro personaggio chiave. C’è un’intercettazione nella quale parla con l’ex sindaco Pasquale Senatore (An), diventato consigliere regionale: «Allora noi abbiamo parlato con Matteoli in persona... Ci ha dato più soddisfazione di Gasparri. Adesso... guarda... ha messo un ministero a disposizione». In un interrogatorio ammette: «In un incontro, al quale partecipai, tra il sindaco Riganello e il ministro, Matteoli rimandò per le decisioni e le valutazioni per la Zps a Brogi e a Cosentino, che ritenevano non legittimo l’operato della Regione Calabria».

Sulla esplora anche altre praterie politiche. Verbalizza al pm Bruni: «Abbiamo avuto un primo incontro con il segretario dell’Udc Lorenzo Cesa (al quale parteciparono anche gli israeliani) nel corso del quale fu illustrato il progetto. Cesa ci fece incontrare il sottosegretario Galati che, dopo aver convocato l’ufficio tecnico per valutare il progetto, ci disse che c’era la possibilità di un accordo di programma per l’assegnazione di risorse da parte del ministero delle Attività produttive».

La Stampa

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