mercoledì 12 novembre 2008

Giuseppe Pisanu Eletto Presidente Antimafia

scritto da Dario Campolo


Finalmente il Popolo delle Libertà ha trovato ed eletto il Presidente per la commissione Parlamentare Antimafia, naturalmente il Premier Silvio Berlusconi dice di non esserne occupato neanche stavolta ma ahimè non ci credo, e comunque avrei optato per un nome più di garanzia, ma come si dice hanno vinto le elezioni ed è giusto che le le scelte le facciano loro, e poi volete mettere quando a dire di stare tranquilli è uno come Fabrizio Cicchitto (Ex P2 - fascicolo n. 945, tessera 2232, data di iniziazione 12 dicembre 1980)?
Di seguito una breve biografia del Senatore Pisanu nonché ex ministro degli interni del penultimo Governo Berlusconi dove alcuni documentari lo ritraggono come responsabile, insieme ai leader del partito Forza Italia, di presunti brogli elettorali riguardanti le elezioni politiche del 2006.
Inoltre noterete che subito dopo la biografia di Pisanu una breve descrizione di Flavio Carboni, noto imprenditore legato alla mafia e a storie della vecchia Italia molto occulte, con un passato che vede incorciarsi con il nostro Premier e guardate un pò? Pisanu. Buona lettura e come si dice Viva l'Italia!

Biografia:

Inizia la sua esperienza politica nella Democrazia Cristiana locale, di cui passando attraverso l'esperienza dei giovani turchi, è dirigente provinciale di Sassari, dirigente regionale della Sardegna e capo della segreteria politica nazionale dal 1975 al 1980, con Benigno Zaccagnini.

È stato deputato per la Dc dal 1972 al 1992, sottosegretario di Stato al Tesoro dal 1980 al 1983 nei governi guidati da Arnaldo Forlani, quando è costretto a dimettersi per lo scandalo P2 (per i suoi rapporti con Flavio Carboni, con Roberto Calvi, e con il crack del Banco Ambrosiano), cui risulterà del tutto estraneo, Giovanni Spadolini e Amintore Fanfani; sottosegretario di Stato alla Difesa dal 1986 al 1990 nei governi Dc-Psi e Pentapartito guidati da Bettino Craxi, Giovanni Goria e Ciriaco De Mita.

L'entrata in Forza Italia

Allo scioglimento della Democrazia Cristiana, nel 1994 decide di aderire a Forza Italia, per la cui lista è eletto deputato nel '94, '96 e 2001. È stato anche presidente del gruppo parlamentare di Forza Italia.

Dal 3 luglio 2002 ad aprile 2006 ricopre la carica di Ministro dell'Interno (Governi Berlusconi II e III). È autore di un decreto antiterrorismo che vieta le connessioni anonime a Internet e impone a tutti gli ISP di conservare un log in cui riportano indirizzo IP e numero di telefono che identifica l'utente connesso.

Durante i quattro anni del suo mandato al Ministero degli Interni vengono sgominate le così dette "Nuove Brigate Rosse", autrici di numerosi delitti tra i quali l'omicidio del Professor Marco Biagi, viene arrestato il super latitante Bernardo Provenzano (nel giorno della vittoria del centro sinistra guidato da Prodi).

Alle elezioni politiche del 2006 viene eletto senatore per Forza Italia in Campania. Viene poi rieletto senatore nel 2008 come capolista in Sardegna dopo la caduta del governo Prodi II, nelle liste del Popolo della Libertà

Il 16 maggio 2006 vengono pubblicate delle intercettazioni telefoniche con Luciano Moggi e col Presidente della Torres Calcio in cui il Ministro dell'Interno chiede aiuto per la squadra cittadina. . Il Corriere della Sera il giorno stesso presenta la notizia nella prima pagina del sito.

Nel novembre 2006 esce il film-documentario Uccidete la democrazia!, che lo ritrae come responsabile, insieme ai leader del partito Forza Italia, di presunti brogli elettorali riguardanti le elezioni politiche del 2006. Il suo terzo figlio, Gianmario, è partner della multinazionale Accenture, coinvolta nell'appalto affidato a trattativa privata a Telecom per la sperimentazione dello scrutinio elettronico in quattro regioni italiane alle elezioni politiche del 9 aprile 2006.

Nel 2008 è rieletto nelle liste del Popolo della Libertà.

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Chi è Flavio Carboni?

Flavio Carboni (Sassari, 1932) è un imprenditore italiano, con attività in numerosi campi. Il suo nome appare in numerose inchiese giudiziarie degli anni ottanta.

Nel 1997, i magistrati di Roma collegarono Flavio Carboni ed un esponente della Mafia siciliana, Pippo Calò, all'omicidio del banchiere Roberto Calvi.

Flavio Carboni è infatti sospettato di aver intrattenuto rapporti di un certo spessore col banchiere assassinato, del quale avrebbe successivamente alla sua morte ricettato la borsa ed i documenti contenuti, vendendoli ad un alto prelato dell'Istituto per le Opere di Religione (IOR, istituto di credito del Vaticano), monsignor Pavel Hnilica. Per tale ricettazione il 2 marzo 2000 fu condannato con il pregiudicato romano Giulio Lena, mentre il religioso (che intendeva proteggere, dichiarò, il buon nome della Chiesa cattolica e di papa Giovanni Paolo II) fu assolto per aver agito in stato di necessità. La prima sentenza fu dichiarata nulla per vizio di procedura, ma ne seguì dopo poco un'altra che confermava i dispositivi della prima.

Carboni è stato inoltre sospettato di far parte della mafia. Con l'ex compagna Manuela Kleinszig, Pippo Calò ed Ernesto Diotallevi, presunto boss della Banda della Magliana, è sotto processo ed è stato assolto in primo grado dall'accusa di omicidio aggravato e premeditato in danno di Calvi anche per effetto dello smascheramento del falso alibi inizialmente fornitogli da una parente residente nella capitale inglese. Carboni ha commentato la sua imputazione definendola "buffonata" e parlando di un "martirio personale". Va notato che poco dopo il rinvio a giudizio della magistratura italiana, quella inglese ha emesso un verdetto definitivo col quale ammetteva che la causa mortis era uno strangolamento operato da due o più persone. Il verdetto è stato comunicato lo stesso giorno nel quale si è chiusa in Italia la vicenda relativa alla borsa del coroner inglese che indagava sulla morte di Calvi, al quale erano stati rubati a Roma la borsa contenente il computer e molti documenti in argomento: l'inchiesta sul furto ha portato alla richiesta di rinvio a giudizio per concorso in ricettazione nei confronti di un italiano, un algerino ed un cinese.

Da alcune parti politiche, il nome di Flavio Carboni è stato legato a più riprese a quello del conterraneo Giuseppe Pisanu, ex ministro dell'Interno, con l'intento di indagare sull'eventuale reale ragione dei loro rapporti, dichiaratamente di mera confidenza fra corregionali. In affari con Silvio Berlusconi, allora imprenditore in cerca di operare investimenti in Costa Smeralda, Carboni, secondo le affermazioni dell'editore Angelo Rizzoli alla Commissione P2, avrebbe lautamente remunerato un tranquillizzante intervento di Pisanu alla Camera dei Deputati poco prima che scoppiasse lo scandalo del Banco Ambrosiano.

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