martedì 28 ottobre 2008

Analisi del Decreto Gelmini

Siamo sempre più "incazzati", così un giovane universitario ha urlato a suo padre poliziotto ieri a Torino, scena ambigua ma vera, un padre in divisa antisommossa che di fronte si trova il figlio e che difende i suoi diritti come per i molti anzi tantissimi poliziotti che in questi giorni si vedono costretti a scortare e tenere alla larga dai vari ministeri e palazzi comunali i molti ragazzi che manifestano contro il decreto Gelmini in maniera democratica (Cossiga ne prenda atto), anzi per dirla tutta ho provato una certa tenerezza in una manifestazione fatta venerdì scorso da bambini e genitori scortati da agenti della polizia, da segnalare l'ingiuria dei bambini che gridavano "Gelmini Gelmini Gelmini.. sei una sola".
Ma veniamo al dunque, oggi proverò a spiegare in punti sintetici cosa prevede il decreto della Gelmini, ovviamente potrà succedere che sulla carta si dice una cosa e poi in trasmissioni televisive si dice che se ne intendeva un'altra ma questa è un'altra storia.
Cominciamo con l'analisi onde evitare che qualcuno ci dica che non sappiamo neanche di cosa parliamo, :


Scuola elementare fino ad oggi.

1) Numero insegnanti: Nel sistema a modulo 3 per 2 classi. Nel tempo pieno 2 per 1 classe ( per formare una classe prima il numero minimo è di 10 alunni. 25 è il numero tipico estendibile a 28; con una disabilità resta 25, con due disabilità è ridotto a 20).

2) Orario settimanale: Nel sistema a modulo 27 ore che si estendono a 32/33 in base al progetto formativo della scuola (+ lingua straniera, religione, informatica, edc. musicale, all’ immagine ecc….). Nel tempo pieno 40 ore con ampia estensione dei progetti di formazione ed educazione, le attività di studio sono svolte nella sede scolastica, l’impegno domestico è prevalentemente per il ripasso e l’ approfondimento.

3) Orario Giornaliero: Nel sistema a modulo, cinque giorni sono di circa cinque ore, un giorno si prolunga fino alle ore 16. Nel tempo pieno ci sono 8 ore al giorno, il sabato non c’è lezione, il tempo mensa è tempo scuola. E’ garantito il prescuola a tutti coloro che ne fanno richiesta.

4) Bisogni educativi e formativi da individuare: Costituiscono un quadro complesso dove è necessario individuare le caratteristiche dell’ apprendere di ciascun bambino, le differenti capacità, il disagio, le difficoltà di apprendimento nei soggetto normodotati e le difficoltà causate da disabilità, individuare la presenza di disturbi dell’ attenzione, i sintomi di iperattività, i comportamenti a rischio bullismo e le eventuali vittime, le possibili difficoltà di integrazione nel gruppo classe quando sono presenti bambini di provenienza straniera e/o di origine territoriale, lingua e religioni differenti.

5) Strumenti didattici: Il lavoro di gruppo degli insegnanti, i progetti per facilitare l’ apprendimento e la cura della formazione della personalità dei bambini, la programmazione, la valutazione dei risultati rispetto alla conoscenza e la valutazione dei progressi in termini di impegno, volontà, autonomia. Il recupero delle conoscenze per difficoltà di apprendimento e per disabilità non certificate ma presenti ( es, dislessia, disgrafia).

6) Modalità e percorsi educativi: Progetti particolari destinati ai bambini in considerazione delle loro particolarità nell’ apprendere, delle loro attitudini ed interssi. Sono tutti percorsi che riguardano argomenti di studio ed aree educative, compresa l’ area espressiva ed es. la drammatizzazione meglio nota come attività teatrale. Attività di laboratorio per lo sviluppo della manualità in contrasto con l’ immobilismo dovuto all’ eccessivo uso dei media e videogiochi. Educazione motoria per una gestione autonoma de sé corporeo. Da non domenticare le attività legate allo sportello di ascolto ovvero alla presenza di specialisti, psicologi dell’ infanzia, pronti al dialogo diretto con i bambini, le famiglie, gli insegnanti. il costo sul territorio nazionale prevede un impiego di risorse economiche pari al 7 %.

7) Rapporti con le famiglie ed i responsabili dei minori: Il legame scuola- famiglia ha una sua ragion d’ essere nell’ orario del tempo scuola che i genitori possono scegliere e che risponde alle esigenze dell’ organizzazione familiare quotidiana. La finalità fotmativa della scuola elementare è quella di collaborare alla formazione della personalità del bambino non solo sul piano dell’ apprendimento, cioè quello che deve e dovrà sapere, ma anche di come potrà sentirsi bene con se stesso, avere un proprio progetto di vita in quanto persona che si avvia a crescere e diventare grande. Da questo punto di vista la collaborazione con la famiglia è scontata.


Scuola elementare dal 2009 con il Decreto Legge 137

1) Numero insegnanti: 1 per classe ( con 25 alunni estendibile a 28; 25 se c’è una disbilità, 20 se ci sono 2 disabilità. Numero minimo per formare una classe di prima è di 12 alunni. E’ allo studio un progressivo aumento sino a 35 alunni per classe). E’ previsto per due ore settimanali l’ insegnamento di religione, per due ore settimanali l’ insegnante di lingua straniera solo se il titolare non ha tra le sue competenze questo insegnamento, inoltre è previsto l’ insegnante di sostegno se ci sono disbilità in classe e comunque solo per un numero minimo di ore che possono essere finaziate dalla spesa prevista dallo Stato.

2) Ore settimanali: 24 ore estendibili a 27.

3) Orario giornaliero: 4 ore al mattino per sei giorni settimanali.

4) Bisogni educativi e formativi da individuare: E’ stato espresso un parere del Ministro Gelmini secondo la quale i bambini hanno bisogno di un’ unica figura di riferimento per imparare e crescere.

5) Strumenti diadittici: Il lavoro di un solo docente. A lui compete la valutazione che ritorna al voto e che prevede la possibilità della non promozione anche in presenza di una sola insufficienza, quando tutti gli altri voti sono sul sei. ( dichiarazioni del Ministro del 19/09/08- Piano integrato).

6) Modalità e percorsi educativi: E’ previsto un doposcuola nel caso sia fatta richiesta dalle famiglie. La sua realizzazione, compresa la mensa, è consentita solo se rientra nel finanziamento previsto che è pari al 3%.

7) Rapporti con le famiglie ed i responsabili minori: Colloquio con l’ insegnante.


Scuola Materna fino ad oggi.

1) Orario giornaliero: 8 ore su cinque giorni ( mattino- mensa- pomeriggio), il sabato non c’è attività didattica.

2) Bisogni educativi e formativi da individuare: Disagio relazionale, difficoltà della gestione del sé corporeo, problemi di interazione della realtà, tendenza all’ iperattività, sintomi di disturbi psicologici, difficoltà espressive, integrazione dei bambini di differente provenienza territoriale, appartenenza religiosa linguistica e culturale.

3) Strumenti didattici: Progetti affidati al lavoro degli insegnanti ed organizzati in funzione della conoscenza di sé, degli altri e dell’ ambiente.

4) Modalità e percorsi educativi: Percorsi di apprendimento sotto forma di gioco che comprendono attitudini, interessi, capacità di interpretare la realtà, manipolazione dei materiali, psicomotricità, cura delle capacità espressive linguistiche e di calcolo, mimiche e corporee.

5) Rapporti con le famiglie ed i responsabili dei minori: La cuola materna stabilisce con chi si occupa dei bambini un dialogo sempre aperto, pronto alle esigenze organizzative dei nuclei familiari ed attento alle richieste e ai segnali di intervrnto particolare sui bambini nel caso possano presentarsi sintomi anche di lieve disagio.


Scuola Materna dal 2009

1) Riduzione del tempo scuola, 5 ore al giorno ( solo orario del mattino)

2) Maestro unico

3) Estenzione della frequenza ai bambini di due anni ( forse utilizzati per il persinale in esubero)

E’ necessario ricordare che un buon triennio di scuola matreno prepara i bambini alla scuola elementare sia perchè li scolarizza, sia perchè li socializza e soprattutto promuove in loro un chiaro senso di sé. La scuola materna è la base che ha garantito il successo della scuola elementare italiana, ritenuta tra le prime dieci del mondo e che, per certi aspetti ( ad esempio cure dei bisogni dell’ infanzia, attenzione speciale per la capacità di lettura) è tra le prima cinque (Rapporto Ocse 2007-indagine Iea Pirls 2006).
Analisi redatta da Officina 21

Dario Campolo

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