giovedì 31 marzo 2011

Insulti in aula alla deputata disabile del Pd



L’intervento in Aula del finiano Italo Bocchino viene applaudito da tutti i deputati delle opposizioni. Anche dall’assistente della parlamentare Ileana Argentin visto che l’esponente Democratica non può usare le sue mani perchè disabile. Così il deputato del Pdl Osvaldo Napoli si alza dal suo banco e corre verso la parte sinistra dell’emiciclo, dove siede abitualmente l’Argentin, per ammonire con tanto di indice alzato il suo assistente.

«Tu - avrebbe detto il berlusconiano rivolgendosi al giovane Francesco - non ti devi permettere di battere le mani hai capito?». Dal Pd si alza un coro di proteste contro Napoli che intanto torna al suo posto. Ma durante la bagarre, dai banchi della Lega, racconta la diretta interessata, proprio quando lei sta per prendere la parola e spiegare al presidente della Camera l’accaduto, parte il grido choc: «Falla stare zitta quell’handicappata del cazzo!».

L’Argentin comunque va avanti e spiega che per colpa della sua malattia deve per forza usare le mani di qualcun altro per applaudire. «Se io desidero applaudire qualcuno dell’opposizione - spiega nel suo intervento - lo faccio quando voglio e lo faccio con le mani di chiunque», afferma. Tutti i parlamentari del centrosinistra le tributano un lungo e caloroso applauso. Anche Polledri però prende la parola: «Signor presidente - dichiara - non avevo capito il termine della discussione, per cui mi scuso con la collega che ha sicuramente ragione. Spero di aver riparato ad un iniziale torto fatto verbalmente».

lastampa.it

venerdì 18 marzo 2011

Torino si prepara al No Berlusconi Night




di Andrea Doi

Berlusconi arriva a Torino e nel capoluogo piemontese si preparano ad accoglierlo. Ma lunedì in città non ci saranno solo le figure istituzionali, in prima fila la Lega con il presidente della Regione Piemonte Roberto Cota, a ricevere il "nostro" premier. Infatti per l'occasione è stato indetta una manifestazione: "No Berlusconi Night – Happening contro il Rais".
Il presidente del Consiglio, indagato per concussione e prostituzione minorile, verrà a Torino per sostenere la candidatura a sindaco di Michele Coppola, ma potrebbe essere per lui un'altra giornata di contestazione (l'ennesima in questo periodo).

Ed è partito il tam-tam sulle pagine di Facebook: l'appuntamento è fissato in piazza Carlo Felice, a due passi dalla stazione ferroviaria di Porta Nuova, alle 18. La manifestazione durerà fino alle 22. «Non possiamo non cogliere l'opportunità che ci offre questa visita sgradita per parlare di quella che è la nostra reale condizione di vita, ostaggio della crisi e della precarietà – spiega chi ha lanciato l'evento – Berlusconi dopo il momento istituzionale parteciperà ad una cena il cui costo è di ben 500 euro a persona. Alla faccia di chi non arriva a fine mese...».
All'iniziativa hanno già aderito studenti, lavoratori, precari, ricercatori universitari, il popolo viola, i militanti dei centri sociali, i collettivi studenteschi. E in queste ore si stanno raccogliendo, attraverso l'indirizzo mail noberlusconinight@gmail.com Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , altre adesioni. Tutti, armati di trombe, tamburi e pentole saluteranno il Cavaliere.

Insomma quella di lunedì per il Rais nostrano potrebbe essere una serata molto lunga e rumorosa.

Evento Facebook: http://www.facebook.com/event.php?eid=171191382930474

martedì 8 marzo 2011

Mafia, faccia a faccia tra Spatuzza e Graviano



Ciao Gaspare”. “Ciao Giuseppe”. E’ cominciato così l’atteso faccia a faccia – il primo in aula – tra il boss di Brancaccio Giuseppe Graviano e il suo ex fedelissimo Gaspare Spatuzza, oggi collaboratore di giustizia, a confronto nell’aula bunker di Rebibbia nell’ambito del processo sul sequestro e l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo. Dopo il saluto apparentemente cordiale, Spatuzza ha cambiato subito tono: “Il signor Graviano mi dia del lei. Si penta: domani è Quaresima”. Il boss ha parlato da dietro un paravento e non in videoconferenza dal carcere milanese di Opera. Il capomafia e il pentito, entrambi non visibili al pubblico, erano seduti uno accanto all’altro.

Spatuzza ha attaccato l’ex capo: “Ma dilla la verità. Ci sono persone che stanno qua a difendere l’indifendibile. Mi viene difficile entrare nella mente di queste persone”. Il boss di Brancaccio ha ribattuto: “Io non ho mai fatto male a nessuno né fisicamente, né moralmente. Si vede che sta bluffando – ha detto poi riferendosi all’ex fedelissimo – mi odia per questioni economiche”. E ha aggiunto: “Mi voleva obbligare a fare sposare una coppia. Io non sono don Rodrigo: se due persone si amano si sposano”.

Spatuzza ha rievocato anche un episodio finora sconosciuto cioè di essere stato costretto da Graviano a fare abortire una ragazza messa incinta da un uomo d’onore: “Noi abbiamo fatto cose mostruose. Ricordati che mi hai fatto uccidere un bambino che non è mai venuto al mondo. Io l’ho chiamato Tobia per avere un punto di riferimento”. “Me l’hai fatta sequestrare – ha aggiunto – e mi hai indotto a procurarle un aborto”. Graviano, molto teso, ha negato tutto. Spatuzza ha anche ricordato le decine di omicidi di parenti di pentiti ordinati da Graviano.“Con tuo fratello Filippo – ha aggiunto – abbiamo avuto un confronto bellissimo (il pentito allude al confronto avvenuto davanti ai Pm di Firenze con Filippo Graviano, ndr). Lui non mi ha detto che mentivo, mi ha detto ‘pensi male’”.

Nel corso dell’udienza davanti alla terza sezione della Corte d’assise di Palermo, presieduta da Alfredo Montalto, in trasferta all’aula bunker di Rebibbia, Spatuzza si è confrontato anche con un altro pentito, Salvatore Gricoli. Insieme hanno ripercorso i momenti precedenti al sequestro del piccolo Giuseppe Di Matteo, poi ucciso: “Il 15 settembre del 1993 viene ucciso don Puglisi (il prete antimafia di Brancaccio, ndr) e viene costituito il gruppo di fuoco. Io colloco l’incontro di Misilmeri (quello preparatorio al sequestro, ndr), prima del 15 settembre perché operavamo insieme, io Gricoli e Giacalone“, ha detto Spatuzza.

“Non ricordo bene, oggi. Un po’ perché voglio dimenticare, tutto. Un po’ perché sono passati 18 anni”, ha affermato il pentito Grigoli sul sequestro del bambino. “Siamo circondati da odio e inimicizia dentro le nostre famiglie, altro che fratellanza. Non è questa la fratellanza – ha replicato Spatuzza -. Siamo qui per chiarire e restituire la verità alla storia”. “Graviano incontrandomi mi fece i complimenti e disse di avere sentito parlare bene di me”, ha detto ancora Grigoli: . Il presidente della corte ha chiesto: “Per quale motivo?”. “Per gli omicidi che avevo commesso, non aveva sentito parlare di me perché mi ero laureato”, ha risposto.

ilFattoQuotidiano.it

giovedì 24 febbraio 2011

Gioacchino Genchi destituito dalla polizia - Lui replica sul blog: "Ha vinto Berlusconi"



di Salvo Palazzolo

Il vicequestore Gioacchino Genchi è stato destituito dalla polizia. Così ha deciso, dopo una lunga istruttoria, il dipartimento della pubblica sicurezza. Il provvedimento, che porta la firma del capo della polizia Antonio Manganelli, è datato 15 febbraio. A Genchi non sono state perdonate alcune sue esternazioni.

"Ha continuato pervicacemente, con ostentata pertinacia (...) a porre in essere un comportamento fortemente scorretto in assoluto contrasto con i doveri che ogni appartenente all'amministrazione della polizia di Stato solennemente assume con il giuramento all'atto della nomina". Così recita il provvedimento di destituzione: "Ha fatto delle dichiarazioni dal contenuto gravemente lesivo del prestigio di organi e istituzioni dello Stato, arrecando in tal modo disdoro all'immagine e all'onore dell'amministrazione di appartenenza". Nelle tre pagine della decisione si citano due episodi: un convegno svoltosi a Cervignano del Friuli, il 6 dicembre 2009, e un congresso a Roma, il 6 febbraio 2010.

Genchi commenta sul suo blog, intitolato "Legittima difesa" (www.gioacchinogenchi.it): "Berlusconi ha vinto". Intervistato al programma "La zanzara", in onda su Radio 24, ha detto: "Davvero adesso si è avverato il sogno di Berlusconi. Il provvedimento mi è stato notificato poche ore fa, ma io farò certamente ricorso al Tar per una decisione che a mio avviso è illegittima". Genchi chiama in causa il capo della polizia: "Il provvedimento è suo, ma bisogna vedere chi gliel'ha fatto fare. Dal capo della polizia, infatti, avevo da poco ricevuto il giudizio per l'ultimo anno di servizio, con il voto di ottimo".

Gioacchino Genchi ha lavorato per anni al fianco dei magistrati di Palermo e Caltanissetta che hanno indagato sui misteri di Cosa nostra. E' stato anche consulente informatico di decine di Procure in tutta Italia. Dopo un'indagine condotta con il pm di Catanzaro Luigi De Magistris è stato al centro di pesanti polemiche, giudiziarie e politiche: lo stesso Genchi è finito sotto inchiesta, alla Procura di Roma, per presunte violazioni della privacy. La sua autodifesa l'ha affidata a un libro, scritto con il giornalista Edoardo Montolli: "Il caso Genchi, storia di un uomo in balia dello Stato".

Al vice questore appena destituito arriva la solidarietà di Antonio Di Pietro: "La colpa, come al solito, è di chi serve lo Stato e non di chi si serve dello Stato", dice il presidente dell'Italia dei Valori, che prosegue: "Esprimiamo solidarietà a Gioacchino Genchi e siamo certi che nella sua nuova vita saprà dimostrare, ancora una volta, che i servitori dello Stato non si lasciano intimorire e vanno avanti difendendo la legalità e quei principi incisi nella nostra Carta".

repubblica.it