mercoledì 26 novembre 2008

Il governo dei bluff: niente detassazione delle tredicesime

segnalato da Tito Lacca



Dopo sette mesi di governo, con la crisi economica di mezzo, il momento per sostenere famiglie e lavoratori sembrava essere arrivato. La detassazione delle tredicesime – per quanto fosse un intervento una tantum, per nulla risolutorio – era comunque una boccata di ossigeno epr chi ormai non arriva più nemmeno alla terza settimana del mese. Invece, a un mese da Natale, Berlusconi svela il suo solito bluff. I soldi per detassare le tredicesime non ci sono. Si sono trovati quelli per aiutare le banche, si è tagliato l’impossibile per fare cassa, ma ora che è il momento di ridistribuire, nessuno sa che pesci pigliare.

L’indiscrezione era arrivata già martedì sera: una frase rubata prima di rientrare a casa dopo il Consiglio dei ministri. Poche parole in cui Berlusconi però era già convinto che quelle cifre non erano «sostenibili dal bilancio». Poi, mercoledì mattina la conferma è arrivata dal sottosegretario Bonaiuti: «I costi della detassazione delle tredicesime sono elevati: 5-7,5 miliardi di euro. Cifre difficilmente pensabili in questa fase». Insomma, il discorso è chiuso: la busta paga più ricca, scordatevela. «Gli interventi devono essere suddivisi fra famiglie ed imprese», promette Bonaiuti, ma poi aggiunge che «dobbiamo sì tutelare le famiglie, ma chi dà lavoro sono le imprese».

Deluse quindi le aspettative delle famiglie e del Pd che ancora ieri, per voce del senatore Paolo Nerozzi, tornava a chiedere «un intervento immediato sui redditi, la detassazione delle prossime tredicesime, un intervento sugli ammortizzatori sociali a cominciare dall'aumento delle risorse ad essi destinati dal governo. Il Pd - prosegue ancora Nerozzi - torna a chiedere con forza la cancellazione della norma introdotta nel cosiddetto Dl infrastrutture che prevede una notevole riduzione delle tutele per i lavoratori di aziende in crisi che devono cedere parti o rami d'azienda».

L'Unità

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